DELFINI DI GARDALAND L'E.N.P.A. NE CHIEDE L'AFFIDAMENTO

Delfini di Gardaland l’E.N.P.A. ne chiede l’affidamento.
Il più grande parco di divertimenti italiano manda in pensione Robin, Teide, Betty e Nau, i quattro mammiferi cresciuti all'ombra di montagne russe e cascate artificiali.
La decisione è stata presa da Merlin Entertainments, la società inglese proprietaria della struttura di Castelnuovo del Garda, che con i suoi 750 mila metri quadri e le 32 attrazioni si è conquistata - la classifica è di Forbes - il quinto posto tra i parchi di divertimento al mondo. “Merlin ha nel suo dna una politica di profondo rispetto per gli animali - spiega il direttore del Parco, Danilo Santi - La scelta di dire addio al delfinario ne è quindi una diretta conseguenza”.
Un cambio di passo che va contro gli interessi economici della società, che ha in portafoglio, tra l'altro, le strutture di Madame Tussauds e Legoland, oltre all'acquario Wild Life di Sidney, e alla quale gli spettacoli acquatici del delfinario portavano in dote 759mila spettatori a stagione, praticamente il tutto esaurito.
La decisione viene presentata come una scelta etica, che ha fatto prevalere le ragioni di chi non vede di buon occhio l'esibizione di cetacei ammaestrati.
A pesare sono state anche le polemiche per le morti di alcuni delfini del Palablu: nessuno a Gardaland può dimenticare il 2000, anno in cui la Procura di Verona aprì un'inchiesta per stabilire le cause della morte di quattro esemplari, deceduti misteriosamente nel giro di tre anni.
“Bisogna capire che Merlin è una grande multinazionale che attraverso i suoi acquari si impegna nella tutela delle specie marine - ricorda ancora Santi - a livello internazionale combatte contro la caccia delle balene.
Pertanto c'è chi vede una contraddizione tra questo impegno ambientalista e la presenza dei delfini nei parchi divertimento”.
L’Ente Nazionale Protezione Animali chiede che ora i quattro delfini di Gardaland non vengano consegnati all’acquario di Genova (ipotesi prospettata), ma siano affidati all’associazione.
«La scelta di destinare i quattro cetacei ad un’altra struttura di cattività non cambierebbe la loro condizione- spiega il direttore scientifico dell’Enpa, Ilaria Ferri – e al momento, per quanto è a nostra conoscenza, anche la struttura di Genova non risponde ai minimi criteri di detenzione previsti dalle normative vigenti».
“Se, inoltre, la multinazionale che gestisce il parco tematico avesse realmente a cuore i diritti e la tutela degli animali, dovrebbe porre fine alla cattività di tutti gli esemplari detenuti nelle proprie strutture, in Italia e all’estero: privare della libertà un altro essere senziente è incompatibile con l’animalismo e, più in generale, con l’etica.
E invece, come testimoniato dal sito web dell’Acquario di Roma, la stessa società che gestisce il Palablu’ di Gardaland non solo non sembra intenzionata a dismettere le attività legate alla cattività, ma dovrebbe avere la gestione del futuro acquario di Roma la cui apertura è stata procrastinata ulteriormente e per altro la stessa, al momento, non possiede alcuna autorizzazione come previsto dalle norme”.
Gioba Marzin
Fonti: GRRR news, www.ENPA.it.