ECOLOGIA ED ENERGIA
febbraio 2013
IL RICICLO DEI PANNELLI FOTOVOLTAICI A FINE VITA
fotoAnche i pannelli fotovoltaici, la giovane tecnologia rinnovabile su cui puntiamo per salvare il pianeta, hanno un fine vita. Per i moduli solari, così come per il frigorifero, il televisore o il computer quando smettono di funzionare, è prevista la necessità di uno smaltimento in vista del recupero dei materiali.

Per il momento non se ne vedono moltissimi da "rottamare", ma già da qualche mese è obbligatorio per produttori e importatori l'adesione ai consorzi che si occupano della raccolta e del riciclo.

In effetti, dando un'occhiata alle cifre di settore si scopre che la potenza totale di fotovoltaico disponibile in Italia ha superato a ottobre 2012 il valore complessivo di 16,6 GW, il che significa che sono attualmente in esercizio oltre 451.000 impianti.

Per quanti moduli? Questo è difficile da dire: per un impianto di medie dimensioni da 1 MW che è stato realizzato di recente sui tetti di 9 capannoni sono stati impiegati circa 4.000 moduli. È bene ricordare, tuttavia che la vita media di un pannello è in genere di 25-30 anni.
L'Europa, preso atto di questo boom del fotovoltaico, ha deciso quindi di rivedere la direttiva 2002/96 sui rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) decidendo di inserire anche i moduli tra i rifiuti elettronici da sottoporre a raccolta e trattamento.

Dal punto di vista legislativo il primo riferimento alla gestione del modulo a fine vita risale al DM 5 maggio 2011 (Quarto conto energia) il legislatore, al fine di accedere agli incentivi, all' art. 11 comma 6 ha imposto che per gli impianti entrati in esercizio successivamente al 30 giugno 2012, "il soggetto responsabile è tenuto a trasmettere al GSE (...) un certificato rilasciato dal produttore dei moduli fotovoltaici, attestante l'adesione dello stesso a un sistema o consorzio europeo che garantisca, a cura del medesimo produttore, il riciclo dei moduli fotovoltaici utilizzati al termine della vita utile dei moduli".

L'obbligo viene ripreso anche nel Quinto Conto Energia contenuto nel DM 6 luglio 2012, all'art.7 comma 5 quando si parla nuovamente dell'obbligo di adesione, e nel quale sono definiti i requisiti da richiedere a Consorzi o sistemi.

Ogni produttore è dunque obbligato a disporre di un adeguato servizio di smaltimento degli impianti forniti una volta esauriti. I pannelli fotovoltaici, pertanto, non potranno essere smaltiti autonomamente dal loro proprietario, ma è necessario seguire le procedure stabilite dalla normativa vigente.
Quando parliamo di rifiuti elettronici non è esagerato parlare di "tesoro nascosto". Durante E-Waste Academy, un evento che fa capo alle Nazioni Unite e al Global e-Sustainability Initiative (GeSI), è stato calcolato che per l'intera produzione mondiale di materiale elettronici vengono utilizzati 320 tonnellate d'oro e 7.500 tonnellate d'argento ogni anno.

Se si pensa poi che di tutto questo valore il solo 15% viene recuperato dalla discarica, allora capiamo che quando si parla di questa tipologia di rifiuti affrontiamo una questione centrale che si avvicina maggiormente alla gestione di risorse al pari di quelle naturali o energetiche.

È anche da considerare il fatto che riciclando i pannelli solari e diversi materiali di cui sono composti è possibile anche ridurre le emissioni di anidride carbonica, che sarebbero prodotte se i materiali dovessero essere messi a punto ex novo.

Il riciclo dei pannelli fotovoltaici è quindi un passo fondamentale, anche dal punto di vista dei danni economici evitati, che non può essere trascurato.



Fonti: infobuildenergia.it , info@puntofotovoltaico.it.
La redazione.

 
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