gennaio 2013
GLI ANIMALI DELLA MONTAGNA
I pesci, la trota fario, la trota marmorata, il temolo, il salmerino
I Pesci
I torrenti, i fiumi e i laghi presenti in ambiente montano sono accomunati da acque fresche o decisamente fredde, con una temperatura che solo occasionalmente o per brevi periodi tocca valori prossimi ai 20° centigradi, ottenendo di conseguenza una buona ossigenazione. Il pesce che il sapere popolare accosta ai torrenti montani è la trota, tipica abitatrice delle acque correnti, ma non è l’unica specie ittica a popolare queste acque che seppur gelide non si presentano per nulla inospitali. In generale le specie di pesci presenti in ambienti montani hanno esigenze ecologiche specifiche e la loro sensibilità nei confronti dell’inquinamento è assai elevata, tanto da metterle particolarmente a rischio ogni talvolta che l’uomo interferisce nei delicati equilibri naturali.
La trota fario
La trota fario (Salmo trutta fario, Linnaeus 1758) presenta un corpo affusolato ed allungato, la bocca grande, le scaglie piccole. Come tutti gli appartenenti alla famiglia dei Salmonidi, ha una seconda piccola pinna dorsale situata posteriormente alla prima e caratterizzata dal non avere raggi ossei di sostegno (pinna adiposa). La colorazione e le dimensioni possono essere variabili, anche in relazione all'ambiente in cui vive: in genere presenta dorso scuro e fianchi argentei, con un numero variabile di macchie rosse e macchie nere sparse per il corpo. Le pinne ventrali, le pettorali e l'anale sono giallastre, la caudale è più scura lungo il margine.
La riproduzione di questa specie avviene da ottobre a gennaio, in acque poco profonde e a fondo ghiaioso. La piena maturità sessuale viene di solito raggiunta a 2-3 anni nei maschi e a 3-4 anni nelle femmine. Il numero delle uova varia da 800 a 2000 per kg di peso e il loro diametro varia da 4 a 6 mm. L' accrescimento è in genere veloce e alla fine del primo anno di vita le giovani trote possono già raggiungere i 15 cm di lunghezza, per misurarne 20 alla fine del secondo. Nei torrenti la fario non supera di solito i 40 cm di lunghezza, nei laghi e nei fiumi più ampi può raggiungere fino agli 8 Kg di peso.
La sua dieta è formata prevalentemente da insetti (adulti e larve) e crostacei; quando raggiunge le maggiori dimensioni si alimenta prevalentemente di pesci.
Questo pesce è il tipico abitatore del tratto montano dei corsi d'acqua europei con fondali ghiaiosi o sabbiosi (la cosiddetta zona a Salmonidi), ma vive anche nei laghi con acque fredde e ricche di ossigeno.
Per quanto riguarda l’ecologia di questa specie essa necessita di acque in cui la temperatura non deve superare i 20 °C e la quantità di ossigeno disciolto nell'acqua deve essere sufficiente a garantire le elevate attività metaboliche di questo pesce. La riproduzione avviene dopo la risalita degli adulti nella parte più a monte dei fiumi, che necessitano di acque basse e temperature non superiori a 10 °C. Tra ottobre e febbraio le femmine, a più riprese, scavano con la coda delle buche di 15-20 cm, all’interno delle quali depongono un migliaio di uova, immediatamente fecondate dal maschio. La maturità sessuale viene raggiunta al 2°-3° anno.
La trota marmorata
La trota marmorata (Salmo (trutta) marmoratus (Cuvier, 1817)) è il maggiore dei salmonidi italiani, in quanto è in grado di raggiungere e superare i 15 kg e il metro di lunghezza.
Le differenze rispetto alle altre trote sono un aspetto più slanciato, il capo più allungato e la bocca più ampia che nella fario e dotata di denti conici lievemente uncinati.
La livrea è marmorea (da cui il nome), facilmente riconoscibile per la totale assenza di punti o macchie isolati e per la presenza di linee ondulate (marmorizzature) continue di colore scuro che separano spazi più chiari madreperlacei. Il dorso è grigio-azzurro scuro, con riflessi argentei specialmente sui lati, il ventre è chiaro e sfuma dal giallo al bianco.
Si riproduce naturalmente nelle nostre acque e può raggiungere oltre un metro di lunghezza e un peso di venti chili. La trota marmorata è per eccellenza una vorace carnivora, si nutre di piccoli pesci (vaironi, sanguinerole, trotelle), ma da giovane non disdegna insetti acquatici e vermi.
Vive principalmente nei grandi fiumi caratterizzati da forte corrente con ampia portata, fondo prevalentemente ghiaioso o a ciottoli con tane e nascondigli e si spinge a frequentare anche i tratti montani. Ha assolutamente bisogno di acque ossigenate e prive di qualsiasi forma d'inquinamento.
Il temolo
Il temolo (Thymmallus thymmallus Linnaeus 1758) ha corpo compresso ed allungato; il capo è abbastanza piccolo in proporzione al corpo e la bocca è stretta. È facilmente riconoscibile per le due pinne dorsali: la prima di forma trapezoidale, alta e lunga e macchiettata di nero; la seconda piccola e adiposa come quella delle trote. Il dorso è color olivastro, mentre i fianchi sono argentei con linee scure longitudinali. Presenta alcune macchie nere nella parte anteriore del corpo; il ventre è bianco. Può raggiungere la lunghezza di 40-50 cm e il peso di 1 kg.
Questo pesce si riproduce da marzo ad aprile ed in tale epoca la pinna dorsale dei maschio diventa iridescente. Le uova gialle (2-3,5 mm di diametro) vengono deposte sul fondo e poi ricoperte. Ogni femmina è in grado di liberarne da 6000 a 7000 per kg di peso. In genere sono necessarie da 3 a 4 settimane di tempo per ottenerne la schiusa, a seconda della temperatura dell'acqua. L'accrescimento può essere assai variabile: al primo anno di vita i giovani temoli possono misurare da 7 a 12 cm di lunghezza, al secondo anno raggiungono i 20-25 cm ed al terzo i 25-30 cm. La maturità sessuale è raggiunta solitamente attorno ai 2-3 anni di età.
Il suo regime alimentare è quello del tipico predatore di insetti, vermi, piccoli crostacei e giovani pesci.
Habitat idoneo per questa specie è rappresentato dai grossi corsi d'acqua di fondovalle con correnti rapide e fondali ghiaiosi o sassosi (la cosiddetta zona a temolo). È molto sensibile agli inquinamenti e frequenta solo le acque correnti fresche, ossigenate e limpide; per tali motivi la sua presenza è in progressiva diminuzione. Il temolo conduce vita gregaria: risente negativamente della competizione con la trota fario e generalmente vive in piccoli branchi disposti principalmente nella zona del fiume a maggiore corrente.
Il salmerino
Il salmerino (Salvelinus alpestirs) ha corpo allungato leggermente compresso lateralmente e ricoperto da piccole squame; la testa è conica con bocca terminale rivolta leggermente verso l’alto. Può raggiungere la lunghezza massima di 40 cm circa.
La pigmentazione è variabile con l’età, il sesso, le stagioni, l’ambiente cui vive: di norma grigio-argenteo-verdastro sul dorso con sfumature più chiare sui fianchi, il ventre è bianco-giallastro. È caratterizzato dalla presenza di macchie rossastre, biancastre o giallastre sul dorso e sui fianchi. Durante il periodo di frega l’addome e la parte inferiore dei fianchi assumono una colorazione rossastra. La pinna dorsale e caudale presentano una colorazione bruno-grigiastra, mentre le restanti sono più chiare, giallo-rossastro, con il margine orlato di bianco.
La specie è tipica dei laghi alpini del Trentino-Alto Adige ed è stata successivamente introdotta alla fine dell’800 in molti laghi prealpini.
Da un punto di vista ecologico la specie è definita gregaria, vive in bacini con profondità superiore ai 20 m, caratterizzati da acque limpide, ossigenate e fredde e con fondali rocciosi e ghiaiosi. Si riproduce da settembre a gennaio. Le femmine depongono le uova in buche scavate a colpi di coda, che vengono successivamente ricoperte con lo stesso materiale. I maschi durante lo sviluppo embrionale rimangono a guardia della covata. La maturità sessuale viene raggiunta al secondo-terzo anno di vita.
La sua alimentazione carnivora è composta da crostacei, forme larvali di insetti, molluschi e di uova e di giovani pesci.
Testi tratti parzialmente dalla collana “Atlante degli animali” del Corriere della Sera, anno 2006
Gianluca Ferretti