Uscito un nuovo rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente che analizza i progressi compiuti nell’attuazione della direttiva sui limiti di emissione in atmosfera

Secondo la Direttiva 2001/81/CE (conosciuta come NEC da “national emission ceilings”) gli stati membri dell'Unione europea, entro il 2010, dovevano arrivare a non superare i limiti nazionali relativamente a quattro inquinanti atmosferici: gli ossidi di azoto, il biossido di zolfo, l’ammoniaca e i composti organici volatili non metanici.
Il nuovo report dell’Agenzia europea utilizza due modalità per valutare il raggiungimento degli obiettivi, due diversi approcci che dovrebbero così garantire l’imparzialità dei risultati:
una valutazione che utilizza gli strumenti e gli approcci che sono stati usati dieci anni fa nel definire la direttiva
una valutazione che utilizza, per quanto possibile, le ultime conoscenze scientifiche.
Secondo il primo approccio, è possibile affermare che l’Unione europea ha raggiunto diversi degli obiettivi stabiliti: tra il 1990 e il 2010 ci sono state infatti riduzioni significative delle emissioni per il biossido di zolfo (-82%), i composti organici volatili non metanici (-56%), gli ossidi di azoto (-47%) e l’ammoniaca (-28%).
Se, però, si prendono in considerazione le ultime conoscenze scientifiche sul tema, risulta chiaro che le emissioni hanno oggi bisogno di essere ancora ulteriormente ridotte per proteggere la salute e l’ambiente. I dodici Stati membri dell'Unione europea hanno infatti superato almeno uno dei limiti stabiliti per tali inquinanti atmosferici, come documentato nella recente relazione sulla qualità dell’aria.
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