
Una passeggiata lungo un meraviglioso sentiero a metà tra mare e monte, lontano da paesi e città in una natura dominante e magnifica. Una sosta, un sorso d'acqua, prendiamo il cellulare e fotografiamo...i nostri compagni di passeggiata.
Perché non fotografiamo invece i luoghi, le rocce, i cespugli, il mare? Azzardo qualche risposta. Innanzi tutto perché per la maggior parte delle persone la fotografia è soprattutto ricordo, testimonianza che eravamo in un determinato luogo con determinate persone.
Solo i fotografi professionisti e gli appassionati vanno a fare passeggiate per fotografare, tutti gli altri si godono la passeggiata e al massimo fanno 3 o 4 scatti giusto per ricordo. Spesso ci sono esperienze pregresse negative: ho fotografato quel paesaggio fantastico, ma la foto non rende la bellezza che vedevano i miei occhi, il fiore che c'era vicino alla roccia è venuto troppo piccolo/sfocato/mosso...In effetti è più facile fotografare la fidanzata o il figlio che la natura.
Eppure fotografare la natura significa mettersi in contatto con lei in un modo più attento e consapevole.
Per fotografare bene la natura bisogna prima di tutto conoscerla, poi osservarla attentamente, infine provare a catturare in un'immagine una sensazione.
Ansel Adams, il più grande fotografo naturalista di sempre, nonché fondatore del Sierra Club, uno dei primi gruppi ecologisti americani, faceva chilometri a piedi nella natura, osservava, cercava gli elementi e le inquadrature più significative e solo in un secondo momento tornava negli stessi luoghi con la fotocamera per fare lo scatto con una determinata luce.
Anche senza arrivare a tanto è meglio essere informati sul soggetto, aiuta a capirlo e quindi a descriverlo con un'immagine, osservare attentamente e senza fretta, cercare gli elementi più significativi, provare diverse inquadrature e punti di vista; oltre a produrre fotografie migliori ci sorprenderemo a imparare e conoscere aspetti sempre nuovi.
Per fotografare la natura bisogna sì avere qualche nozione base di tecnica fotografica, ma non necessariamente molte, in quanto gli automatismi delle fotocamere recenti funzionano benissimo, più che altro è necessario avere qualche nozione relativa al linguaggio delle immagini. In tal senso può essere utile la visione di buoni libri di fotografia naturalistica; sfogliare regolarmente il National Geographic (la rivista di riferimento per questo tipo di foto) o semplicemente digitare “landscape” oppure il nome di una specie, animale o vegetale, su google images serve per avere esempi significativi.
Occorre poi una fotocamera digitale (non analogica: il procedimento fotografico tradizionale è fortemente inquinante, prima non se ne poteva fare a meno ma ora..) con uno zoom possibilmente di buona qualità, meglio evitare i telefonini in quanto poco adatti per fotografie alla natura.
Quest'ultima, e il paesaggio in particolare, richiede immagini di qualità, anche perché la resa migliore la danno le grandi dimensioni sia che si vedano sul monitor del computer (e allora deve essere uno schermo con alta risoluzione) che su carta, dove la risoluzione deve essere anche superiore. Poiché la qualità dipende dal sensore (che più è grande meglio è, e intendo le dimensioni fisiche, non la capacità in megapixel che è ingannevole) e dall'obiettivo (anche lui purtroppo di solito per essere buono una certa dimensione la deve avere), è chiaro che i telefonini che hanno sensori e obiettivi piccolissimi non sono per niente adatti a fotografare la natura.
Con questa minima attrezzatura possiamo tranquillamente dedicarci al paesaggio e agli elementi tipici della natura, come acqua, roccia, alberi, arbusti, cielo, terra. Per fotografare anche animali, insetti, fiori e minuscole piante, occorrerà un'attrezzatura più complessa, con una fotocamera reflex e almeno due obiettivi zoom di cui uno macro per fotografare i soggetti molto piccoli.
Dopo esserci focalizzati sugli elementi basilari necessari per fotografare la natura, cioè attenzione, pazienza, osservazione, ricerca e una fotocamera, possiamo tentare di ottenere risultati migliori facendo uso di alcuni elementi fondamentali per una buona riuscita.
Il primo è la luce. Difficile discorso, non esiste “la” luce migliore per fotografare, esiste la luce giusta per il soggetto scelto e per la nostra sensazione.
Nel paesaggio quasi sempre una giornata particolarmente limpida, con un cielo di un azzurro intenso e possibilmente qualche nuvola bianca è la condizione migliore. Magari non a mezzogiorno, meglio se il sole non è allo zenith, ma fotografare una roccia o degli alberi con questa luce potrebbe dare ombre fin troppo nette, meglio una giornata un po' meno limpida. Se poi si tratta di un paesaggio della pianura padana può essere che addirittura la nebbia esprima meglio il senso di quel paesaggio.
La cosa più difficile non è riconoscere la luce giusta per il nostro soggetto, ma è accorgersi di quella sbagliata: affascinati o anche semplicemente attratti dal soggetto lo fotografiamo anche se la luce è sbagliata e poi quando rivediamo la fotografia siamo delusi perché non rende giustizia all'immagine che avevamo in mente.
Uno splendido paesaggio con una luce piatta, ad esempio un cielo uniformemente grigio, diventa una fotografia inguardabile: meglio non scattare, è una foto sprecata.
Di solito si fotografa quello che sembra interessante, in realtà bisognerebbe fotografare quello che la luce esistente ci suggerisce di fotografare e aspettare la luce giusta per quello che assolutamente vogliamo fotografare.
Non per niente i film si girano in luce artificiale, anche gli esterni, per avere sempre la luce adatta e non perdere tempo. L'unico regista che ha girato un film tutto in luce naturale é stato Stanley Kubrik, il film era Barry Lyndon, la lavorazione è stata lentissima perché Kubrik stava anche giorni senza girare se non c'era la luce giusta. Uno dei capolavori assoluti della storia del cinema, malgrado i mal di testa della produzione.
Senza arrivare alle raffinatezze di Kubrik, che voleva esattamente la luce di certi quadri fiamminghi, il più delle volte saranno semplicemente i nostri occhi a guidarci.
Se il soggetto che ci interessa appare nitido, ben inciso, con i margini netti e i particolari bene in evidenza probabilmente otterremo una buona immagine.
Se invece ci appare piatto, senza profondità e dettaglio meglio cambiare soggetto.
Nel prossimo articolo vedremo altri elementi per una buona riuscita.