settembre 2012
A8 - Pesce Sostenibile per essere veri Amici del Mare.
In occasione della Giornata Mondiale degli Oceani, “Friend of the Sea” ricorda l'importanza di
preferire prodotti ittici sostenibili.
La gestione delle acque del pianeta è un tema fondamentale che sta mettendo a dura prova i governi e le autorità di tutto il mondo. Nel mese di maggio gli Stati Membri dell’Unione Europea sono stati chiamati al tavolo della riforma della CFP (Common Fisheries Policy), un’urgenza dettata dal cattivo stato dei mari, saccheggiati anche a causa di politiche poco incisive e controlli non sufficienti.
A Rio de Janeiro tra il 20 e 22 giugno 2012 si è tenuto il summit mondiale sull’ambiente: uno dei punti più critici in agenda è stata proprio la gestione sostenibile degli oceani. Dal loro stato di salute dipende il destino dell’intera popolazione mondiale, ma oggi molte specie marine sono a rischio di estinzione, la biodiversità è gravemente minacciata e le attività di pesca indiscriminata sono ancora troppo diffuse.
Gli oceani coprono tre quarti della superficie terrestre e raccolgono il 97% di tutta l’acqua a disposizione sul pianeta. Il sostentamento di più di tre miliardi di persone dipende da risorse generate dal mare e dalla costa.
Gli oceani ospitano oltre 200.000 specie viventi identificate. Le acque degli oceani assorbono il 30% dell’anidride carbonica prodotta dall’uomo, limitando gli effetti del riscaldamento globale.
L’oceano è la maggior riserva di proteine esistente al mondo; per oltre due miliardi e mezzo di persone il mare rappresenta la fonte principale di cibo. L’industria ittica occupa circa 200 milioni di persone.
Purtroppo il 40% della risorsa marina è in grave pericolo a causa di un’attività umana dissennata, dovuta a inquinamento, pesca indiscriminata, degradamento delle zone costiere (fonte UN).
Le previsioni di scienziati e studiosi mettono in guardia da una prospettiva di impoverimento senza ritorno ma la situazione può cambiare e tutti possono contribuire a migliorare le cose, cominciando dall’acquisto consapevole dei prodotti ittici.
Friend of the Sea
Friend of the Sea (FOS) è un’ associazione non profit internazionale, con sede in Italia, che svolge attività di certificazione per i prodotti da pesca ed acquacoltura sostenibile. Il suo impegno è quello, da una parte, di motivare l’industria ad adottare metodi di pesca sostenibili e a generare prodotti che permettano di sfruttare le risorse dell’ambiente acquatico preservandone gli equilibri, dall’altra intende sensibilizzare il consumatore fornendogli gli strumenti per poter agire in maniera consapevole.
Se è urgente che tutta l’industria ittica si responsabilizzi è altrettanto importante garantire trasparenza nell’informazione rivolta al consumatore, che ha diritto di conoscere quali prodotti provengano da attività di pesca controllate e a minore impatto ambientale.
L’atto di acquistare diventa così una precisa espressione di volontà tradotta in comportamento sostenibile. Tutto ciò dopotutto, non significa altro che poter continuare a lungo a godere di tutti i benefici che il mare ci può offrire. .
Le origini
Creata nel 2006 da Paolo Bray, Friend Of the Sea nasce dal successo del progetto Dolphin-Safe dell’Earth Island Institute (www.earthisland.org), organizzazione internazionale con sede a San Francisco (USA), di cui Paolo Bray è Direttore in Europa. L’Earth Island Institute vanta un’esperienza quasi ventennale nella certificazione ambientale di prodotti ittici. In questi anni ha promosso il progetto Dolphin-Safe (per una pesca del tonno a salvaguardia dei mammiferi mariniwww.dolphinsafetuna.org) che ha visto il coinvolgimento di tutta l’industria mondiale del tonno e che ha prodotto un risultato straordinario: la riduzione fino al 98% della mortalità dei delfini e cioè circa 100.000 delfini salvati ogni anno, ovvero milioni dall’inizio del progetto.
Sulla base dell’esperienza e dei risultati tangibili acquisiti nel corso di questo progetto Paolo Bray ha lanciato Friend of the Sea, uno schema di certificazione che garantisce sia i prodotti della pesca che quelli dell’acquacoltura, entrambi identificati dal medesimo logo. I criteri di certificazione cui fa riferimento per i metodi di produzione seguono le Linee Guida della FAO e rispondono a rigidi dettami di sostenibilità.
Requisiti di Certificazione
Per i prodotti da acquacoltura vengono passate al vaglio: la qualità delle acque, i cui parametri devono rispettare una precisa normativa; la prevenzione delle fughe di pesce (viene stabilito un limite delle possibilità di fuga); viene accertato il non utilizzo di OGM ed ormoni della crescita; viene valutata la gestione dei rifiuti e l’impatto dei mangimi. L’auditor analizza inoltre l’impatto del sito produttivo sugli habitat critici (mangrovie, zone umide, ecc).
Per la certificazione di prodotti della pesca, questi devono provenire da stock/popolazioni non sovrasfruttate (la valutazione si basa su precise indicazioni della FAO e degli organismi competenti) ed essere pescati con metodi selettivi che comportano basso livello di prese accidentali e di scarti, e inoltre non devono danneggiare il fondale.
Le aziende produttrici vengono sottoposte ad audit anche in termini di responsabilità sociale nei confronti dei propri operatori e dei dipendenti degli impianti di trasformazione e viene valutato anche l’aspetto “efficienza energetica”.
Audit Indipendenti
Enti di certificazione internazionale, come Bureau Veritas, CSQA, RINA ed SGS verificano in maniera indipendente, attraverso ispezioni in loco, la conformità ai criteri di certificazione sostenibile Friend of the Sea. Sempre più richiesta sia in Italia che all’estero, la certificazione di parte terza, effettuata cioè da soggetti indipendenti, è ormai considerata pratica fondamentale per conferire credibilità alle procedure di analisi. Solo così si dà evidenza agli occhi dei clienti e del consumatore finale, della sostenibilità ambientale di quei prodotti ittici pescati o allevati.
Le aziende e i prodotti certificati
Oltre 250 aziende di produzione e distribuzione in 50 Paesi nel mondo si sono rivolte a FOS per la valutazione della sostenibilità dei loro prodotti.
Flotte artigianali ed industriali, piccoli e grandi impianti di acquacoltura nei cinque continenti sono stati ad oggi auditati e, se conformi ai requisiti, certificati Friend of the Sea.
Il 40% circa delle produzioni e degli stock sottoposti a valutazione non ha passato il test e, ad oggi, sono disponibili sui mercati internazionali oltre 70 specie diverse con il bollino Friend of the Sea.
Tra le aziende con prodotti certificati, alcuni nomi importanti nel mondo della produzione ittica e Omega-3 internazionale sono: Omega Protein, Marine Harvest, Norway Prawns, Calvo, Frinsa, Toralla, Gomes da Costa, Seacold, Clean Seas, Raptis.
Fra i produttori italiani certificati vi sono: Agroittica Lombarda (principale produttore mondiale di caviale da storione allevato); Astro (trote del Trentino); Caviale Srl (Caviale); Delicius (acciughe); COAM (marchio Scandia, salmone); Fjord (salmone da Scozia e Norvegia); Generale Conserve (marchio As do Mar di tonno e sgombro); L’Isola d’oro (acciughe); Panapesca (vongole e surgelati vari); Rizzoli Emanuelli (sgombro e sardine); Società Agricola Sterpo (trote).
Da alcuni anni anche la Grande Distribuzione Organizzata ha cominciato a recepire il messaggio richiedendo gli audit Friend of the Sea per i propri prodotti private-label.
In Italia parliamo di Coop, Conad ed Esselunga, all’estero di Al Campo (Gruppo Auchan), Aldi, Dia (Gruppo Carrefour), Lidl, Metro, Waitrose, Cold Storage e Great Food Hall a Singapore e in Cina.
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Fonte: www.friendofthesea.org
Friend of the See.