
La marmotta
Non è difficile aver un incontro inaspettato con una marmotta in montagna, sentirle però è ancora più facile che vederle, in quanto emettono penetranti richiami di allarme ogniqualvolta si sentono in pericolo.
La marmotta (Marmota marmotta (Linnaeus, 1758)) vive in famiglie numerose, fino a 15 componenti, costruendo labirinti di cunicoli in prati e pascoli. Quando escono dalle tane per nutrirsi di erbe ed altre piante, un membro del gruppo resta sempre di guardia per avvertire gli altri in caso di pericolo. Per le marmotte la minaccia più grande è rappresentata dai rapaci e da altri animali predatori, tra cui le volpi. Quando la sentinella "fischia", ogni marmotta del gruppo si getta sottoterra all'istante.
Poiché le marmotte ibernano per circa sei mesi, sono costrette a passare la maggior parte dell'estate e dell'autunno a mangiare per aumentare le riserve corporee di grasso. Durante questo periodo, arrivano anche a raddoppiare il loro peso, raggiungendo gli 8 kg.
Il letargo è un adattamento specifico alle quote in cui vive, comprese tra i 1500 e i 3000 metri di altitudine. Durante il letargo questo roditore compie un vero e proprio miracolo fisiologico. La sua temperatura corporea scende da 35 a meno di cinque gradi, il cuore rallenta da 130 a 15 battiti al minuto e la respirazione diviene appena percettibile. In questo periodo lentamente consuma le scorte di grasso corporeo accumulate nella bella stagione e per sei mesi dorme profondamente accanto al resto della sua famiglia. Si sveglia sporadicamente, in genere, quando la temperatura all'interno della tana scende sotto i cinque gradi. Il calore della famiglia può salvare i cuccioli, sopravvivere all'inverno è comunque molto difficile. È stato inoltre evidenziato come la socialità sia un elemento determinante per la sopravvivenza. Alcuni dati dimostrano che i cuccioli hanno più possibilità di farcela quando vanno in letargo con i genitori e con i fratelli maggiori. Quando invece nella tana mancano il padre e la madre oppure è scomparso un genitore, nel 70% dei casi la prole non supererà i rigori della stagione fredda. Quella della marmotta è, quindi, una termoregolazione sociale: più si è, più possibilità ci sono di sopravvivere, soprattutto per i piccoli, che hanno dimensioni che non permettono loro di accumulare un sufficiente strato di grasso prima dell'arrivo del freddo e, per questo motivo, hanno bisogno di essere scaldati dagli adulti. Questi ultimi presentano una maggiore perdita di peso corporeo quando all'interno della tana ci sono i nuovi nati dell'anno. Il comportamento delle marmotte è quello di un animale territoriale: grazie alle ghiandole che si trovano nei cuscinetti plantari delle zampe anteriori, sul muso e nella regione anale, emettono una secrezione odorosa che segna i confini dei loro territori. Talvolta, però, non basta a tenere lontane altre marmotte. Zuffe e inseguimenti sono il modo più convincente per spiegare agli intrusi che è ora di andarsene, quando però ad avvicinarsi è un predatore la regola è fuggire e per farlo in fretta, le marmotte hanno escogitato un sistema efficace. Il primo individuo che fiuta il pericolo dà l'allarme e in pochi secondi il gruppo si rifugia nella tana. La "sentinella" si alza ritta sulle zampe posteriori, nella posizione a candela, spalanca la bocca ed emette un grido simile a un fischio, provocato dall'espulsione di aria attraverso le corde vocali, che secondo gli studiosi è un vero linguaggio.
L’ermellino
L'ermellino (Mustela erminea, Linnaeus 1758) è un piccolo mammifero della famiglia dei mustelidi, diffuso in tutta Europa, a tutte le altitudini.
La sua caratteristica principale è quella di cambiare il colore della pelliccia di stagione in stagione. La coda ha una lunghezza che va dagli 8 ai 12 cm. Il corpo varia da 22 a 32 cm. I maschi sono molto più grandi delle femmine. Il corpo è lungo e snello, con corte zampe.
L'ermellino vive sopratutto nei boschi, ma è molto adattabile e si può trovare anche nelle brughiere, nelle praterie e lungo le siepi. La sua dieta è costituita quasi interamente da carne e uova.
È un animale essenzialmente notturno ma lo si può trovare a caccia anche di giorno. Costruisce le sue tane sotto terra, in lunghi cunicoli, dove si rifugia immediatamente in caso di pericolo. Se minacciato, produce un forte e sgradevole odore di muschio dalle ghiandole anali.
Il manto, in estate, è bruno rossastro nella parte superiore del corpo e bianco nella parte inferiore, con sfumature giallastre. La punta della coda è nera.
In inverno la pelliccia diventa totalmente bianca, tranne la punta della coda che rimane nera. La sua pelliccia è stata molto ricercata, sopratutto nella variante bianca, per l'industria delle pellicce, e ha scatenato una vera e propria caccia, che ha causato una grande riduzione della popolazione.
Testi tratti parzialmente dalla collana “Atlante degli animali” del Corriere della Sera, anno 2006