EDITORIALE
giugno 2012
A6 - SISTER- L’ENFANT D’EN HAUT
Regia: Ursula Meier, Francia 201, durata: 97’
fotoUn ragazzo di dodici anni in una stazione sciistica, da solo.
E’ quasi sempre al centro dell’obiettivo che non gli da’ tregua, non ci da’ tregua.
Si mimetizza per rubare: occhiali, guanti, sci.
E’ un conoscitore delle marche e del loro valore sul mercato dell’usato. Confuso fra gli altri frequentatori della stazione sciistica si è organizzato per nascondere la refurtiva e non lasciare tracce. A casa ha organizzato una piccola officina per il restauro, per ripulire e rinnovare gli scii da vendere.
Un piccolo genio imprenditoriale, se ci fosse qualcuno capace di apprezzarlo!

Vive con una donna molto giovane, pochi anni oltre la ventina, in una casa popolare isolata in mezzo al nulla di campi abbandonati, ai piedi della funivia che conduce alla stazione sciistica.

Lei ha un amante, o forse più di uno. Sparisce da casa per giorni, poi torna, talvolta con i segni delle percosse sul viso, chiede soldi e conforto.
Questa coppia sbandata vive una totale assenza di relazioni.
Solo acquirenti.
Di oggetti o di sesso.

La tragicità della situazione è tutta in questa assenza: un’anomia sociale che corrode l’anima e rende impossibile qualsiasi sentimento di quelli che noli siamo adusi definire umani, o naturali.
Nessuno si interessa a loro due: nessuno cerca di conoscerli di capire chi siano, come vivono. Totalmente assente qualsiasi adulto degno di questo nome.

Si esce dalla proiezione feriti a una profezia che si teme veridica, anche se si spera inattendibile.
Licia Riva

 
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