NATURA
giugno 2012
A5 - TROPPI ORSI IN TRENTINO?
RUMO Tre pecore sono state sbranate dall'orso, probabilmente dall'esemplare che da tempo si aggira sul confine fra Trentino e Alto Adige. «Me ne sono accorto ieri mattina», commenta il proprietario, Johann Nairz , 50 anni, di Proves, di professione stradino, e che a Maso Campo di Sopra alleva pecore, capre e mucche. (dal sito de L’Adige)
VALLARSA. Quando di prima mattina si stava recando dalle sue mucche, la scorsa settimana, Fabiano Dalzocchio ha trovato una brutta sorpresa. Tre vitelli erano violentemente squartati nel recinto all’aperto. Neanche ventiquattro ore dopo la scoperta che anche un quarto vitello ha fatto la stessa fine. Quattro capi giovani, due manzette di 3 mesi e due vitelli di 15-20 giorni.
Per la forestale, che ha analizzato i morsi e il tipo di attacco, non si tratta dell’orso ma probabilmente di un branco di cani randagi. Il gruppo, spinto dalla fame avrebbe attaccato in massa le bestie inermi. Da allora tutte le notti Dalzocchio e i suoi, aiutati dalla forestale, vegliano in attesa di vedere se riappare il gruppo di cani. Già due o tre anni fa l’allevatore aveva subito un attacco simile, ora vuole proteggere le altre 30 manze da latte che alleva con fatica nella stalla di Albaredo.
A Mariano Cumer invece sono tremate le gambe venerdì pomeriggio quando si è recato nel suo campo in località Maso e ha trovato un capriolo divorato. La sua paura era di trovare distrutte le tre piccole arnie che coltiva nel prato lungo il Leno. Invece le casette erano intatte - forse perché senza mieliera - ma sul prato c’era un disastro. Quale animale sia stato non si sa: i forestali non hanno potuto determinarlo per le condizioni della carcassa.

STREMBO. La carcassa dell’asino “Beppo” ieri è stata portata in piazza a Strembo in segno di protesta, mentre la Provincia si preparerebbe a catturare l’orso “problematico”. Ieri Strembo e l’orso divoratore di asini erano sulla bocca di tutti: alle 14 il tam tam via sms ha dato la notizia che Wanda Moser aveva portato l’asino morto davanti alla sede del Parco a Strembo: «L’ho fatto in segno di protesta, sottolinea Wanda, per l’uccisione di “Cirillo” e “Beppo”, i due asini divorati dall’orso». Il corpo straziato dell’asino era effettivamente lì, a pochi metri dalla sede del Parco Adamello Brenta, l’ente “reo” di aver introdotto i plantigradi in Trentino. (da trentinocorrierealpi).

In Trentino c'è stata un'aggressione, come scrive «l'Adige» nell'edizione di sabato 26 maggio
Un'aggressione, per fortuna senza conseguenze, ma che ha naturamente spaventato moltissimo tre escursionisti, un 55enne, il figlio 20enne e un amico di quest'ultimo, anche lui 20enne, che giovedì sera 24 maggio sono stati assaliti da un orso nei boschi di Pinzolo, a circa 200 metri dall'impianto di risalita della pista Tulot. .


I tre si sono trovati improvvisamente di fronte il plantigrado a circa 30 metri di distanza e si sono impauriti scappando, l'orso ne ha inseguiti due e, quando stava per raggiungerli, il 55enne si è voltato assestando all'orso un colpo con il bastone che porta sempre con sé per aiutarsi in montagna. Urlando e brandendo il bastone, l'uomo è riuscito a far desistere l'orso che si è allontanato.

Dell'episodio il 55enne ha avvertito i forestali raccontando che probabilmente si trattava di un maschio anziano, considerato il pelo un po' grigio. Non è escluso che fosse una femmina e che abbia agito così per proteggere i piccoli. (dal sito dell’eco di Bergamo). .

Dopo le tante segnalazioni dovute all'ennesimo orso problematico in Trentino, il Presidente della Provincia Autonoma di Trento, Lorenzo Dellai ha scritto al Ministro dell'Ambiente Corrado Clini – e al Commissario europeo Janes Potočnik – per “concordare nuove e più efficaci soluzioni” sulla presenza dell'orso. .

Tutto parte dal 1996, anno in cui la Provincia autonoma di Trento approva il progetto di reintroduzione dell'orso bruno sulle Alpi centro orientali. "Da allora, a partire da un nucleo di fondatori di circa 10 esemplari, - sottolinea Dellai nella sua lettera - si è oggi giunti ad una consistenza accertata che varia dai 40 ai 45 esemplari che gravitano, in prevalenza, nella porzione occidentale del territorio trentino". La densità raggiunta nelle aree maggiormente frequentate (circa 3 esemplari ogni 100 kmq) determina, sottolinea il governatore, in un territorio relativamente piccolo e diffusamente abitato, problemi sempre più importanti per quanto concerne le relazioni tra la presenza di questa specie e le attività antropiche che sul medesimo territorio si svolgono.

Cresce la preoccupazione tra la gente. Lo dimostra un'indagine demoscopica del 2011, che ha messo in evidenza un'importante e decisa riduzione del grado di accettazione sociale della specie (dal 76% del 2003 all'attuale 30%). "Anche gli episodi registrati in questi ultimi giorni, che hanno portato anche a contatti diretti tra orso e uomo - continua Dellai - esprimono ed accrescono il già elevato livello di allarme sociale, al quale si accompagna forte preoccupazione, in primis, per l'incolumità della popolazione, ma, anche, in prospettiva, per il buon esito del progetto

Infine Dellai chiede che "quanto prima, nell'ambito di un rapporto di stretta collaborazione istituzionale, si ricerchino, per poi implementarle con la necessaria celerità, nuove e più efficaci soluzioni per far fronte ad una situazione che, altrimenti, rischia di essere non più sostenibile"
(da www bighunter.it)

Ricerche a cura di
Sergio Saladini

 
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