edizione numero
284
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - LUGLIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
aprile 2012
TAV: LE PROPOSTE DEGLI ECOLOGISTI DEMOCRATICI
Come Ecodem abbiamo sempre cercato di ricondurre il confronto sul Tav Torino - Lione da guerra di religione a discussione sul merito. Per noi quest'opera non è un simbolo del demonio e non è un emblema del progresso: è, per l'appunto, un'opera pubblica.
La sua accettabilità dipende dal fatto che non abbia un impatto ambientale devastante, e questo francamente ci pare un obiettivo realistico e possibile viste anche le modifiche già apportate al progetto; quanto alla sua utilità, va giudicata soprattutto sul fatto che essa contribuisca o meno a far viaggiare molte più merci su ferrovia e molte meno merci su strada.
L’obiettivo di una mobilità ambientalmente sostenibile delle merci e delle persone è per noi un obiettivo prioritario, per ridurre l’inquinamento ed i consumi energetici e per contribuire alla salvaguardia del clima. Ma non basta una nuova infrastruttura perché come per magia le merci scendano dai Tir e salgano sul treno: servono politiche dei trasporti che incentivino il trasporto su rotaia e disincentivino quello su gomma, servono misure concrete come quelle adottate da altri paesi dell’arco alpino quali la Svizzera e l’Austria.
Per tutto questo condividiamo il documento di Ferrentino, che rifiuta la guerra di religione e invece mette al centro tali obiettivi, dicendo con chiarezza ciò che andrebbe fatto, e finora non è stato fatto, affinché si realizzino”:
Questa è l'opinione degli Ecologisti Democratici sul Tav Torino - Lione, ribadita oggi (16 marzo 2012) a Torino in una conferenza stampa cui hanno partecipato il presidente dell'associazione Fabrizio Vigni, il senatore Roberto Della Seta, il presidente regionale Ecodem Emanuele Durante e Silvia Fregolent, membro dell'esecutivo nazionale Ecodem. All'incontro erano presenti Antonio Ferrentino sindaco di Sant’Antonino di Susa, il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta.
“Insomma – hanno affermato ancora gli Ecodem - noi vorremmo che da oggi, per parlare del progetto Torino - Lione, si parli delle cose da fare da subito per spostare le merci su ferrovia e dunque dare senso anche alla Tav. Si parli delle misure che in buona parte sono già indicate nel documento dell'Osservatorio firmato a Pracatinat nel 2008, finora rimaste lettera morta, e della svolta necessaria nella politica dei trasporti del nostro paese”.
“Ne proponiamo alcune che a noi sembrano particolarmente significative.:
Si affianchi all’indagine geognostica la progettazione del nodo di Torino per affrontare la questione decisiva dell'attraversamento dell’area urbana e del ruolo dell'interporto di Orbassano;
si dica con chiarezza che la nuova galleria di sicurezza che si sta per scavare accanto al traforo autostradale del Fréjus non diventerà mai un raddoppio del tunnel;
si ratifichi il protocollo trasporti della Convenzione delle Alpi;
si cominci a incentivare e potenziare il trasporto delle merci su rotaia e
si smetta di foraggiare con sussidi a pioggia l'autotrasporto, che ancora nei mesi scorsi ha ricevuto una regalìa di alcune centinaia di milioni. Infine - anche su questo il documento di Ferrentino dice cose chiare e condivisibili –
si finisca di parlare di ‘compensazioni’: se la Tav è un'opera utile non c'è nulla da compensare, semmai c'è da integrarla in una vera prospettiva di sviluppo sostenibile che riguardi la Val di Susa, il Piemonte, l'Italia”.
Ecologisti Democratici
In Allegato:
• La posizione del governo in 14 domande e risposte “Tav domande e risposte”
• La posizione di chi si oppone in “Perché noTav”
Ecologisti democratici