NATURA
marzo 2012
Ricerche scientifiche svelano la brutale realtà sulle fattorie della bile
• Il 99% degli orsi free-drip ha la cistifellea compromessa;
• Il 66% sviluppa polipi alla cistifellea;
• Il 34% ha ernie addominali;
• Il 28% sviluppa ascessi interni;
• Il 22% si ammala di calcoli biliari.


I risultati delle ricerche scientifiche condotte sugli orsi allevati nelle fattorie della bile, sui quali è stato utilizzato il metodo di estrazione free-drip, sono stati resi pubblici oggi nel corso di una conferenza stampa indetta da Animals Asia a Pechino.

Le prove raccolte si basano sulle analisi effettuate su 165 orsi che sono stati liberati da Animals Asia e accolti nella sua riserva naturale vicino a Chengdu. Degli orsi esaminati, 163 (99%) hanno la cistifellea danneggiata irreparabilmente, 109 (66%) hanno polipi alla cistifellea, 56 (34%) presentano ernie addominali, 46 (28%) hanno ascessi interni, 36 (22%) hanno sviluppato calcoli biliari, mentre 7 hanno la peritonite. Molti degli orsi presentano combinazioni multiple delle condizioni patologiche sopra descritte.

Giovedì scorso, l’Associazione Cinese di Medicina Tradizionale ha tenuto una conferenza stampa nel corso della quale Fang Shuting, suo portavoce, ha dichiarato: “Il metodo di estrazione della bile è semplice, naturale e indolore come aprire un rubinetto”.

Monica Bando, chirurgo veterinario presso Animals Asia, ha commentato: “La tecnica di estrazione del free-drip (gocciolamento libero) causa atroci sofferenze e nuoce gravemente alla salute degli orsi”.

In tutta l’Asia, circa 14.000 orsi della luna vengono imprigionati e torturati a vita per l’estrazione della bile, considerata un rimedio efficace dalla Medicina Tradizionale Cinese nonostante siano disponibili numerose alternative sintetiche ed erboristiche, più economiche, facilmente reperibili e sicure per la salute dei consumatori. In Cina, gli orsi trascorrono più di 30 anni in minuscole gabbie senza alcuna possibilità di movimento, e sono munti quotidianamente per la loro bile con l’ausilio di cateteri arrugginiti o attraverso una profonda ferita aperta nell’addome.

In risposta all’accusa che le fattorie della bile infrangono i regolamenti in materia, Fang Shuting ha dichiarato: “Vi preghiamo di informarci prontamente qualora tali allevamenti fossero identificati”.

Nel corso della conferenza stampa, un produttore-regista indipendente ha presentato un filmato, girato sotto copertura, che documenta l’industria delle fattorie della bile. Le immagini sono state effettuate tra il 2009 e il 2010 e rivelano l’esistenza di allevamenti “legali” non conformi alla normativa vigente.

Il documento mostra gli orsi forzati a indossare il cosiddetto metal jacket, una pesante pettorina d’acciaio fissata al corpo degli animali e che, con l’ausilio di un catetere in lattice conficcato nella cistifellea, consente l’estrazione della bile. Nel filmato gli allevatori vengono ripresi mentre scaldano la bile in contenitori sporchi, frantumano i grumi di bile secca e incapsulano manualmente la polvere.

Il filmato è stato prodotto da Elsa Xiong, Tu Qiao e Chen Yuanzhong. Gli autori hanno lavorato al reportage per quattro anni, viaggiando in sei province e conducendo molte indagini sotto copertura.

Elsa Xiong ha dichiarato: “Le fattorie della bile sono chiuse al pubblico, abbiamo quindi dovuto superare difficoltà inimmaginabili e correre numerosi rischi. Questi allevamenti sono estremamente crudeli. Ma la cosa più scioccante è che le fattorie della bile, e l’industria connessa, consentono di immettere legalmente nel mercato prodotti contaminati e pericolosi per la salute pubblica”.

Rocky Shi, un operatore di Animals Asia che lavora nella nostra riserva naturale in Cina, ha preso parte alla conferenza e ha descritto le condizioni di vita degli orsi liberati: “Ogni orso ha la propria personalità, emozioni e una vita sociale. Sebbene torturati dall’uomo per molti anni, questi animali sono espressione di una natura gentile e compassionevole e non mostrano rancore nei confronti degli esseri umani”.

Jill Robinson, fondatrice e CEO di Animals Asia, ha commentato: “Le fattorie della bile chiuderanno solo se il cambiamento sarà d’ispirazione cinese, e non a causa delle pressioni internazionali. Infatti, le sollecitazioni provenienti dall’estero potrebbero in casi estremi diventare controproducenti e prolungare la sofferenza degli orsi. Durante i giorni scorsi, abbiamo testimoniato la nascita di un movimento senza precedenti da parte dell’opinione pubblica cinese e dei media. È straordinario vedere così tante persone in Cina schierarsi apertamente contro questa terribile industria. Cresce dunque la speranza che le fattorie della bile possano presto chiudere”.

La Gui Zhentang, una compagnia farmaceutica che commercializza bile di orso e che ha presentato domanda per accedere al mercato azionario di Shenzhen, ha invitato la stampa e i privati cittadini a far visitare a uno dei propri allevamenti nei prossimi giorni. La Gui Zhentang si è scontrata con una forte opposizione da parte dell’opinione pubblica.

Toby Zhang, Responsabile di Animals Asia per le relazioni esterne in Cina, ha dichiarato: “Accogliamo positivamente l’invito, ma al contempo chiediamo garanzie di trasparenza per accertare le reali condizioni degli orsi detenuti”.

Toby Zhang ha inoltre sottolineato di non aver ancora ricevuto alcuna conferma della sua presenza nel corso della visita.

IL DOCUMENTO VIDEO PUO’ ESSERE SCARICATO AI LINK QUI DI SEGUITO:

https://dl.dropbox.com/u/14627684/xiaogeshi.mp4?dl=1



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