ECOLOGIA ED ENERGIA
gennaio 2012
Biomasse: alcune definizioni, per capirci
quarta parte
Pellet
Pellet è un combustibile derivato dagli scarti del legno di faggio, abete, rovere, frassino ed ontano, ed ha la caratteristica di essere un prodotto ecologico e quindi di salvaguardare l’ambiente ed anche di consentire un risparmio dal punto di vista energetico e quindi economico. Per arrivare alla sua utilizzazione, come combustibile per riscaldamento, il pellet deve attraversare una serie di fasi di lavorazione.
Innanzi tutto, gli scarti del legno vengono sminuzzati e ridotti in polvere,( fase di polverizzazione), la segatura quindi viene pressata e acquista la forma di cilindretti,( fase di cubettatura), i cilindretti vengono raffreddati, (fase di raffreddamento), poi confezionati si ottien così una forma di biomassa compressa facilmente trasportabile ed utilizzabile
E’ necessario che il pellet, in particolare quello destinato all’uso domestico, non contenga sostanze quali vernici, colle o impregnanti che, bruciando possono generare fumi dannosi per la salute..
Il pellet che si trova in commercio può essere di qualità differenti; quello con una minima umidità residua è di qualità maggiore avendo un potere calorifero più elevato ed emissioni ridotte. Generalmente si suole distinguere il pellet in base ad una serie di parametri che ne attribuiscono una maggiore o minore qualità. Dunque, al fine di stabilire la qualità del pellet occorre considerare:
- l’umidità residua che non deve essere superiore al 9% in modo da evitare sprechi in fase di combustione;
- il potere calorifero;
-la presenza di corteccia; meno corteccia è presente nel pellet è migliore sarà la qualità dello stesso;
- il residuo delle ceneri; occorre che il residuo sia inferiore all’1% al fine di evitare che si formino incrostazioni nella stufa a pellet.
L’uso del pellet non è circoscritto solo a combustibile per le stufe a pellet, ma può essere adoperato anche per le caldaie o i caminetti. Il pellet va tenuto in un luogo asciutto e riscaldato, quindi non umido in quanto il pellet tende ad assorbire umidità. L’utilizzo di una stufa a pellet, oltre ad essere ecologico, è anche economico, considerando che mediamente un sacco di pellet da 15 Kg ha un costo di 3-4 euro e che una stufa a pellet consuma all’incirca 1 Kg di pellet in un’ora. Inoltre, al fine di sfruttare al massimo le prestazioni di una stufa a pellet è bene acquistare pellet la cui qualità sia certificata. Per tale motivo bisogna leggere attentamente le indicazioni riportate sull’etichetta del sacco di pellet, accertandosi che il pellet sia stato prodotto secondo le normative internazioni. ( fonte wikipedia e produttoripellet.com.)

Cippato.
Il cippato è legno ridotto in scaglie con dimensioni variabili da alcuni millimetri ad un paio centimetri. Viene prodotto a partire da tronchi e ramaglie attraverso la cippatrice. Il cippato proveniente dai boschi contiene una umidità compresa tra il 40 ed il 60%. Può essere utilizzato come combustibile o come materia prima per processi industriali. Il cippato, come le altre biomasse ligno-cellulosiche, è una fonte rinnovabile in quanto le materie di scarto rappresentano la materia prima per la crescita delle specie vegetali di origine in un ciclo chiuso a scala globale. Condizione necessaria è che il prelievo dalla sorgente non sia superiore all'accrescimento della stessa. Il cippato può essere prodotto da scarti di lavorazioni agricole e forestali o da colture dedicate (short rotation). Il cippato è utilizzato sia per la generazione elettrica che per produrre calore o in forma combinata in impianti di cogenerazione. Può alimentare sia impianti di piccola taglia (pochi kW) che grandi impianti fino all'ordine di diversi MW. Le aziende di teleriscaldamento utilizzatrici stoccano il materiale al fine di permettere una giusta areazione e con essa evitare la fermentazione che ne comprometterebbe la qualità. ( fonte wikipedia e fiper.it.).

Biogas
Con il termine biogas si intende una miscela di vari tipi di gas (per la maggior parte metano, dal 50 al 80%) prodotto dalla fermentazione batterica in anaerobiosi (assenza di ossigeno) dei residui organici provenienti da rifiuti, vegetali in decomposizione, carcasse in putrescenza, liquami zootecnici o fanghi di depurazione, scarti dell'agro-industria. L'intero processo vede la decomposizione del materiale organico da parte di alcuni tipi di batteri, producendo anidride carbonica, idrogeno molecolare e metano (metanizzazione dei composti organici). Il biogas si forma spontaneamente nelle discariche. Le discariche di rifiuti urbani ne sono quindi grandi produttori, visto che normalmente il 30-40% del rifiuto è appunto materiale organico; tale gas deve essere captato per evitarne la diffusione nell'ambiente e può essere utilizzato per la produzione di energia elettrica.
Oltre alle discariche vi posso essere impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas provenienti da fonti rinnovabili: in questo caso non sono considerati impianti di trattamenti rifiuti. Sono state sviluppate tecnologie ed impianti specifici che, tramite l'utilizzo di batteri in appositi "fermentatori" chiusi (da non confondere con gassificatori) e sono in grado di estrarre grandi quantità di biogas dai rifiuti organici urbani (preferibilmente da raccolte differenziate) e dal letame prodotto dagli allevamenti intensivi, o anche dai fanghi di depurazione e dai residui dell'agro-industria.
Il gas prodotto in questo processo (biogas) può essere utilizzato per la combustione in caldaie da riscaldamento o per produrre energia elettrica e/o calore; si è già detto che il biogas è formato prevalentemente da metano, pertanto con un necessario processo di depurazione e separazione di altri componenti (per esempio, anidride carbonica e zolfo), può essere usato come biometano per autotrazione (auto e veicoli a metano). ( fonte wikipedia e fiper.it.).


Il teleriscaldamento
Il teleriscaldamento è una forma di riscaldamento che consiste essenzialmente nella distribuzione, attraverso una rete di tubazioni isolate e interrate, di acqua calda, acqua surriscaldata o vapore (detti fluido termovettore), proveniente da una centrale di produzione, alle abitazioni con successivo ritorno dei suddetti alla stessa centrale.
Il calore è solitamente prodotto in una centrale di cogenerazione a combustibili fossili o biomasse, oppure utilizzando il calore proveniente dalla termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani.
Le Centrali di Teleriscaldamento a Biomassa si collocano all’interno della filiera legno-energia nella fase di trasformazione del cippato in energia termica ed elettrica e di distribuzione di calore e acqua calda presso le utenze finali, quali: case, uffici, aziende, scuole, ospedali.
I vantaggi delle reti di teleriscaldamento a legno cippato sono ambientali e sociali a beneficio dell’intera comunità - in particolare:
- il bilancio di CO2 è nullo
- i comuni conseguono l’autonomia energetica
- l’uso della risorsa locale rinnovabile favorisce la coesione sociale
- il coinvolgimento dei produttori locali di legno cippato assicura un extra reddio
- nascono nuove opportunità occupazionali nell’indotto di filiera
- diminuisce la dipendenza dall’estero di combustibili fossili e trasporto degli stessi. ( fonte wikipedia e fiper.it.).
(segue)
Sergio Saladini

 
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