dicembre 2011
L'oggi e il domani delle biomasse
Parte prima
Tanto per intenderci, alcune definizioni:
Bioenergia, biomasse
Con il termine “biomassa” si indicano una serie di materiali di origine biologica, generalmente scarti di attività agricole, che possono essere modificati attraverso vari procedimenti per ricavarne combustibili o direttamente energia elettrica e termica.
Le biomasse comprendono fra l’altro la legna da ardere, i residui di attività agricole e forestali, gli scarti delle industrie alimentari, i liquidi reflui derivanti dagli allevamenti, le alghe marine, ma anche piante specificamente coltivate per la produzione di energia e rifiuti organici urbani. Tutti questi materiali possono essere riutilizzati principalmente per tre finalità: la produzione diretta di carburanti biologici (biofuel), la generazione di energia elettrica e termica (biopower) e la realizzazione di composti chimici (bioproducts).
La procedura di trasformazione dipende naturalmente dal prodotto finale: i carburanti biologici, come bioetanolo, biodiesel, idrocarburi sintetici e oli vegetali, possono essere ottenuti per fermentazione, spremitura o altri processi chimici. L’energia termica può essere ricavata direttamente bruciando la biomassa legnosa (ciocchi di legna o pellet) in caldaie a elevato rendimento o impianti di cogenerazione, che producono anche energia elettrica.
Molte biomasse, attraverso uno specifico processo di digestione anaerobica, possono inoltre essere trasformate in biogas, che a sua volta viene impiegato per la generazione diretta di energia o come combustibile.
(Fonte www.tuttogreen.it)
Le rinnovabili a livello nazionale 2000- 2008.
Per cercare di comprendere la consistenza il ruolo che questa fonte gioca nell’ambito delle rinnovabili (FER) ci pare necessario prima di tutto analizzare la composizione della energia prodotta nell’ultimo decennio in Italia.
Secondo l’ENEA nel 2008 le fonti rinnovabili hanno contribuito con una percentuale vicina al 10% del totale di consumo interno, tra queste il dato prevalente, pari circa alla meta, è costituito dalla energia idroelettrica e tale dato è rimasto sostanzialmente invariato nei confronti di quello fatto registrare all’inizio del periodo di osservazione (9.725 ktep nel 2000 contro 9.157 ktep nel 2008).
Le fonti che più hanno visto incrementare la propria partecipazione al dato totale sono quelle provenienti da fonti non tradizionali ( eolico, fotovoltaico, rifiuti, biomasse) che passano da poco più del 14% del 2000 al 34% del 2008 sul totale delle FER.
L’utilizzo di tale produzione è, come noto, finalizzato alla produzione di calore o di energia elettrica.
Per quanto riguarda la produzione di calore essa ammonta a 60.000 Tj (soprattutto legna e cogenerazione) per gli impianti industriali e di 73.500 Tj nel settore civile ( legna e teleriscaldamento a biomasse).
Una dato di rilievo è quello riferito ai biocombustibili che dal 2007 al 2008 si è incrementato di circa tre volte ( da 7.272 Tj a 23.700 Tj) per la maggior parte finalizzati alla autotrazione anche in funzione di una aliquota di accisa agevolata.
Con riferimento, invece, alla produzione di energia elettrica, proveniente da fonti rinnovabili, il dato è in crescita, soprattutto nei confronti del 2007 ed è stato pari a 60.000 TWh il che corrisponde al 16,7 % del consumo interno lordo.
Se buttiamo un occhio al livello territoriale possiamo vedere che le regioni le quali più contribuisco al questo dato sono quelle ove più è sviluppata la produzione di energia idroelettrica ( Lombardia, Trentino, Piemonte, Veneto, Valle d’Aosta); egualmente importante è il dato di energia geotermica proveniente dalla Toscana ed in crescita quello di eolica prodotta in Puglia, Campania, Sicilia, Sardegna.
La produzione di energia elettrica attraverso impianti alimentati da biomasse si è quasi quadruplicata negli otto anni oggetto della nostra osservazione,passando da 2 TWh a 7,5 TWh: la Lombardia è la regione ove si registra il dato più elevato ( un terzo di tutta l’Italia) egualmente da segnalare il contributo della Emilia Romagna, della Calabria e della Puglia.
A livello locale si contano 519 Comuni dotati di impianti a biomasse e 359 con centrali a biogas, il tutto pari ad una potenza installata di 1.023 MW.
Infine nei 355 Comuni ove sono installati impianti di teleriscaldamento 286 utilizzano “vere” biomasse, accertate di provenienza locale, mentre gli altri utilizzano fonti diverse quali rifiuti e gas.
Le rinnovabili a livello nazionale nel biennio 2009- 2010.
Se volgiamo l’attenzione ai dati più attuali (fine 2010), sulla base di un recente documento prodotto del “Gestore dei servizi energetici” e riferito alla sola energia elettrica, registriamo un ulteriore incremento delle FER sino a raggiungere 75,4 TWh con un significativo ruolo delle bioenergie (8,9 TWh) il cui dato eguaglia l’eolica. Tra le bioenergie maggiore il contributo delle biomasse ( 3,9 TWh) seguite dai bioliquidi (3,0 TWh) e dai biogas (2,0 TWh).
Dietro a questi dati si può osservare lo “storico” sorpasso delle bioenergie nei confronti del geotermico e l’aumento esponenziale degli impianti per la creazione di biogas con i liquami degli allevamenti che sono aumentati, numericamente, del 239%.
(segue)
Sergio Saladini