NATURA
aprile 2011
Pipistrelli, mammiferi dalle "mani alate"
Al tramonto, volando come pazze farfalle, escono dai loro rifugi, grotte, soffitte, vecchi ruderi ed alberi cavi e cominciano una infaticabile caccia notturna agli insetti.
In molti riteniamo che la allegra frenesia del volo dei pipistrelli li renda simpatici ed anche graziosi.
Ma purtroppo non tutti la pensano così.
Ciò è dovuto probabilmente a una certa somiglianza coi topi (che insieme a serpenti e ragni sono vittime di odii ancestrali) e per di più topi volanti, veloci e imprevedibili.
La diffidenza, che nei casi più disperati arriva fino al terrore, nasce anche da una serie di false leggende che avvolgono il piccolo mammifero, compresa quella secondo cui i pipistrelli si impiglierebbero nei capelli delle signore, senza alcuna possibilità di liberarsene fino alla rasatura totale: scalpo con pipistrello, quasi un incubo alla Dario Argento.
Un’altra leggenda narra che la loro urina, qualora cadesse sui capelli di uno sventurato, lo renderebbe per sempre calvo.
Sarebbe interessante capire da cosa possa essere nata una simile diceria.
Sui pipistrelli ci sono tante altre simili sciocchezze pseudo-naturalistiche di cui preferiamo non occuparci.

E’ doveroso invece ricordare che in altre culture i pipistrelli sono considerati dei veri portafortuna.
Ad esempio in Cina hanno un ruolo importante nelle antiche leggende e significano fortuna, prosperità, longevità e ricchezza.
Al punto che l’immagine del pipistrello veniva disegnata sulle porte come buon augurio e per allontanare gli spiriti demoniaci; inoltre, tradizionalmente, il pipistrello veniva rappresentato con il colore rosso, il colore della gioia.
Saggezza orientale; ma forse anche accorta indicazione per la coscienza popolare: amateli perché i pipistrelli non fanno male a nessuno e sono davvero utili, si cibano voracemente di insetti alati di tutti i tipi con una spiccata propensione per zanzare ed insetti nocivi per l’agricoltura.

Proviamo a fare due conti:
- nelle sue scoribande notturne un singolo pipistrello può cibarsi di almeno 2000 insetti in
una notte (alcuni autori riportano delle stime anche superiori).
- l’apettativa di vita di questi piccoli mammiferi è incredibilmente lunga, fino a 15-18 anni.
- Considerato il periodo di letargo annuale e le notti di pioggia, ipotizziamo che ogni pipistrello esca a caccia almeno 180 notti all’anno, cifra sicuramente stimata per difetto.
Quindi una colonia di 100 pipistrelli può eliminare complessivamente più di 1,5 milioni di insetti alla settimana, più di 40 milioni all’anno e nell’arco della vita oltre mezzo miliardo.
Questo è quel che si dice un insetticida biologico veramente efficace.

Gli unici mammiferi che volano.
Nel mondo si contano 1100 specie di Chirotteri (dal greco: mani-alate). In Italia ne vivono almeno 34, appartenenti al sottordine dei Microchirotteri. (1)
Tutti i nostri pipistrelli si nutrono di insetti, ma altrove esistono dei Megachirotteri che si nutrono di frutta, nettare e polline, pesci, roditori e rane.
Tre sole specie, i famosi vampiri, dopo aver provocato con i denti aguzzi piccole ferite nei grandi mammiferi, ne leccano il sangue. Una volta aperta la ferita su una parte di cute debitamente delicata ed irrorata di sangue, tornano periodicamente ad abbeverarsi.
Niente paura: questi Dracula vivono solo nel Centro e Sud America.

Il biosonar.
Per cacciare di notte, talvolta nel buio completo, la maggioranza dei Microchirotteri usa un sofisticato sistema di ecolocalizzazione, detto anche biosonar.
Questo sonar dei pipistrelli è simile a quello usato per stanare i sottomarini dei film di guerra americani, ed è tanto complesso e sofisticato che ne è stato svelato il meccanismo solo a cominciare dal 1938. (2)

I pipistrelli durante il loro volo emettono con la laringe dei suoni, somiglianti ad una serie di click ad altissima frequenza (10/100 kHz) che in massima parte parte non sono udibili dall’orecchio umano. (3)
Questa emissione in alcune specie può essere effettuata attraverso la bocca aperta, in altre, attraverso le narici.
Nel primo caso la bocca aperta consente di emettere questi ultra-suoni ma, guarda un pò, anche a “"mmettere" direttamente la preda.
Il secondo caso appare ancora più sofisticato:
l’emissione degli ultrasuoni attraverso le narici offre il vantaggio di poter continuare ad usare l’ecosonar anche durante la deglutizione della preda, senza perdere neppure per un attimo il contatto sonar con il mondo esterno.

La navigazione "a orecchio"
I pipistrelli, con le loro sensibilissime orecchie, ascoltano ed interpretano gli echi riflessi da tutti gli oggetti che li circondano, riuscendo così ad raggiungere due obiettivi fondamentali:
- orientarsi perfettamente di notte negli spazi aperti oppure in quelli bui e chiusi come le caverne,
- individuare le prede di cui cibarsi.
Considerata la velocità del volo, anche dei più piccoli, il numero necessario di “campionamenti” dello spazio circostante è molto alto: da 20 - 30 emissioni di ultrasuoni al secondo fino a 200 nella fase terminale della cattura di un insetto.

E’ interessante aggiungere che molti insetti sono in grado di udire gli ultrasuoni dell’econsonar dei pipistrelli e hanno elaborato delle strategie di difesa: una farfalla notturna, ad esempio, quando entra nel campo sonar di un pipistrello cerca di fuggire più in fretta possibile oppure si lascia cadere al suolo fingendosi morta e talvolta riesce così a salvarsi.
Quando nessuna di queste strategie ha successo il povero insetto potrebbe sentirsi negli ultimi istanti di vita, nella migliore tradizione cinematografica, come un sommergibile condannato dai "ping" sempre più incalzanti ed assordanti provenienti da un terribile e spietato incrociatore.
Ma la natura, per fortuna, non è il cinema americano.

La navigazione "a mente"
Come dicevamo sopra, i pipistrelli riescono con il biosonar a costruirsi un’immagine dell’ambiente circostante.
Un’altra cosa sorprendente è che i pipistrelli hanno la capacità di memorizzare questa immagine sonora.
Difatti numerose osservazioni dimostrano che quando si è adattato ad un ambiente, un pipistrello fa ampio affidamento sull’immagine che ha memorizzato precedentemente e vola seguendo con sicurezza la propria carta mnemonica.
La fiducia nelle proprie capacità mnemoniche è così profonda che essi rinunciano alla "rilevazione sonora" quando si muovono in ambienti conosciuti, rischiando di schiantarsi contro una porta che sia stata improvvisamente chiusa sull'ingresso della grotta dove regolarmente entravano, oppure contro una persona che si sia intromessa sul loro percorso.

Le Bat Box.
Per contribuire alla conservazione di questo straordinario gruppo animale, gli zoologi del Museo di Storia Naturale di Firenze, con la collaborazione di Unicoop Firenze, fin dal 2007 hanno messo a punto il progetto UN PIPISTRELLO PER AMICO dedicato alla diffusione delle BAT BOX, piccole casette di legno da utilizzare per offrire nuovi rifugi a questi efficienti predatori di insetti.
Le bat box sono studiate per attrarre proprio i pipistrelli che frequentano gli ambienti urbanizzati e possono essere appese alla parete esterna della casa, meglio se ad oltre 4 metri di altezza e possibilmente al riparo sotto la grondaia del tetto.

A seguito di questa ricerca ed al fine di operare una riduzione della popolazione delle zanzare, ha preso vita in questi anni una lunga serie di inziative per il ripopolamento di pipistrelli.
(I piccoli chirotteri, oltre a cacciare le comuni zanzare, contribuiscono anche a contrastare la crescente diffusione della fastidiosa zanzara tigre, di insediamento relativamente recente - fine anni 80 - e molto aggressiva verso gli uomini.)
Diverse istituzioni pubbliche hanno avviato progetti che prevedono l’utilizzo delle bat-box in ambiente prevalentemente urbano:
Regione Toscana, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige, Piemonte, Val d’Aosta, Liguria, Marche, il Comune di Roma etc.
Per quanto riguarda le aree non urbane, segnaliamo il Consorzio di Bonifica di Massaciuccoli (Lucca) che dal 2009 ha promosso un progetto test per il ripopolamento di pipistrelli nelle aree umide della Versilia (canali, laghi, acquitrini etc.) al fine di combattere l’esplosione demografica di zanzare che ha caratterizzato le estati degli ultimi anni in quella parte di Toscana.

Con l’aiuto dei nostri pipistrelli
Il vero grande ed insostituibile aiuto che i pipistrelli possono darci è quello di consentire una riduzione nell’impiego degli insetticidi chimici, il cui uso indiscriminato danneggia l’ecosistema in generale e gli insetti utili in particolare e nuoce anche agli uccelli e ai pipistrelli che sono i grandi predatori naturali degli insetti nocivi.
Quando tante nuove BAT BOX saranno installate nel nostro Paese e saranno colonizzate dal piccolo amico alato, avremo rafforzato come nostro alleato un formidabile cacciatore di insetti.




Allegato:
schema per la auto-costruzione di una Bat Box ( Museo di Storia Naturale di Firenze )


Link consigliati:

vedi la campagna UN PIPISTRELLO PER AMICO, a cura del Museo di Storia Naturale di Firenze,
con la collaborazione di Unicoop Firenze
www.msn.unifi.it/upload/sub/pdf/guida_pipistrelli.pdf

vedi alla voce “chirotteri” su Wikipedia.
https://it.wikipedia.org/wiki/Chiroptera

Alcune informazioni scientifiche sono tratte dal sito dell’ Associazione di Ricerca Scientifica
che ringraziamo. https://www. ars2000.it



Note:
(1) Classificazione scientifica dei chirotteri :
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Sottoclasse Theria
Infraclasse Eutheria
Superordine Laurasiatheria
Ordine Chirotteri
Sottordini Megachiroptera
Microchiroptera
Numero di specie dei Chirotteri: alcune fonti ne contemplano fino a 1100

2) Donald Griffin 1915 -2003 famoso etologo di New York, oltre ad aver svelato i princìpi del mistero dell’orientamento dei pipistrelli, pose le basi della etologia cognitiva.

(3) Sono reperibili in commercio delle sofisticate apparecchiature elettoniche, i BAT DETECTOR, in grado di captare e di registrare gli ultrasuoni emessi dai chirotteri: è così possibile identificarne varie specie in base alle emissioni caratteristiche.
Inoltre, con un trattamento delle frequenze registrate, è possibile ascoltare con le nostre orecchie una simulazione degli ultrasuoni dei pipistrelli.
Si rimane stupiti dal fatto che esista la possibilità di scegliere tra un discreto numero di differenti Bat Detector che sono in normale produzione.
Ecco un sito di uno dei distributori di Bat Detector:
https://www.scubla.it/index.php?option=com_content&view=article&id=10&Itemid=13
Enrico Tranchina

 
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