EDITORIALE
marzo 2011
Restiamo in cielo, ma con i piedi per terra.
Nel numero di gennaio ci siamo occupati della moria di uccelli e pesci che la lettura dei giornali nei primi giorni dell’anno segnalava, per questo mese, restiamo in cielo e registriamo che se si è spenta l’eco di questi fenomeni non pare che essi siano del tutto cessati.
In Colombia , nel villaggio di El Llanito, vicino alla città di Barrancabermeja, i giornali locali segnalano che molti abitanti del villaggio hanno trovato circa 2000 pesci morti ,con evidenti segni di scottature,dopo che uno strano oggetto volante, dotato di una luce lampeggiante, era stato visto sorvolare la cittadina.
Qualcuno ha associato questo fatto con le segnalazioni di ufo in quel di Gerusalemme dove un globo luminoso è apparso a molti testimoni diretti sopra la Spianata delle mosche ed il filmato dell' "Ufo sul Duomo della Roccia", proposto su YouTube da un cineamatore, è stato visionato da quasi 200 mila persone.
Dicono le agenzie che “ nel filmato la sfera luminosa viene mostrata mentre si trova in verticale sulla Spianata delle Moschee e sul vicino Muro del Pianto….. la sfera quindi scende, rimane sospesa a bassa quota per una manciata di secondi e poi risale repentinamente verso il cielo a velocità vertiginosa”
Se invece cerchiamo di restare un po’ più con i piedi per terra non possiamo non notare come questo periodo sia stato caratterizzato in tutto il mondo ( Australia, Cina, India, Pakistan, Albania, ecc. ) da piogge intense ed inondazioni catastrofiche.
In Italia poi sappiamo bene come i mesi autunnali sono da tempo caratterizzati da piogge e smottamenti, colpa si dell’incuria dell’uomo che non rispetta il proprio territorio, ma anche di consistenti e prolungati periodi di pioggia torrenziale.
L’IBIMET (Istituto di biometeorologia) del Cnr si occupa in Italia del il monitoraggio degli eventi meteo e sostiene che il nostro mondo, a far tempo da 150 anni a questa parte, sta diventando più caldo ed entro la fine del secolo la temperatura media salirà da 1,4 a 5,8 gradi centigradi, modificando lo stato dell’agricoltura, delle foreste, della vita umana ed animale.
Il direttore dell’IBIMET Giampiero Maracchi sostiene che : Prima degli anni 90 consideravamo rilevante una pioggia da 40-60 millimetri al giorno, “ Oggi arriviamo anche a 250, come è avvenuto recentemente in Umbria. A Massa sono piovuti 230 millimetri in una mattinata e l'esondazione del Bacchiglione a novembre è stata causata da un regime di 200 millimetri che si è protratto per molti giorni".
Da ricordare infine che “ Nature” ha confrontato, nell’emisfero nord del globo, l’intensità e la distribuzione o la mappa delle precipitazioni degli ultimi 50 anni con quella che teoricamente sarebbe avvenuta senza l’influenza dei gas serra prodotti dall'uomo.
I dati mostrano, che nel 65% dei casi osservati, corrispondente a due terzi dell'emisfero esaminato, i valori massimi delle precipitazioni giornaliere sono andati crescendo a partire dal 1951.
Le grandi ondate di maltempo monitorate nell'arco di 5 giorni sono invece aumentate del 61 per cento, il che sta a significare che l'aumento dell'intensità delle precipitazioni è, sicuramente, legato al riscaldamento dell'atmosfera, giusto quindi il titolo di “Nature” con il quale si sostiene che l’aumentato rischio di piogge estreme e di conseguenti inondazioni è dimostrato essere legato al riscaldamento globale.
Sergio Saladini
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