edizione numero
284
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - LUGLIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
marzo 2011
C’erano una volta i Parchi in Lombardia.
Tempo duri per i Parchi in Lombardia: la giunta regionale ha di recente approvato ( 1 febbraio 2011) una proposta di legge di revisione dell’attuale sistema di gestione dei Parchi e delle aree naturali protette che, se trasformata in legge, emenderà i principali aspetti di governance su cui si basa la attuale legge 86 del 1983.
Tutto trae origine da una interpretazione della legge finanziaria 2010 secondo la quale i consorzi di gestione dei Parchi dovevano essere soppressi dal 1 gennaio 2011 , tale norma secondo altre interpretazioni , quale quella della regione Emilia-Romagna , non è invece da riferirsi ai consorzi obbligatori ,enti gestori dei Parchi naturali, ma tant’è la macchina di smantellamento dei poteri locali intermedi era già stata lanciata e così eccoci qui a discutere di questa proposta di legge.
I Parchi e le aree protette della Lombardia sono uno degli ambiti fondamentali in cui è stata garantita la protezione del territorio, della fauna, della flora ed in genere delle risorse ambientali e della biodiversità.
Ciò sino ad oggi avveniva soprattutto attraverso istituzioni consortili che dotate di strumenti pianificatori ( piani territoriali di Coordinamento) e funzioni specifiche tutelavano il territorio e con esso le specie vegetali ed animali oltre a proporre e sviluppare una cultura ambientale ed una valorizzazione turistica compatibile delle risorse naturali.
I comuni facenti parte di parchi quali componenti della Assemblea eleggevano il proprio comitato di gestione (con poteri simili alle giunte degli enti locali) e quest’ultimo nominava il Presidente.
Il progetto di legge invece delinea una nuova governance ove la presenza della Regione si fa più invadente giacché uno dei tre o dei cinque (secondo le dimensioni del parco) componenti del comitato di gestione sarà di designazione regionale venendo così a definire un meccanismo di certa esclusione delle minoranze dal governo di questi organi, mentre sino ad oggi ciò era stato garantito.
Va inoltre osservato che mediamente le risorse con cui l’Ente Parco si è sin qui sostenuto sono prevalente mente (per il 70%) provenienti da risorse proprie e/o provenienti dagli stessi comuni e solo per il 30% da risorse regionali.
Dice il consigliere Regionale Lombardo del PD Francesco Prina “Credevamo che dopo quasi trent’anni dalla prima Legge istitutiva dei parchi fosse questo il tempo di fare una vera e propria riforma che potesse interpretare l’evoluzione che si è avuta a livello culturale rispetto ai temi della tutela e della salvaguardia, spesso percepiti come divieti piuttosto che come opportunità e fruizione.”
I Parchi secondo quanto contenuto nel progetto di legge regionale , non saranno più consorzi di comuni, ma Enti Pubblici nei quali la assemblea dei comuni sarà sostituita da una “comunità del parco” il cui compito verrà ridotto in confronto alla attuale assemblea: per esempio non potrà sfiduciare il membro del Comitato designato dalla Regione.
Vengono altresì indicate modalità per il miglioramento dell’efficacia della gestione e la razionalizzazione della spesa tra cui l’esercizio di funzioni, in forma associata o convenzionata da parte di più parchi, o l’eventuale accorpamento tra loro.
Saranno inoltre riviste le modalità di assegnazione delle risorse introducendo parametri che considerino la pressione del contesto insediativo e le attività tecnico/ amministrative effettivamente esercitate degli Enti Parco, al fine anche di superare la competitività tra Parchi al fine di acquisire le risorse regionali, il che abitualmente avviene rivolgendosi verso altre Direzioni regionali diverse da Sistemi verdi e Paesaggio) (industria, Cultura, ecc.).
Non vengono invece indicate modalità di coordinamento degli interventi proposti ed attuati dai comuni facenti parte dei Parchi, ( assegnando eventualmente tale ruolo agli stessi) e ricomponendo così a tale livello una funzione di pianificazione con quella di controllo e di coordinamento dei progetti aventi rilevanza più che comunale.
S.D.