NATURA
marzo 2011
Sulle morie di pesci in località Puntone (GR)
Con riferimento ad alcuni articoli di stampa in merito alle morie di pesci ed altri organismi marini in Località Puntone (Grosseto), che riportano dichiarazioni del Sig. Antonino Vella che chiamano in causa anche l'ARPAT, si ritiene necessario fornire alcune precisazioni.
L’evento del 27 dicembre 2010
Nella lettera del sig. Antonino Vella al Sindaco di Scarlino è riportato che “l’Agenzia è intervenuta in ritardo di almeno un giorno sull’accaduto”; questa affermazione non corrisponde alla realtà. La risposta di ARPAT è stata immediata, tecnici dell’Agenzia erano sul posto entro poche ore dalla segnalazione, pervenuta nella mattina del 27 dicembre. A tale proposito è anche utile tenere presente che, nel caso di segnalazioni di morie di ittiofauna, l’intervento degli organi di controllo non è improvvisato, ma guidato da una direttiva regionale (Decreto della Giunta regionale n. 6481/2009) che definisce competenze e funzioni degli Enti coinvolti (Polizia provinciale, Servizio veterinario Azienda USL, Comune, ARPAT, Laboratorio ittiopatologia dell’Istituto Zooprofilattico).
Tuttavia, in questi casi, proprio perché l’intervento degli organi di controllo è sempre e comunque “ a posteriori”, l’esperienza insegna che è molto difficile riuscire ad identificare le cause che hanno causato il danno ambientale.
Le conseguenze dei controlli ARPAT
Lo stesso problema si verificava, nel passato, in occasione delle morie di ittiofauna che avvenivano nel canale emissario della zona industriale di Scarlino. Proprio per questo motivo ARPAT, in accordo con il tavolo tecnico presieduto dal sindaco di Scarlino, ha avviato, dal 2006, il monitoraggio del canale con controlli “ a sorpresa”, messi in atto con regolarità, senza aspettare di intervenire solo in presenza di una emergenza. I controlli riguardano le acque del canale e gli scarichi ad esso afferenti.

In tal modo, attraverso lo studio dei dati ottenuti con l’analisi delle acque in uscita, e la valutazione delle modalità gestionali delle acque di adduzione verso gli impianti, è stato possibile individuare, come causa potenziale degli eventi tossici, il cloro attivo. A seguito delle azioni correttive, messe in atto dalle aziende per impedire l’immissione di acque clorate nel canale emissario (2007), si sono ridotti in misura significativa gli episodi di morie di ittiofauna.
La qualità dei sedimenti
I controlli di ARPAT non si limitano alla matrice acquosa ma comprendono anche la determinazione degli elementi pericolosi nei sedimenti (arsenico, cadmio, cromo totale, mercurio, nichel, piombo). Tenendo presente che i metalli e metalloidi sono presenti naturalmente nella matrice minerale che costituisce i sedimenti, è opportuno confrontare i risultati analitici ottenuti nel sedimento alla foce del canale con quelli ottenuti nel sedimento presente nelle acque di adduzione, prelevate nel golfo di Follonica. I risultati analitici dimostrano che le concentrazioni degli elementi tossici nel sedimento alla foce del canale non sono superiori alle concentrazioni degli stessi elementi determinate nel sedimento delle acque di adduzione.

In altre parole l'oggetto di indagine è il contributo del canale all'arrichimento di metalli nei sedimenti alla foce. Il riferimento utilizzato è stato il sedimento prodotto dall'acqua stessa, prelevata al largo, prima che questa sia immessa nel canale dopo aver attraversato gli impianti industriali.
Con cadenza annuale ARPAT redige un rapporto sul monitoraggio eseguito nel canale, i rapporti contengono tutte le informazioni raccolte con i risultati dei controlli eseguiti nelle acque e nei sedimenti del canale, nella zona di mare antistante ai fini della balneazione, e in corrispondenza di ogni scarico. Nelle conclusioni dei rapporti l’Agenzia indica, usualmente, anche indirizzale possibilità di miglioramento, per incrementare l’efficacia dei controlli. I rapporti di ARPAT sono a disposizione per chi fosse interessato, eventualmente, ad approfondire l’argomento.
In merito all’attività di controllo effettuata da ARPAT si rinvia inoltre alla precedente nota dettagliata pubblicata sul sito dell’Agenzia Le attività di controllo ARPAT sul canale emissario della zona industriale di Scarlino.
ARPA Toscana

 
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