edizione numero
284
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - LUGLIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
febbraio 2011
Costi di smaltimento dei rifiuti industriali.
Costi di smaltimento dei rifiuti industriali.
Nel numero di dicembre ci siamo occupati del problema relativo allo smaltimento dei rifiuti industriali, prendendo spunto dalla trasmissione televisiva “ vieni via con me”.
Pensiamo sia opportuno dare anche qualche ulteriore informazione relativa ai costi di smaltimento che il “mercato legale” propone. Abbiamo perciò chiesto a Renzo Capra, artefice del sistema di teleriscaldamento di Brescia e del più avanzato termovalorizzatore esistente in Italia, di descriverci brevemente la situazione tariffaria del conferimento dei rifiuti.
Le tariffe per il conferimento dei Rifiuti Solidi Urbani (RSU) nel Nord Italia oscillano tra i 90 e i 100 Euro per tonnellata, franco discarica o inceneritore. A Brescia però le tariffe sono più basse e raramente si superano gli 80 €/ton. Queste tariffe sono regolate per lo più sulla base di gare gestite direttamente dai Comuni
Per i rifiuti speciali il discorso è diverso. Per i rifiuti ospedalieri sono competenti le ASL e le tariffe viaggiano intorno ai 400 €/ton. I rifiuti vengono conferiti già inscatolati a quando inviati ai termovalorizzatori sono bruciati con tutte le scatole di cartone senza controllare cosa c’è dentro.
Per questo motivo a Brescia è stato installato, prima dell’ingresso al termovalorizzatore, un enorme contatore geiger ad arco per evitare che nei bruciatori finiscano, inavvertitamente, anche le pastiglie di Cobalto che vengono utilizzate nei reparti di radiologia.
Per i rifiuti tossici nocivi il mercato è libero e le tariffe sono decisamente superiori a quelle dei rifiuti ospedalieri.
Ci sono poi altri rifiuti, quali il “fluff” che proviene per lo più dalla demolizione delle auto per il quale manca la qualificazione ministeriale e quindi viene avviato in discarica anche se presenta un elevato potere calorifico (circa 4.000 kCal/kg) e sarebbe quindi un ottimo combustibile. Parliamo di quantità consistenti, dell’ordine delle 200.000 ton/anno provenienti da tutta Italia. Lo stesso discorso vale per il “pulp” da cartiere, anche se con poteri calorifici molto più bassi (max. 2.000 kCal/kg), con la complicazione di una forte variabilità in funzione dell’umidità presente.
Capra sostiene inoltre che per i Rifiuti servirebbe un’Autority nazionale per regolamentarne sia le qualificazioni e le tariffe, sia soprattutto sottrarlo ai Comuni e alle ASL che non possiedono adeguate competenze e professionalità in materia. Ricorda che quando Edo Ronchi era Ministro dell’Ambiente, aveva sollecitato la creazione di un’Autority in tal senso, ma gli interessi particolari e le lobbies presenti in parlamento avevano bloccato l’iniziativa.
Certo, attualmente le Autority, ove esistenti, sembrano essere asservite al potere politico e non presentano quell’autonomia di cui avrebbero bisogno, ma in un comparto come quello dei rifiuti che risulta ancora caotico, inefficiente e spesso opaco, è giunto il momento di una forte presa di coscienza attraverso la creazione di un’Autorità unica nazionale di gestione.
Sergio Zabot.