edizione numero
284
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - LUGLIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
gennaio 2011
LA TARTARUGA VERDE GREEN NON LASCIA L'ASINARA MENTRE LA CARETTA CARETTA POLLY E' ARRIVTA IN TUNISIA.
ENTRAMBE MONITORATE DAL SATELLITE
la rarissima Chelonia mydas, una specie ad alto rischio di estinzione nella lista delle specie minacciate ritrovata sulla spiaggia di Marritza (AG) sembra non voler lasciare le acque cristalline che circondano l'Isola dell'Asinara.
Dopo una riabilitazione di oltre un anno Green era stata liberata lo scorso settembre dopo essere stata trovata in pessime condizioni, stremata e incapace di muoversi, con un arto imbrigliato e maciullato da una lenza penetrata fino all'osso. I suoi soccorritori avevano chiamato il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale di Sassari che ha provveduto a portare la tartaruga verde al Centro Recupero Animali Marini del CTS (Centro Turistico Studentesco e giovanile) e del Parco Nazionale dell�Asinara. Qui l�animale è stato sottoposto ad un intervento per l'applicazione di una sonda esofago�stomica, in quanto, nonostante si alimentasse autonomamente ed esclusivamente di calamari, essendo erbivora e rifiutando un alimentazione a base di vegetali perdeva regolarmente peso.
Ora Green sta bene, nuota libera nelle acque al largo dell'Asinara e pare essersi così affezionata tanto da non volerle abbandonare più. La tartaruga verde infatti vive tipicamente nei mari caldi e la sua presenza nel Mediterraneo è limitata alla parte più orientale del bacino, vicino le coste turche, cipriote ed egiziane. �Tra le tartarughe marine la Chelonia mydas è una delle più compromesse, in modo particolare nel Mare Nostrum dove sono pochissime le segnalazioni e i luoghi di nidificazione. Perciò il fatto che Green abbia scelto di rimanere nelle nostre acque è certamente un segnale positivo� dichiara Laura Pireddu Responsabile del Centro gestito dal CTS. �La Tartaruga verde è stata a lungo cacciata per la sua carne, le sue uova e il suo carapace e poiché il suo unico predatore naturale è lo squalo, è soltanto l'uomo a metterne a rischio l'esistenza".
Chi comunque pensa che le tartarughe marine siano degli animali lenti deve ricredersi. Ne è la testimonianza il viaggio compiuto da Polly la Caretta caretta liberata insieme a Green a lo scorso settembre. Con un pinna in meno, amputata a causa dei gravi morsi di un predatore, la tartaruga Polly dove essersi inizialmente diretta verso la Spagna ha deciso poi di cambiare rotta e di puntare dritta verso il nord Africa. Nonostante la grave menomazione Polly si trova adesso nelle acquee della Tunisia decidendo la prossima tappa del suo lungo viaggio nel Mediterraneo. Anche Polly è monitorata grazie ad un apparecchio satellitare finanziato dall�Ente Parco dell�Asinara posizionato sul carapace, che ne sta permettendo di seguire i suoi spostamenti e la profondità raggiunta, studiando i comportamenti in modo da raccogliere dati sulla vita delle tartarughe e proteggerle sempre meglio.
CTS