edizione numero
284
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - LUGLIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
dicembre 2010
Noi e l'ambiente dove viviamo.
Quanti di noi hanno provato una sensazione di benessere, di appagamento, di identificazione, camminando in un bosco, osservando il perenne movimento del mare o l’imponente mole di una montagna?
Non occorre scomodare categorie proprie della religione o filosofiche per dire che quei paesaggi rasserenano il nostro animo e ci rendono più facile la riflessione e la meditazione.
Tra gli antropologi, poi, vi è chi studia le antiche civiltà che attribuiscono qualità soprannaturali ad alcuni luoghi o ad alcune cose e con il termine “animismo” vengono proprio individuate religioni o credenze che attribuiscono proprietà spirituali a realtà materiali.
Anche la psicoanalisi moderna si interessa all’approccio animistico in particolare “ la psicoanalisi animistica” che nasce dall’incrocio tra la psicoanalisi e l’antropologia moderna.
“Essa s’ispira in particolare agli studi junghiani e a quelli sulla psicologia dei popoli tribali, i quali condividono tutti una unica cultura di fondo: l’animismo. Questo costituisce la cultura originaria dalla quale tutti gli altri sistemi culturali dell’Antichità si sono sviluppati”.
Sempre secondo questa teoria “frammenti vivi di questa cultura ancestrale e dimenticata si ritrovano a livello inconscio in molti costumi moderni, come per esempio le mode dei piercing e dei tatuaggi.
La riscoperta delle basi originarie della nostra psiche diventa determinante per il modo di concepire la natura e il funzionamento dell’inconscio. Uno dei principi della psicoanalisi animistica afferma che l’inconscio funziona secondo modalità propriamente animistiche.
Secondo un altro principio, quei meccanismi inconsci fondamentali isolati dalla psicoanalisi, come la proiezione e l’identificazione, non rappresentano avvenimenti accidentali legati alle fasi dello sviluppo della personalità e a certe situazioni particolari della vita, bensì delle vere e proprie capacità di rapportarsi con il Sé profondo e con il mondo, capacità che i membri tribali chiamano “poteri” in quanto aspetti della loro spiritualità.
Come tali, queste facoltà possono essere sviluppate volontariamente al fine di acquisire nuove conoscenze di tipo psicologico e spirituale e di adattarsi diversamente al mondo. ….
Particolarmente importanti in questo approccio sono i concetti di “inconscio animistico” e di “partecipazione animistica”. Il primo si riferisce alla natura più profonda, originaria, dell’inconscio, al di là della quale ci si può inoltrare solo mediante ragionamenti di tipo speculativo.
Il secondo definisce un particolare tipo di atteggiamento psicologico basato sull’intima compenetrazione dei mondi interiore ed esteriore. Tale atteggiamento è particolarmente stimolato dal rapporto stretto e costante con l’ambiente naturale. “ ( Antoine Fratini in www.aepsi.it/aep_fratini.htm).
Sempre secondo questo autore, che è anche uno dei fondatori nonché presidente dell’Associazione Europea di Psicoanalisi e membro de l’Académie Européenne Interdisciplinaire des Sciences, “… l’inconscio viene esperito non soltanto all’interno di sé, per esempio come sogno, lapsus o intuizione, ma anche come presenza simbolica all’interno del mondo naturale che ci circonda”.
La conservazione dell’ambiente che ci circonda ed in particolare quello dove viviamo con continuità, diventa quindi , secondo questo approccio, elemento determinante ed essenziale per il nostro benessere non solo fisico, ma anche psichico.
In particolare è di qualche giorno fa un articolo dello stesso Antoine Fratini, rintracciabile su www.ilcambiamento.it/territorio dove si offre un'altra lettura del disagio e delle motivazioni della popolazione di Terzigno.
In esso si sostiene che “la rivolta degli abitanti di Terzigno non parte soltanto dalla puzza delle discariche, ma è anche e soprattutto il sintomo della imminente deprivazione di un'identità, quella della popolazione locale, intimamente legata all'integrità di un patrimonio naturale prezioso. - Prendere il Vesuvio, quell’antico gigante di fuoco, per un bidone della spazzatura è un segno che rivela il livello di degrado in cui versa l’anima dell’uomo moderno -".
Probabilmente tra i cittadini di quelle zone che si oppongono all' ulteriore degrado del territorio, “ mamme vulcaniche ed altri” c’è di tutto , camorra compresa, ma nessuno può negare sia una motivazione sacrosanta quella di difendere il proprio territorio, il proprio parco che è un tutt’uno con i suoi abitanti.
Sergio Saladini