edizione numero
284
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - LUGLIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
ottobre 2010
Le peppole ringraziano.
Non passa in Consiglio Regionale il provvedimento che avrebbe consentito la caccia in deroga agli uccelli migratori ovvero fringuelli, storni, peppole, pispole e frosoni specie protette a livello europeo.
“Finalmente una buona notizia sul fronte caccia. Il Consiglio Regionale ha dimostrato oggi grande senso di responsabilità, rifiutandosi di approvare una legge palesemente illegittima. Una buona notizia che arriva nell’anno della biodiversità tematica molto sentita anche dall’amministrazione regionale” ha dichiarato Paola Brambilla, Presidente WWF Lombardia.
Va ricordato che la norma, se approvata, sarebbe risultata in contrasto con le normative nazionali e soprattutto con quelle comunitarie il che avrebbe portato a sanzioni certe; a tale proposito una lettera della segreteria generale del Presidente aveva ricordato tale eventualità prendendo le distanze dalla proposta di legge ad iniziativa leghista.
E’ stata invece approvata la possibilità di usare i richiami vivi “ purché provenienti da allevamenti in cattività o precedentemente catturati ed inanellati”.
Si stima che in forza di questo provvedimento sono stati salvati dall’abbattimento 741.000 uccelli migratori i quali, per la prima volta da molti anni a questa parte, potranno svernare risultando ora protetti anche nel periodo autunnale/ invernale.
Come sempre davanti al Pirellone, sede della regione Lombardia, si fronteggiavano rappresentati dei cacciatori e delle associazioni ambientaliste, in aula intanto passava, a scrutinio segreto, una pregiudiziale di costituzionalità che, di fatto, ha impedito la messa ai voti del provvedimento di deroga alla caccia.
Ben diciannove sono stati i “franchi tiratori” che pur facendo parte della maggioranza di centro destra hanno aggiunto i propri voti a quelli della opposizione di centro sinistra.
P.S. Tra le vittime, impallinate dal fuoco amico, si segnala una trota, anzi “la trota” Renzo Bossi che si era dichiarato apertamente a favore della deroga.
Sergio Saladini