ECOLOGIA ED ENERGIA
marzo 2010
In Italia si promuove il McObesity ministeriale
Oggi l’alimentazione inconsapevole rappresenta un’emergenza sociale come testimoniato dall’incidenza in continua e accelerata crescita dell’obesità infantile, delle patologie legate agli eccessi alimentari e dallo sviluppo dell’anoressia e della bulimia in ampie fasce di adolescenti.
In Italia è stato messo a punto un sistema di sorveglianza chiamato Okkio alla Salute. Si tratta di una modalità di raccolta dati su alimentazione e attività fisica nei bambini della scuola primaria. L’iniziativa è parte integrante del progetto “Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età 6-17 anni” promosso e finanziato nel 2007 dal Ministero della Salute/CCM all’ISS/CNESPS e condotto in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione nell’ambito di un Protocollo di intesa stipulato tra i due Dicasteri.
La prima raccolta di dati, condotta nel 2008 e pubblicata nel novembre del 2009, fornisce importanti risultati e spunti di riflessione. In Italia circa un milione di bambini di età compresa tra 6 e 11 anni è in sovrappeso o obeso (più di un bambino ogni tre!). Si osserva anche un’elevata diffusione di abitudini alimentari che non favoriscono una crescita armonica e che predispongono all’aumento di peso: l’11% dei bambini non fa colazione e il 28% la fa in maniera non adeguata; l’82% fa una merenda a scuola qualitativamente non corretta; il 23% dei genitori dichiara che i propri figli non mangiano frutta e verdura tutti i giorni; il 41% dei bambini beve con regolarità delle bevande zuccherate; l’attività fisica è molto limitata ed è eccessivo l’uso della televisione e dei videogiochi.
L’educazione alimentare rappresenta lo strumento d’elezione per ottenere comportamenti alimentari corretti e stimolare scelte consapevoli soprattutto quando le strategie educative vengono proposte a partire dalla prima infanzia.
La percezione dell’obesità come problema prioritario di salute pubblica, e di conseguenza la necessità di monitorare con attenzione la situazione nutrizionale della popolazione generale e in particolar modo quella dei bambini, è un’acquisizione piuttosto recente in Italia così come in altri paesi europei.
Secondo delle stime internazionali, attualmente, più della metà della popolazione adulta di molti paesi europei è in sovrappeso e il 20-30% si trova in condizione di obesità conclamata.
Anche tra i bambini il fenomeno è in crescente aumento: dai dati della fine degli anni ’90 agli inizi del nuovo millennio la prevalenza di sovrappeso e di obesità nella popolazione infantile europea è stimata intorno al 20% e tra questi circa un terzo è addirittura obeso.
In Italia, nel 2005 dall’indagine multiscopo “Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari” dell’ISTAT su un campione di sessantamila famiglie, le cui misure di peso e di altezza sono state riferite direttamente dalle persone intervistate, il 34% degli adulti è risultata sovrappeso e il 10% obeso, con un incremento del 9% rispetto ai valori rilevati nel 2000.
Per quanto riguarda i minori, le uniche fonti informative a livello nazionale sono rappresentate dall’indagine multiscopo dell’ISTAT del 1999-2000 e dai risultati dell’indagine Okkio alla Salute. In entrambe sono stati osservati valori di peso più elevati nelle regioni del sud, tra i maschi rispetto alle femmine e con un gradiente crescente con l’età dei bambini. Nell’indagine ISTAT (peso e altezza dei bambini misurati dai genitori) è risultato il 20% di sovrappeso e il 4% di obesità tra bambini e adolescenti di 6-17 anni. In Okkio alla salute si osserva che il numero di bambini di età compresa tra 6 e 11 anni in sovrappeso è pari a circa un milione e centomila (il 36% del totale dei bambini) dei quali 380.000 sono obesi (il 34,5% tra quelli in sovrappeso).
Diversi sono i fattori responsabili dell’aumento del sovrappeso e dell’obesità. Tra questi il principale è rappresentato dallo stile di vita sedentario e dalla modifica dei comportamenti alimentari orientati al consumo di cibi di facile preparazione e ad alto contenuto energetico. Apparentemente si tratta di elementi imputabili a delle scelte personali e risolvibili da ciascuno ma invece fortemente radicate a complesse dinamiche collettive che coinvolgono ampi settori della società, dalle famiglie alle scuole, alle organizzazioni sociali e lavorative, ai condizionamenti dei mass media.
Il sovrappeso e l’obesità, in particolar modo nell’età infantile, assume una preoccupante rilevanza sulla sanità pubblica per le implicazioni dirette sulla salute (fisica, psicologica e sociale) del bambino e per il fattore di rischio che rappresenta per l’insorgenza di gravi patologie nell’età adulta come il diabete mellito tipo II, l’ipertensione arteriosa, le patologie cardiovascolari e cerebrovascolari, i dismetabolismi, e vari tipi di tumore. A tutto ciò si devono aggiungere i costi economici per i singoli individui e, più in generale, per l’intera società. E’ stato stimato dall’OMS che i costi sanitari per l’Europa dovuti all’obesità sono pari al 2 - 4% della spesa sanitaria nazionale. A questa quota vanno sommati i costi indiretti dovuti a fattori come la perdita di produttività, la morte precoce, i problemi psicologici ecc..
Ma di tutto questo il ministro Zaia sembra non essersi accorto. A lui interessa il made in Italy. Non importa se i bambini sono obesi o diventeranno degli adulti obesi. L’importante è mettere il marchio Italy nel più noto dei fast food. E’ così mentre Michelle Obama, nella patria dei fast food e dell’obesità, promuove l’alimentazione sana ricca di frutta e verdura, in Italia, con il patrocinio del ministero delle Politiche Agricole, si promuove da McDonanaldsl (paradiso dell’alimentazione sballata) il Mc Italy, il primo panino della catena ad essere 100% italiano! Un panino prodotto solo con ingredienti certificati 100% italiani: farina, insalata, olio, carne, crema di carciofi e formaggio asiago DOP.
Tutto questo dicendo che così si stimola l’economia italiana, si porta nel mondo la cultura alimentare del Bel Paese e soprattutto si promuove un’alimentazione sana anche nel più importante dei fast food.
Viene da chiedersi: ma il ministro sa davvero quello che dice?
Sta alterando in modo squallido la cultura culinaria italiana, la più ricca del mondo perché fatta di tradizioni locali, promuovendola con l’omologazione di un panino di plastica uguale in tutto il mondo. Aberrante!
Pazienza viene da dirsi. Il Mc Italy sarà omologato ma almeno da un punto di vista nutrizionale è più sano del più noto Big Mac.
Purtroppo non è così e sembra proprio che il ministro non sappia ciò che dice.
Da un’indagine condotta da altroconsumo risulta che il Mc Italy apporta un cotributo energetico di 715 Kcal e 3,3 g di sale (l'Oms raccomanda di consumare al massimo 5 grammi di sale al giorno).
Ma non basta. Se si sceglie, come si è spinti a fare da McDonalds, il Mc menù (ovvero se si aggiungono patatine fritte e bibita) l’apporto energetico, il consumo di sale e il decadimento della qualità nutrizionale in genere raggiungono valori improponibili e pericolosi.
Ma all’assurdo di questa iniziativa non c’è limite. Ci fa notare altroconsumo che “facendo il confronto tra i valori nutrizionali del Mc Italy e del classico Big Mac, il panino ministeriale non ne esce vincente. Il Big Mac, infatti, è meno calorico (495 calorie) e contiene meno sale (2,3 grammi). Quanto al sapore, permetteteci di dare un pari merito”
Forza Italia!
Michele Arcadipane

 
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