EDITORIALE
marzo 2010
Stiamo fuori dal tunnel.
Eccoci qui, è passato un altro mese, nel frattempo a febbraio sono stati superati i 35 giorni di superamento della soglia di allarme dall'inizio dell'anno, limite oltre il quale Milano rischia di incorrere nella infrazione comunitaria.

Nell’assordante silenzio della Regione Lombardia la “grande battaglia” contro l’inquinamento ha portato ad un giorno di blocco del traffico ed al recente “flop” della analoga iniziativa congiunta ad iniziativa delle città di Torino e Milano.

La proposta mirava a creare una alleanza tra il maggior numero di città della val padana determinando un ombrello di aria pulita, vasto e - sia pure nella sua estemporaneità- di una qualche efficacia.

Il risultato, almeno per quanto riguarda il milanese, è stato che su 134 comuni solo due, oltre Milano, hanno aderito. Contrari i sindaci di centrodestra: gli unici Comuni che hanno aderito sono Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, governati dal centrosinistra.

Inoltre la concomitanza con le previste manifestazioni per la settimana della moda ha portato alla concessione di migliaia di permessi agli operatori del settore, rendendo ancor meno efficace il tutto.

Per l’ennesima volta le iniziative targate MI.TO, a cui hanno aderito una ottantina di comuni, segnano la mancanza di leadership, di autorevolezza da parte dei due comuni capoluogo nei confronti dei comuni dei loro hinterland.

Quali le motivazioni del diniego da parte di tanti primi cittadini?

Per la gran parte è prevalsa l’opinione che misure episodiche siano inefficaci o che le domeniche a piedi penalizzano gli interessi locali, portando a “ qualche punto di PIL che sfuma”.

Insomma le lobby di automobilisti e commercianti ( estremisti ) vincono ancora e sì che anche loro abitano in queste città, anche loro hanno figli eternamente malati, di allergia, bronchite e tracheite, anche loro hanno anziani sofferenti ed asmatici.

A dire il vero questa volta le critiche sono venute anche da parte chi l’ambiente l’ha a cuore, poiché le ha giudicate misure isolate nel tempo senza alcuna strategia, senza alcuna sperimentazione di modalità diverse di uso della città: una misura simbolica, presa per calmare una parte della opinione pubblica.

Orbene, gli egoismi corporativi ci sono sempre stati, le informazioni sulle cause e le conseguenze dell’inquinamento sono note e condivise da tutti, per giunta i mezzi di comunicazione di massa, internet compresa, ne danno costante ed immediata informazione a tutti ; sarà come, dice Andrea Poggio di Legambiente, che è la percezione dell’inquinamento ad essere diminuita “ una volta lo vedevi: il nero sui panni stesi, o i fumi di scarico. Ora non più, ma sappiamo che proprio le polveri più sottili, quelle invisibili, sono quelle che fanno più male”.

E allora ecco la responsabilità vera: quella della politica ,che non può non farsi carico di strategie e piani di intervento che coinvolgono tutti i piani dell’agire amministrativo ovvero come si costruiscono e mantengono le case, la politica del verde pubblico, la maggiore copertura dei mezzi pubblici, le biciclette, l’organizzazione della città, la localizzazione equilibrata delle funzioni, la gestione degli orari di lavoro e di vita, ecc.

L’opposizione ha messo sul tavolo della discussione politica con i cittadini milanesi e con la maggioranza di centro destra dieci proposte da cui si può partire (si veda in altra parte del giornale)

E cosa ci propongono gli ineffabili amministratori pubblici di Milano? Il mega tunnel di 15 chilometri! Una galleria sotterranea che dovrebbe attraversare l’intera città da Linate alla nuova fiera, scaricando e distribuendo auto al suo interno in alternativa a nuove linee metropolitane o al potenziamento dei mezzi pubblici di superficie.

Alla prossima!
Sergio Saladini

 
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