ECOLOGIA ED ENERGIA
febbraio 2010
TUTELA DELL’AMBIENTE. COSA PREVEDE LA NORMA.
I recenti provvedimenti intrapresi dall’autorità giudiziaria, al fine di accertare eventuali responsabilità per il diffuso inquinamento atmosferico in Lombardia, hanno riportato l’attenzione sui temi ambientali e le previsioni normative di tutela.
In particolare, le azioni di prevenzione e riduzione delle emissioni a tutela della salute e dell'ambiente sono disciplinate dalla Legge Regionale 11 dicembre 2006 , n. 24.

La legge detta le norme per ridurre le emissioni in atmosfera e per migliorare la qualità dell'aria ai fini della protezione della salute e dell'ambiente, in attuazione della normativa comunitaria.

Si parte dalla considerazione che l'ambito geografico lombardo è caratterizzato da vulnerabilità ambientale per quanto riguarda la qualità dell'aria, con il fine di ottenere la riduzione progressiva dell'inquinamento atmosferico e delle emissioni di gas a effetto serra attraverso diverse azioni come la ricerca, il monitoraggio e la valutazione della qualità dell'aria e delle emissioni di gas ad effetto serra, e di conoscere l’origine degli inquinanti. E’ prevista una programmazione di misure integrate finalizzate al rispetto dei valori limite degli inquinanti e alla prevenzione degli effetti nocivi sulla salute dei cittadini e sull'ambiente.
La legge si sforza anche di promuovere e incentivare minori impatti ambientali dalle emissioni razionalizzando l'uso dell'energia e potenziando la produzione di energia da fonti rinnovabili. Non solo, ma si prevede anche di promuovere la qualità tecnica di impianti, apparecchiature, combustibili e carburanti, e la gestione razionale della mobilità e dei trasporti di passeggeri e merci, anche migliorando l'offerta di trasporto pubblico locale.
E’ previsto, tra l’altro, anche l'utilizzo di tecnologie innovative e dei meccanismi flessibili del protocollo di Kyoto, e di programmi per promuovere l'efficienza energetica e per favorire l'utilizzo di beni e servizi a basso impatto ambientale.

E’ lasciato a un documento di indirizzi il compito di stabilire obiettivi, programmi, stima dei fabbisogni finanziari per la riduzione delle emissioni in atmosfera, il miglioramento della qualità dell'aria e l'incremento di efficienza del sistema energetico regionale.
Sulla base del documento di indirizzi bisogna poi approvare un programma regionale di interventi per la qualità dell'aria di durata triennale, aggiornabile con frequenza annuale, al fine di individuare obiettivi specifici e le zone e gli agglomerati del territorio regionale, in base ai parametri rilevanti della qualità dell'aria, alle caratteristiche orografiche e meteo-climatiche, alla densità abitativa e alla disponibilità di servizi di trasporto pubblico locale.

In attuazione dei principi di collaborazione e sussidiarietà, è attribuita a un tavolo permanente la funzione di consultazione istituzionale con le province, i comuni le associazioni rappresentative, in ordine sia alla predisposizione ed attuazione degli strumenti di programmazione sia alla gestione delle misure di emergenza. Il tavolo istituzionale comprende anche una cabina di regia dedicata al confronto specifico con le province lombarde, con compiti di coordinamento territoriale, e con i comuni capoluogo, nonché un'articolazione dedicata all'area metropolitana milanese.

Gli obiettivi della programmazione per la qualità dell'aria sono coordinati con quelli del Programma energetico ambientale regionale (PEAR) e con la programmazione regionale delle produzioni bioenergetiche.

Il monitoraggio della qualità dell'aria, mediante la rete regionale di rilevamento della qualità dell'aria, è compito dell’Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente.

In coerenza con le politiche comunitarie in tema di efficienza energetica e riduzione dei gas-serra, la Regione, in accordo con le autonomie funzionali, promuove accordi e iniziative rivolte alle imprese, e con gli enti locali.

E’ la regione che assicura la più ampia diffusione al pubblico delle informazioni sulla qualità dell'aria, anche attraverso lo sviluppo di strumenti telematici e multimediali e l'orientamento dei programmi educativi alle buone pratiche e alla responsabilità ambientale.
Regionale è il potere sostitutivo sugli enti locali in caso di accertata inattività nel compimento di atti obbligatori per legge, negli ambiti di propria competenza legislativa e nel rispetto del principio di leale collaborazione.

E’sempre la regione a promuovere e sostenere lo sviluppo e l'adozione di nuove tecnologie che adottino sistemi di risparmio di energia e di materia al fine di ridurre sostanzialmente gli impatti ambientali delle lavorazioni industriali.

Attraverso l'ARPA si devono stabilire le modalità per ridurre e certificare il consumo energetico degli edifici esistenti, e di nuova costruzione, le disposizioni per l'esercizio, il controllo, la manutenzione e l'ispezione degli impianti termici, i requisiti minimi di prestazione energetica degli impianti per la climatizzazione invernale ed estiva, degli impianti per la produzione di acqua calda sanitaria e dei generatori di vapore a uso civile, l'installazione di impianti di riscaldamento centralizzati a combustione autonoma e la diffusione di sistemi di termoregolazione degli ambienti e di contabilizzazione del calore, nonchè la diffusione di sistemi di alta qualità energetica ed ecosostenibilità ambientale degli edifici, di metodologie costruttive di bioedilizia e di sistemi di filtraggio delle emissioni degli impianti termici.

La Regione determina le misure di limitazione alla circolazione e all'utilizzo dei veicoli e ne definisce le modalità di attuazione, tenendo conto della qualità dell'aria e delle condizioni meteorologiche, e graduando le misure in ragione del carico di emissioni inquinanti delle diverse tipologie di veicoli.

Attraverso l’attività di programmazione, si devono promuovere misure e iniziative per il rinnovo del parco veicolare pubblico e privato, la diffusione di filtri antiparticolato, l'utilizzo di carburanti a basso impatto ambientale, l'utilizzo di forme di trazione a basso impatto ambientale, come quelle elettriche e ibride, l'utilizzo di sistemi di recupero dei vapori delle benzine dagli impianti di distribuzione di carburanti, e la diffusione di erogatori di metano, GPL, bio-combustibili ed energia elettrica.

In concerto con gli enti locali, si possono promuovere piani e progetti per agevolare l'integrazione dei sistemi di trasporto, regolamentare l'accesso ai centri urbani privilegiando i veicoli a basso impatto ambientale e migliorando l'offerta di trasporto pubblico, definire tariffe per la sosta, l'accesso alle aree urbane e la percorrenza di itinerari stradali, organizzare servizi di trasporto innovativi, quali car pooling e car sharing, integrare l'offerta di trasporto pubblico con servizi di trasporto a chiamata, agevolare la circolazione dei mezzi pubblici e istituire zone a traffico limitato, nonché accelerare il rinnovo del parco mezzi destinati al trasporto pubblico locale e promuovere l'utilizzo dei carburanti a basso impatto ambientale.

La Regione promuove sia piani, programmi e progetti degli enti locali e dei consorzi per l'incremento della mobilità ciclistica e pedonale, sia controlli annuali obbligatori dei gas di scarico riguardanti tutti i veicoli a motore.

Non mancano riferimenti all'adozione delle migliori tecniche disponibili per la conduzione e la gestione delle aziende agricole e degli allevamenti funzionali anche al contenimento di emissioni e alla prevenzione della formazione e dispersione in atmosfera di particolati fini, nonché alla promozione di interventi di gestione sostenibile del patrimonio forestale, di afforestazione, di riforestazione e di rivegetazione volti all'assorbimento di carbonio atmosferico, al contenimento di inquinanti e alla costituzione di depositi di carbonio agro-forestali. Si favorisce anche la realizzazione, da parte di province e comuni, di interventi di rivegetazione diffusa.

Sono disposte anche misure di limitazione alla circolazione e all'utilizzo di veicoli che possono essere ridefinite a seguito all'avvenuto rispetto, per dodici mesi consecutivi, dei limiti di concentrazione previsti dalla normativa vigente, e il riconoscimento di un credito d'imposta per il rinnovo e la riqualificazione del parco autobus.

Tra le norme finali della legge si prevede, oltre alle sanzioni anche, la valutazione dei risultati e un’apposita relazione biennale al Consiglio regionale.
Elia Bova

 
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