edizione numero
284
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - LUGLIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
novembre 2009
Una bistecca ( in meno) cambierà il mondo.
Per molti anni abbiamo pensato che per diminuire le emissioni di gas serra nell'atmosfera fosse necessario intervenire sulle caldaie e sui mezzi di trasporto, ovvero cambiare combustibili, diminuire la temperatura delle nostre case, contrastare la diffusione esponenziale delle auto, introdurre le targhe alterne, ora invece, rifatti i conti, scopriamo che sarebbe bastato rinunciare a qualche fettina!
Anche il precetto cattolico del" venerdì di magro" ci appare oggi come un efficace intervento "Salva mondo" più che "Salva anime".
L’autorevole World Watch Magazine ci informa infatti che il consumo di carne è molto più devastante di quanto non si pensi giacché oltre metà dei gas serra prodotti all’uomo sono emessi dagli allevamenti industriali di bestiame.
I dati diffusi dallo stesso istituto e dalla Fao nel 2006 ci informarono che il settore della produzione di carne esprimeva il 18% delle emissioni totali di gas serra dovute alle attività umane, quasi quanto prodotto dalla industria e significativamente di più del settore dei trasporti (13,5%).
Ma secondo le più recenti rilevazioni effettuate dagli autori di questo recente rapporto, Goodland e Anhang, il bestiame (bovini, pecore, maiali, galline, ecc.) immettono nell’atmosfera quasi 32.6 miliardi di tonnellate di biossido di carbonio all’anno, ovvero il 51 % delle emissioni prodotte ogni anno nell’intero pianeta.
Descrive efficacemente Alessandra Farkas in un suo articolo apparso sul Corriere della Sera del 21 u.s. che "per la produzione di 225 grammi di patate si emette una quantità di CO2 pari a quella generata dal guidare un'auto per 300metri.
Per la stessa quantità di asparagi, è come guidare la stessa auto per 440 metri.
Per la carne di pollo, molto di più: 1,17 km, per il maiale 4,1 km, per il manzo 15,8 chilometri".
Sostiene Lord Stern, già consigliere del governo Blair, che "produrre carne è uno spreco d'acqua e produce una grande quantità di gas serra, una dieta vegetariana è meglio",
ma questo appello Lord Stern non lo rivolge solo ai governanti, Obama in particolare, ma ai singoli individui.
Ancora una volta le scelte dei singoli possono nel loro totale determinare effetti davvero rilevati. Come e dove ?
In casa, isolando gli edifici, utilizzando meglio gli elettrodomestici, eliminando lo "standby” dagli elettrodomestici (semplicemente staccandone la spina).
In auto, garantendo la migliore manutenzione, disciplinando e riducendo la velocità.
A tavola, estendendo il consumo di prodotti vegetali e diminuendo il consumo di carne (oggi pari a 224 grammi/giorno per i paesi ricchi) e portandolo a 90 grammi /giorno che corrisponde all’incirca al peso di una bistecca od un hamburger.
Tra i tanti benefici attesi anche quello sanitario: meno malattie cardiache, meno obesità e
meno casi di cancro al colon.
Può essere d’aiuto a questo comportamento “ambientalmente corretto” quanto recentemente deciso in Svezia ove sono state introdotte etichette applicate sui prodotti alimentari con riportate le emissioni di Co2 legate alla produzione.
Non varrebbe la pena di segnalarlo, se non fosse vero, che in Argentina per abbattere le emissioni di “gas corporei” (metano) prodotte dai bovini durante la digestione delle fibre vegetali e quindi per non modificare le modalità di produzione e consumo delle carni, si sta sperimentando “ un serbatoio gonfiabile attaccato all’animale che raccoglie tali emissioni “ climalteranti” (feci e flatulenze) .
Non pensavo che per non modificare il nostro stile di vita e di consumo alimentare si sarebbero messi… i pannoloni alle mucche!
Sergio Saladini.
Sergio Saladini