ottobre 2009
LA CICOGNA E GLI UCCELLI MIGRATORI
La cicogna nera
Al contrario della sua stretta parente bianca, la cicogna nera (Ciconia nigra) è molto meno conosciuta e molti ne ignorano addirittura l’esistenza. È, in realtà un specie molto diffusa nei Paesi orientali europei e in passato anche in molte parti del centro e del nord Europa. Negli ultimi anni ha iniziato ad apprezzare anche aree più meridionali, come l’Italia e la Francia, una volta solo territori di passaggio migratorio e oggi, anche se ancora in maniera sporadica, di nidificazione. In Spagna esiste addirittura una popolazione che è diventata stanziale e non migra più.
Considerando più specificamente la sua distribuzione geografica, la cicogna nera è una specie migrante che occupa un areale di nidificazione e di svernamento compresi tra l’Eurasia fino al 63° parallelo Nord e l’Africa Meridionale fino al 35° parallelo Sud. La popolazione più occidentale si trova in Spagna, al confine con il Portogallo; altre popolazioni si trovano sparse in Europa Centrale e nei Balcani. Proseguendo verso Est, l’areale diventa più continuo, e interessa la Turchia nord-orientale, il Caucaso e una vasta zona della Russia che si estende fino alle coste dell’Oceano Pacifico. Il punto più meridionale dell’areale si trova in Sudafrica dove risiede una popolazione probabilmente stanziale.
Importante è suddividere l’areale di riproduzione, che comprende l’Eurasia e l’Africa Meridionale, da quello in cui gli individui vanno a svernare, e cioè l’Africa Centrale per le popolazioni eurasiatiche e la fascia comprendente il Pakistan, l’India Settentrionale, il Bangladesch e la Cina Meridionale per le popolazioni asiatiche.
La popolazione europea può essere suddivisa, come per la cicogna bianca, in due gruppi: le cicogne nere occidentali e quelle orientali. Le prime migrano dall’Ovest dell’Europa e, passando sopra la Spagna, attraversano lo Stretto di Gibilterra e vanno a svernare nell’Africa occidentale. La maggior parte delle coppie nidificanti nell’Europa occidentale si trovano in Spagna, in Belgio, in Lussemburgo, in Francia ed in Italia. Da dati recenti sembrerebbe crescere la tendenza di alcuni individui a scegliere il passaggio migratorio autunnale a est di Gibilterra fin sopra la Corsica, la Sardegna e la penisola Italiana.
Le cicogne nere orientali occupano, invece, una fascia di territorio che si estende dalla Danimarca fino alla Grecia e alla Turchia. La maggior densità di coppie nidificanti si trova nella Russia Bianca, in Lettonia e in Polonia.
Il loro viaggio migratorio passa per il Bosforo per poi dirigersi verso l’Africa orientale, luogo in cui questi uccelli vanno a svernare. La via di migrazione di alcune di queste popolazioni non è però ancora chiara, in quanto individui residenti in Danimarca, Germania, Austria, Repubblica Ceca e Slovacchia sono stati osservati passare sopra la Spagna, durante la migrazione estiva.
In Italia, dove la cicogna nera è alquanto rara, la prima nidificazione accertata è stata segnalata nel 1994 in Piemonte, nel Parco Naturale del Monte Fenera situato nella Valle del fiume Sesia, tra le province di Novara e Vercelli.
La cicogna nera predilige zone boschive con una vegetazione particolarmente lussureggiante, dove ricca è la presenza di corsi d’acqua più o meno grandi: torrenti, ruscelli, fiumi, laghi, stagni, macchie paludose, radure acquitrinose e prati umidi; tutti luoghi dove poter reperire il cibo necessario al proprio sostentamento e a quello dei piccoli.
Le cicogne nere tendono a disperdersi e a spaziarsi molto sul territorio; è stato calcolato che, di norma, una coppia riproduttiva può occupare un’area molto estesa che può andare dai 50 ai 150 km2.
Risulta, comunque, una specie adattabile anche a nuove situazioni, per esempio pareti rocciose e caverne, senza però trascurare il fattore isolamento e disturbo antropico, dai quali, a differenza della cicogna bianca, essa sembra non transigere.
La silhouette in volo della cicogna nera è distinguibile abbastanza facilmente da quella della cicogna bianca, a causa del collo più stretto, la testa più grossa, il becco più evidente e le ali più strette; è inoltre leggermente più piccola e più leggera, mentre maggiori e più evidenti differenze riguardano la livrea del suo piumaggio, completamente nero salvo che per la parte inferiore del torace, dell’addome, delle ascelle e del sottocoda, che sono bianche.
L’altezza può variare dai 95 ai 100 cm, con il maschio di solito leggermente più grande della femmina, anche se non esiste un evidente dimorfismo sessuale. L’apertura alare raggiunge i 145 -155 cm, mentre il peso può oscillare tra 2,5 e i 3 kg. Possiede lunghe zampe, con il tarso che può avere una lunghezza di 18-20 cm; il becco misura in media 16-18 cm.
La cicogna nera è meno legata agli ambienti acquatici rispetto alla sua parente bianca e cammina spesso anche su terreni duri, per questo motivo possiede unghie e dita più corte e solo debolmente palmate; in particolare risulta molto ridotto il primo dito, così da rendere le sue impronte più facilmente riconoscibili. L’adulto è di colore nero con riflessi metallici che vanno dal verde al rosso purpureo, mentre è bianco nelle parti inferiori del corpo. Le zampe, il becco e l’anello perioculare sono di color rosso vivo e gli occhi marroni. Le penne nere della gola sono leggermente allungate a formare un petto irsuto, particolarmente evidente nei momenti di riposo.
Alla schiusa i piccoli sono ricoperti da un piumino bianco e le zampe sono di colore giallo-verde. Dopo 60 giorni il piumino è quasi completamente sostituito da penne nere e i giovani assumono aspetto simile agli adulti; la colorazione si avvicina, però, più al bruno-marrone, le zampe e il becco sono ancora di color giallo-verde e il piumaggio è meno lucido e brillante che nell’adulto.
Dopo il primo anno di vita, gli immaturi, detti “di secondo anno”, hanno becco e zampe di colore rosso-arancio, l’anello perioculare rosso appena accennato e il piumaggio della testa e del collo ancora di color bruno-nero. Il piumaggio definitivo compare solo a partire dal secondo anno d'età, ma la brillantezza di quello adulto solo nel terzo anno.
Quindi, al loro secondo ritorno dall’Africa le cicogne di tre anni hanno il becco, le zampe e il contorno attorno all’occhio di color rosso vivo. Tutte le penne sono ormai di un nero vivo e brillante che, al sole, si ravvivano di una lucentezza metallica che sfuma dal verde al bordeaux.
Nidi ben nascosti
Gli individui adulti giungono nei luoghi di nidificazione all’inizio di primavera, solitamente tra febbraio e marzo, e si stabilizzano subito nel vecchio territorio. Prima arriva il maschio, seguito a breve dalla femmina. Dopo la costruzione o la ricostruzione del nido, segue la fase del corteggiamento e dell’accoppiamento che avvengono sempre e solo sul nido o nelle immediate vicinanze. Il luogo scelto per la nidificazione può variare a seconda delle regioni e a seconda del disturbo, infatti, la cicogna nera è particolarmente schiva e tende a scegliere posti nascosti e difficilmente individuabili. Così è possibile trovare i nidi tra i rami di grandi alberi, di solito dominanti sulla vegetazione circostante, posti su colline o a mezza costa su versanti aperti.
I nidi sono costruiti generalmente nella parte superiore della pianta, ma mai in cima. In genere sono posti su un ramo laterale, in posizione distale rispetto al tronco in modo da facilitare l’entrata e l’uscita degli individui. Nelle regioni del Centro Europa, ad esempio, la maggior parte dei nidi vengono costruiti in aree boschive prevalentemente pianeggianti o di bassa collina situati al centro di grandi vallate percorse da torrenti pescosi. Il nido può anche essere costruito su sporgenze, pendii di roccia scoscesi e in grotte poco profonde, luoghi scelti per la comodità di accesso e per la sicurezza da dare ai nidiacei; di solito non nidifica in colonie. Ad esempio in Spagna, in Austria, nei Carpazi, in Russia e in Sud Africa la specie frequenta zone di falesia dove nidifica spesso su ripidi picchi, pendii, pareti rocciose e in caverne. Nella maggior parte dei casi si tratta di nidi isolati, ma non è difficile imbattersi in pareti con tre o più nidi.
La scelta del sito di nidificazione è sicuramente legata al fattore sicurezza; al contrario della cicogna bianca, la cicogna nera è infatti molto riservata e quindi un luogo in grado di nascondere gli occupanti il nido e nello stesso tempo facilmente accessibile risulta ideale per una coppia riproduttiva.
Nelle cicogne nere è innata la tendenza a cambiare spesso negli anni il sito di nidificazione per svariati motivi, tra i quali il disturbo da parte dell’uomo o di qualche predatore o la caduta e la distruzione dello stesso. Non mancano, tuttavia, casi in cui il nido è stato riutilizzato per più anni consecutivi, è il caso di un nido in Ungheria che è stato utilizzato ininterrottamente dal 1987 al 2000, con successo in tutte le stagioni riproduttive.
Per la costruzione del nido sono usati rami secchi di differente diametro e di varie specie arboree; la coppa interna è rivestita invece da muschio, ciuffi d’erba e foglie. I nidi costruiti ex novo sono relativamente piccoli, con un diametro di 50 cm e una altezza di 20-25 cm, mentre quelli riutilizzati e quindi riadattati e rinnovati possono raggiungere anche diametri di 1,5 m ed uno spessore tra i 50 ed i 115 cm.
La deposizione delle uova avviene in genere da metà aprile a metà giugno; in genere la covata è una sola, ma, in caso di insuccesso, è possibile un eventuale rimpiazzo delle uova. Il numero delle uova può variare da 3 a 5, eccezionalmente 6; sono di forma subovale o subellittica corta, lisce e di colore bianco, hanno dimensioni variabili, con lunghezza media di 65 mm e una larghezza media di 49 mm; lo spessore del guscio varia da 0,35 a 0,45 mm. Il peso oscilla tra 81 e 94 gr. Le uova vengono deposte a intervalli di due giorni l’una dall’altra e l’incubazione, effettuata da entrambi gli individui della coppia, dura dai 28 ai 46 giorni. Si distinguono dalle uova di cicogna bianca, oltre che per le dimensioni minori, anche per la presenza di una membrana interna verde anziché giallastra.
La schiusa delle uova è asincrona, i pulcini si presentano ricoperti da un piumino termoisolante bianco con le zampe e il becco di colore giallo-verde. I piccoli di cicogna nera sono semi-inetti, hanno gli occhi aperti e restano sempre al nido.
Come nella cicogna bianca, i genitori si alternano al nido, così da poter andare a procurare a turno il cibo per crescere i pulli; all’inizio il cibo viene rigurgitato dagli adulti direttamente nella gola, in seguito, sul fondo del nido dal quale i piccoli si servono.
La crescita è molto veloce, infatti, dopo pochi giorni compaiono gli astucci alari e a una trentina di giorni dalla nascita compaiono le prime penne nere; tra i 63 ed i 71 giorni lo sviluppo è praticamente completato e dopo poco tempo i giovani diventano indipendenti.
All’inizio gli adulti seguono i giovani per insegnar loro le tecniche di volo e di caccia, in seguito li abbandonano e da soli dovranno affrontare la loro prima trasvolata in terra d’Africa, nel periodo compreso tra la metà di agosto e la metà di ottobre.
La cicogna nera si nutre essenzialmente di rane, pesci, crostacei e insetti; di rado nella sua dieta possono entrare anche salamandre, tritoni, lucertole e piccoli mammiferi; stabilisce il luogo dove nidificare anche in base alla disponibilità di risorse trofiche, quindi vicino a fiumi, torrenti, stagni, macchie paludose, prati umidi, laghi e risaie. In questi luoghi va a caccia di solito da sola, raramente in gruppo.
In genere per pescare non utilizza strategie particolarmente ingegnose; di solito non pesca “alla posta”, come in genere fanno gli aironi, ma si muove di continuo in specchi d’acqua poco profondi per catturare le eventuali prede con scatti fulminei del lungo collo munito di un becco particolarmente abile, oppure sondando, sempre con il becco, nei fondali, nella vegetazione e, di rado, anche sotto le pietre alla ricerca di piccole prede. Catturata la preda, questa viene inghiottita oppure messa nelle ingluvie, una dilatazione dell’esofago, da dove verrà rigurgitata, al nido, per nutrire i pulli.
La cicogna nera è una specie particolarmente timida e schiva; al contrario della sua parente bianca, che nidifica in vicinanza di costruzioni umane e non sembra affatto disturbata dalla presenza dell’uomo, la cicogna nera evita assolutamente la sua presenza e tende a vivere e a nidificare in aree selvagge dove la presenza umana è ridotta al minimo. Nei dintorni del nido le cicogne nere stabilisco dei posatoi strategici per il controllo del territorio; alberi o rocce posti in posizioni dominanti risultano quindi di fondamentale importanza nel controllo e nell‘eventuale difesa dell’accesso al nido contro potenziali predatori. Così è molto comune osservare individui che restano appollaiati su questi posatoi anche per ore, guardandosi in giro e lisciandosi le penne, prima di entrare in picchiata nel nido nascosto. Al nido la vita risulta particolarmente tranquilla, infatti, a parte il periodo della cova in cui l’alternarsi dei genitori movimenta un po’ la giornata, dopo la schiusa gli unici momenti in cui succede qualcosa sono quelli in cui l’adulto giunge al nido, rigurgita il pescato ai piccoli e riparte immediatamente. Gli occupanti il nido trascorrono la giornata pulendosi e lisciandosi le penne, anche reciprocamente, altrimenti dormono.
Testi tratti parzialmente dalla collana “Atlante degli animali” del Corriere della Sera, anno 2006
Gianluca Ferretti