NATURA
luglio 2009
LA CICOGNA E GLI UCCELLI MIGRATORI
L’origine degli uccelli e delle cicogne
La classe degli Uccelli è una delle più vaste del mondo animale, basti pensare ai 24 ordini e alle oltre 9000 specie del superordine dei Neognati, il gruppo che comprende la stragrande maggioranza degli uccelli oggi esistenti. Tra i Vertebrati è una classe tra le più omogenee per aspetto e organizzazione anatomica. Tra i caratteri comuni ci sono: l’omeotermia, cioè la capacità di mantenere alta e costante la temperatura interna corporea; l’oviparità, ossia la riproduzione tramite la deposizione di uova; la bipedia, ovvero la capacità di camminare su due zampe; la circolazione doppia e completa, in cui il sangue passa due volte attraverso il cuore. Ciò che li contraddistingue dagli altri Vertebrati sono gli esclusivi adattamenti anatomici per il volo. Un corpo rivestito di penne, uno sterno carenato adatto all’inserzione dei muscoli per il volo, ossa cave e più leggere, arti anteriori con dita parzialmente fuse assieme, trasformati in ali, e una coda ridotta sono i caratteri che hanno permesso agli appartenenti a questa classe la conquista di tutti gli ambienti e una imponente radiazione adattativa, cioè una diversificazione evolutiva sia comportamentale che ecologica delle varie specie, che ha permesso loro di adattarsi ai più disparati ambienti esistenti sulla terra.
L’origine degli uccelli può esser fatta risalire a un gruppo di Dinosauri vissuti nel Cretaceo Inferiore, circa 146 milioni d'anni fa. Per i paleontologi la prova più evidente che gli uccelli si siano evoluti dai rettili si trova impressa nelle lastre di scisto litografico rinvenute nel 1860 negli strati calcarei del Giurassico Superiore di Solnhofen, in Baviera (Germania); essa è costituita dall’Archeopterix lithographica, un piccolo dinosauro con corpo e coda da rettile e ali e penne da uccello.

Nel corso degli anni vi sono state infinite discussioni sulla storia evolutiva di Archeopterix, in particolare su quali fossero i rettili più vicini agli uccelli, e vennero formulati almeno cinque diversi modelli sulla loro possibile origine:
- da coccodrillomorfi primitivi, sulla base di caratteri comuni quali la streptostilia, un tipo di sospensione della mandibola al cranio che per esempio nei serpenti consente un’ampia apertura della bocca, la presenza di sacche aeree in alcune ossa craniche e alcuni caratteri della scatola cranica.
- da Arcosauri primitivi, un super-ordine di rettili vissuti durante l’era Mesozoica, circa 245-65 milioni di anni fa.
- da Megalancosaurus, un arcosauromorfo arboricolo del Triassico Superiore.
- dai mammiferi, per le loro caratteristiche comuni, quali l’omeotermia, una circolazione doppia e completa, eccetera. La biologia molecolare ha confermato in parte queste affinità, anche se sussiste ancora un parziale disaccordo tra i dati molecolari e quelli morfologici.
- dai dinosauri; è l’ipotesi che trova più credito, infatti sono state elencate numerose somiglianze tra il cranio e il resto dello scheletro di Archeopterix e quello di dinosauri Teropodi evoluti, affini ai Dromeosauri, quali il Deinonychus.


Nell’Archaeopteryx era già presente un’attitudine al volo; esistono al riguardo due teorie: la prima, detta teoria arborea, sostiene che esso, dopo essersi arrampicato sugli alberi, si produceva in grandi planate per spostarsi o per catturare prede; secondo la teoria terrestre invece, esso, rincorrendo le prede, spiccava notevoli salti aiutandosi con le ali. Per molti studiosi l’Archeopterix potrebbe rappresentare una forma di transizione tra i rettili e gli uccelli, per altri invece rappresenterebbe solo un vicolo cieco dell’evoluzione, un ramo estintosi senza lasciare tracce evidenti nei suoi eventuali discendenti.
Gli Uccelli moderni sono divisi in Paleognati e Neognati in base a una differenza nell’organizzazione della volta del palato, ritenuta più evoluta nei secondi; in quest’ultimo gruppo è compresa la maggior parte degli uccelli oggi esistenti. Nei Neognati sono riconoscibili 22 ordini; tra questi quello dei Ciconiiformi comprende uccelli apparentemente molto diversi fra di loro, ossia le famiglie degli Ardeidi (aironi, garzette, tarabusino), dei Balenicipitidi (Balaeniceps rex o becco a scarpa), degli Scopidi (Scopus umbretta o uccello martello), dei Ciconidi (cicogne), dei Treschiornitidi (spatole e ibis), dei Fenicotteridi (fenicotteri) e degli avvoltoi del Nuovo Mondo della famiglia dei Chatartidae, quali il condor o avvoltoio delle Ande (Vultur gryphus) e l’avvoltoio dal collo rosso (Cathartes aurea). La maggior parte di questi uccelli si è evoluta verso la fine del Cretaceo, circa 65 milioni di anni fa. Gli antenati delle cicogne si presume possano risalire all’Eocene della Cina, circa 56 milioni di anni fa, o almeno all’Oligocene dell’Egitto, circa 35 milioni di anni fa, mentre gli avvoltoi del Nuovo Mondo risalgono a partire dall’Eocene. Vi è anche un esemplare, Palaelodus ambiguus, vissuto dall’Oligocene Superiore al Miocene Inferiore, che risulterebbe imparentato con i Ciconiiformi attuali. Spesso Palaelodus e le forme affini sono state indicate come possibili antenati dei fenicotteri. Tuttavia, di recente, essi sono stati considerati più simili alle cicogne e rappresenterebbero un ramo abbastanza tardo del gruppo principale dei trampolieri vissuti dall’Oligocene Superiore al Pliocene Inferiore in Europa, in Africa e nell’America Settentrionale. In realtà si conosce ben poco sull’aspetto del capo e del becco del Palaelodus, si resta perciò ancora nel campo delle supposizioni.
Linneo, il grande sistematico svedese padre della nomenclatura binomia, classificò e diede il nome di Ardea ciconia alla cicogna bianca. La sistematica linneana attribuisce oggi la specie al genere Ciconia, facente parte della famiglia Ciconiidae, una delle più note dell’ordine dei Ciconiiformes.

Testi tratti parzialmente dalla collana “Atlante degli animali” del Corriere della Sera, anno 2006
Gianluca Ferretti

 
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