edizione numero
284
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - LUGLIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
maggio 2009
TUTELA DELLA PICCOLA FAUNA IN LOMBARDIA
Finalmente! Era ora!
Questi sono i commenti più diffusi che da un po’ di tempo a questa parte in Lombardia si registrano riguardante un argomento non molto conosciuto.
Forse è il caso di dire anche sottovalutato.
Mi riferisco alla tutela giuridica della “piccola fauna” .
Anfibi, rettili, invertebrati non sono mai stati considerati dai “media” meritevoli d’attenzione.
Errando clamorosamente.
La tutela dell’ambiente parte anche dalla difesa di queste piccole specie indifese.
Esse rappresentano al giorno d’oggi dei validissimi “sensori ambientali” tanto da essere considerati a livello internazionale come indicatori biologici dello stato di salute di un ecosistema.
Dall’altra parte questa “piccola fauna” è considerata a rischio di scomparsa (vedi spugna d’acqua dolce, gamberi d’acqua dolce ecc.)
A livello europeo la Convenzione di Berna del 1979 e la Direttiva “Habitat” n. 92/43/CEE dettano norme per la salvaguardia della biodiversità animale e vegetale e per la conservazione degli habitat naturali e seminaturali.
L’Italia ha ratificato le norme internazionali con L. 503/81 e poi con D.P.R. 357/97, ma attualmente non vi è ancora una legge quadro nazionale rivolta a tale argomento.
Ecco allora che le Regioni, talune, entrano in campo per colmare tale vuoto.
La Regione Lombardia, a dir la verità, già nel 1977 con la legge n. 33 “ Provvedimenti in materia di tutela ambientale ed ecologica” aveva disciplinato, tenuto conto dell’epoca, in maniera adeguata la materia.
Ma come precedentemente detto nel corso degli anni sono intervenute sostanziali ed ulteriori necessità di salvaguardia di altre specie e non solo quelle indicate quali lumache, rospi, rane, gamberi e formiche.
La Direttiva “Habitat” infatti cita rettili ed altri invertebrati.
Ecco allora che Finalmente! Era ora! Ha un senso in Lombardia visto che esattamente un anno fa, sul B.U.R.L. del 4 aprile 2008 viene pubblicata la L.R. 31 marzo 2008 n. 10 “Disposizioni per la tutela e la conservazione della piccola fauna, della flora e della vegetazione spontanea” che abroga la precedente Legge regionale n. 33/77.
Le novità sono molte e significative.
Oltre ad ampliare le specie da tutelare vi è un’aspetto che mi preme sottolineare.
Nella precedente legge si citava il termine di “esemplare” rivolto all’animale da proteggere.
La nuova legge ha inserito quello di “individuo” riconoscendo a mio parere uno “status” giuridico più elevato e consono al dibattito attuale che si sta svolgendo attualmente rivolto alle specie animali.
Infatti in Spagna vi è un dibattito in corso riguardante una proposta di legge che tende a riconoscere alcuni diritti ai “primati” (gorilla, babbuini ecc.) equiparandoli al livello della specie umana.
E’ infatti oramai riconosciuto che gli animali sono esseri “senzienti” e provano sentimenti alla pari dell’uomo.
La concezione che l’animale è pari ad una macchina e che non prova dolore è assolutamente da eliminare.
Dal Dizionario della lingua italiana il termine “individuo” indica “ciascun ente reale preso a sé e distinto da ogni altro della medesima specie – persona singola”.
Dopo un anno dall’entrata in vigore della legge, su tutto il territorio lombardo sono stati organizzati corsi di formazione e aggiornamento rivolti sia agli agenti della Polizia Provinciale che alle Guardie Ecologiche Volontarie individuate dalla normativa quali organi di vigilanza.
Proprio in questo periodo (dal 1/3 al 30/9) è vietata la cattura di tutte le specie di molluschi dei generi helix e cantareus, ovvero le lumache, molto appetite per motivi gastronomici.
Ed il Saettone (grosso serpente nostrano innocuo) ringrazia!
Federico di Lucchio