NATURA
aprile 2009
Il controllo della nutria: un'emergenza gestionale
Da un numero sempre maggiore di aziende agricole e di Comuni, soprattutto della Bassa milanese, pervengono al Servizio Faunistico della Provincia di Milano richieste di intervento per il controllo delle popolazioni di nutrie, che ormai hanno abbondantemente colonizzato tutti i corsi d’acqua.

Rogge, fossi, canali, cave, laghetti di pesca sportiva, stagni e specchi d’acqua anche in mezzo ai centri abitati, pullulano di questi grossi roditori alloctoni originari del Sudamerica.

Giungono oggi segnalazioni sempre più frequenti anche da singoli privati, che trovano nutrie al pascolo nei giardini di casa e addirittura a sguazzare nelle piscine di proprietà nonché da istituti scolastici. Contestualmente, i danni certificati dai periti alle sponde dei corsi d’acqua, alle capezzagne delle risaie e alle colture soprattutto di mais, non cessano di lievitare.

Occorre chiarire che le Province lombarde sono autorizzate a intervenire per controllare questa specie in virtù della legge regionale n. 20 del 2002 – espressamente dedicata alla nutria – nonché in contemporanea applicazione dell’art. 41 della legge regionale n. 26 del 1993 sull’attività venatoria, che tratta del controllo della fauna selvatica in senso generale. Altrettanto importante precisare che l’attività di controllo e contenimento della fauna non ha nulla a che spartire con la caccia, in quanto la prima non è soggetta alle limitazioni di tempo e luogo né di metodi, cui invece soggiace la seconda. Tuttavia, proprio per la particolarità degli interventi di controllo faunistico, gli operatori di supporto ai Corpi di vigilanza (Polizia provinciale, Guardie Ecologiche Volontarie e Vigilanza venatoria volontaria) devono essere appositamente formati e abilitati dalle Province tramite specifici corsi, anche se le condizioni di base rimangono il possesso di porto di fucile a uso caccia e di assicurazione per responsabilità civile verso terzi.
Ai sensi delle leggi rammentate, il controllo operato dal Servizio Faunistico provinciale si è sempre fondato prioritariamente sulla cattura degli animali per mezzo di apposite gabbie-trappola, le quali vengono posizionate in particolare presso i punti di passaggio delle nutrie da e per i corsi d’acqua, chiamati “scivoli”.
Le gabbie contenenti i soggetti catturati vengono successivamente deposte all’interno di speciali contenitori ermetici in acciaio, definiti “box di soppressione”, versandovi una dose di cloroformio. Chiuso il contenitore, si attendono alcuni minuti, necessari affinché il cloroformio conduca la nutria dal sonno alla morte.
Le carcasse vengono poi smaltite presso centri autorizzati, in quanto classificate quali “rifiuti speciali”. Operazioni d’intervento con arma da fuoco a canna liscia – ossia comuni fucili da caccia – sono stati finora compiute solo dal Corpo di Polizia provinciale. Oggi però, in aggiunta agli strumenti normativi sopra citati, è in vigore anche la L.R. n. 33 del 23/12/2008 la quale, espressamente modificando la preesistente L.R. n. 20 del 2002, ha introdotto la possibilità per le Province, d’intesa con i Sindaci dei Comuni interessati, di autorizzare l’abbattimento diretto delle nutrie senza prima praticare metodi ecologici cosiddetti incruenti, come appunto il trappolaggio. Ovviamente, l’intervento con arma da fuoco, oltre a necessitare degli operatori autorizzati già enumerati, richiede il rispetto delle leggi e norme di pubblica sicurezza nonché sanitarie (rilevante per le corrette modalità di recupero e manipolazione delle carcasse). Su quest’ultimo aspetto dei risvolti sanitari, la Provincia di Milano non ha certamente tralasciato la strada della ricerca e dell’accertamento scientifico. È infatti in corso, a seguito di apposita convenzione stipulata con l’Università degli Studi di Milano – Dipartimento di Patologia Animale, Igiene e Sanità Pubblica Veterinaria, un progetto finanziato dalla Provincia di analisi dei liquidi organici su un campione molto significativo di nutrie catturate, allo scopo di stimare il reale rischio sanitario e ambientale derivante dalla massiccia presenza di questi animali sul territorio provinciale. Il ben chiaro proposito dell’Assessorato alla Caccia, Pesca e Polizia provinciale e del Servizio Faunistico è perciò quello di utilizzare ogni possibile metodo per un’efficace soluzione, sollecitando al contempo tutte le Amministrazioni comunali coinvolte dall’emergenza a dare piena collaborazione alla Provincia per la completa attuazione delle leggi vigenti.


foto da www.venafro.info
Massimo Marracci
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