NATURA
marzo 2009
IL MONDO DEGLI INSETTI
Gli Omotteri
Appartengono al gruppo degli omotteri insetti dalle dimensioni molto differenti, dai minuscoli afidi che superano raramente i 2-3 millimetri di lunghezza, alle grandi cicale che possono raggiungere anche la misura di quattro centimetri, con un’apertura lare di 10 centimetri.
La maggior parte degli omotteri è alata, ma alcune generazioni di afidi possono essere attere. Questi insetti possiedono due paia di ali, con le posteriori membranose e disposte a tetto durante il riposo e le anteriori che possono essere sia membranose che indurite e mai divise in due parti; omottero deriva infatti dal greco homos che significa “uniforme”, in riferimento alle sue ali anteriori.
Tutti i rappresentanti di questo ordine sono fitofagi, si nutrono cioè di sostanza e liquidi vegetali; il loro apparato boccale è modificato, con le mascelle e le mandibole trasformate in un lungo rostro che viene infilato nei vegetali e con il quale succhiano la linfa. Questo lungo rostro è situato nella parte inferiore della testa e a volte spunta tra le zampe anteriori.
Gli omotteri possiedono occhi composti piuttosto grandi e due o tre ocelli; le antenne sono di media lunghezza e sono composte da numerosi articoli, esse possono servire per la classificazione delle famiglie.
Alcuni omotteri possiedono larghi ovopositori a forma di sciabola che utilizzano per deporre le uova nel terreno o nei fusti delle piante; altri invece non possiedono un ovopositore e depositano semplicemente le uova sulle piante. Il loro ciclo vitale è variabile all’interno dell’ordine e comporta comunque una serie di mute, in genere da tre a sette; gli afidi possono essere vivipari, partoriscono cioè piccoli afidi già formati, oppure riprodursi per partenogenesi, vale a dire da uova non fecondate, in cui pertanto vi è un unico genitore che è quello femminile.
La cicala vive su vari tipi di piante e si nutre affondando il suo lungo rostro nel loro fusto aspirandone poi i liquidi. I maschi adulti possono emettere un suono stridente e molto rumoroso che viene prodotto da due piccole membrane situate in cavità sonore poste ai lati dell’addome; queste membrane sono fatte vibrare velocemente da una coppia di piccoli muscoli.
Allo stadio di larva la cicala vive sottoterra e possiedono zampe anteriori particolarmente sviluppate, grazie alle quali possono scavare e sostarsi da una radice all’altra per nutrirsi; possono trascorrere diversi anni in questa condizione, una specie di cicala americana trascorre addirittura 17 anni prima di fuoriuscire. Dopo aver compiuto al massimo sette mute, le larve escono all’aperto allo stadio di adulto.
Gli afidi sono molto piccoli, ma possono arrecare danni molto seri alle piante, diventando in certe occasioni dei veri e propri flagelli; questo grazie alla loro grande capacità riproduttiva. Le parti della pianta preferite da questi insetti sono principalmente le foglie e i giovani germogli.
Il ciclo annuale degli afidi è composto da una successioni di numerosi stadi spesso differenti tra di loro. Il ciclo più comune inizia con le uova che vengono deposte sulla pianta ospite in autunno, all’arrivo della primavera queste si schiudono e nascono femmine attere e che si riproducono senza accoppiarsi, quindi per partenogenesi. Queste femmine sono considerate fondatrici ed essendo vivipare originano giornalmente nuovi giovani che non sono identici alle fondatrici ma se ne differenziano, tanto più che alcuni sono anche alati. Durante la stagione si succedono numerose generazioni di femmine che si riproducono per partenogenesi e molte sono forme alate che si disperdono su diverse piante. All’arrivo dell’autunno viene prodotta questa volta una generazione mista di maschi e femmine ovipare che, dopo l’accoppiamento, depongono uova che passeranno l’inverno. La riproduzione partenogenetica favorisce questa enorme produzione di individui che però vengono in parte limitati da alcuni predatori, come alcuni tipi di vespe. Molto spesso le forme alate compiono dei piccoli spostamenti migratori, favoriti dal fatto che gli afidi possono vivere su una gran varietà di piante e si disperdono quindi in modo casuale sulle piante.
Uno di questi, la filossera della vite (Viteus vitifolii), introdotta nel diciannovesimo secolo dal Nord America e ormai completamente ambientata in Europa, è un parassita della vite. Nel suo paese di origine trascorreva la vita tra le foglie e le radici della pianta ospite senza arrecare particolari danni, una volta insediatosi in Europa, modificò il suo comportamento e iniziò a svolgere il suo ciclo vitale solo sulle radici. Le punture che l’insetto provoca alle radici delle viti causano la formazione delle cosiddette galle filosseriche che inducono la morte della pianta. Questo parassita portò una grave crisi nella viticoltura europea e si riuscì in parte ad ovviare a questo grave problema, attraverso l’innesto di viti europee su ceppi di vite americana.
Presso i Greci la cicala simboleggiava la purezza e l’innocenza, il passaggio dalla vecchiaia alla giovinezza; nell’antica Cina invece aveva il significato dell’immortalità, per questo motivo un amuleto di giada a forma di cicala veniva messo nella bocca del defunto.
Esopo ci racconta la sua favola della cicala e la formica: “Faceva ormai freddo, e il povero animaletto, che aveva cantato per tutta l’estate senza raccogliere provviste, aveva la dispensa desolatamente vuota. Che fare se non rivolgersi alla sua vicina, la formica, chiedendole di prestarle qualche granello per sopravvivere fino alla primavera? «Vi pagherò poi» soggiunse «interesse e capitale». Ma la formica le rispose freddamente: «Che facevate d’estate?». «Notte e giorno cantavo al primo venuto.» «Cantavate? Mi fa piacere. Ebbene, ora ballate!»”
Così commentava Esopo: “La favola mostra che, in ogni faccenda, chi vuole evitare rischi e dolori non dev’essere negligente”.

Testi tratti parzialmente dalla collana “Atlante degli animali” del Corriere della Sera, anno 2006
Gianluca Ferretti

 
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