edizione numero
284
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - LUGLIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
marzo 2009
Nuovo scontro, in Lombardia, sulla legge cosiddetta “ammazza parchi”.
La maggioranza di centrodestra della regione Lombardia, ci aveva già tentato qualche mese fa con la cosiddetta “legge ammazza parchi” poi ritirata e riportata in commissione per ulteriori approfondimenti ed ora ci riprova con una nuovo PdL (cfr il testo in discussione posto in allegato).
Tra le novità preannunciate si prevede che solo ai comuni spetterà ogni potere decisionale sui piani dei parchi ed i Direttori, in futuro, saranno nominati solo d’intesa con la Regione, ma pagati dai singoli parchi.
Dice il relatore del pdl Giuseppe Giammario (Forza Italia) “Non possiamo rimanere fermi alla cultura che dice che il verde non si tocca…un parco non è una cosa da
contemplare, ma da far vivere. Non possiamo continuare ad avere parchi a macchia
di leopardo. Basta con i preconcetti…si possono fare delle cose compatibili. Per esempio, iniziative che favoriscano l’arrivo della gente e la ristorazione.
Servono dei direttori manager, non architetti… è giusto che nelle decisioni i comuni contino di più. Nel caso di controversie, l’ultima parola spetterà alla Regione”.
Queste affermazioni hanno provocato la reazione di tutte le forze politiche dell’ex centrosinistra e perfino la Lega è molto cauta, in quanto teme che in questo modo si possa ripetere quanto avvenne l’anno scorso.
Molte le prese di posizione di singoli e delle forze ambientaliste (cfr. in allegato il parere espresso dalla Lega Ambiente della Lombardia).
L’obiettivo dell’opposizione in Regione è quello di fare una legge condivisa e in grado di rispondere al meglio alla funzionalità dei parchi nel rispetto degli obiettivi regionali e delle autonomie dei Comuni.
I centrosinistra però non si fida e lancia un appello sottoscritto da Partito democratico, Verdi, Rifondazione comunista e Sinistra democratica ove si dice che “C’è un forte rischio di riaprire le porte alle speculazioni edilizie in quanto nel progetto di legge è previsto che la Giunta Regionale nella fase istruttoria del piano di coordinamento del parco o di sue varianti, (in genere nuove localizzazioni) ….garantirà il confronto tra l’Ente Gestore del Parco e il Comune.
In caso di conflitto alla Regione spetterà l’ultima parola, con buona pace della precedente legislazione che garantiva ai Parchi effettive possibilità di tutela.
L’augurio espresso da tutte le forze di centrosinistra è che si possa arrivare ad una intesa e probabilmente molti pensano lo stesso, anche nello schieramento di maggioranza ove non mancano forze politiche, quali la Lega, sensibili a queste tematiche e singoli consiglieri sinceramente “amici dell’ambiente” o preoccupati di uno scontro ad alto “valore mediatico” che verrebbe a cadere in un delicato periodo preelettorale.
Se non si arriverà ad una intesa, in Consiglio regionale lombardo si vedrà sicuramente un confronto duro e dagli esiti non scontati.
Gioba Marzin