edizione numero
284
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - LUGLIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
marzo 2009
OVER 35
A Milano si sono superati per la trentacinquesima volta i livelli di pm10 previsti dalla normativa europea.
La risposta -esclusivamente burocratica- che ha dato la Regione Lombardia è stata quella di inviare una lettera ai sindaci dei comuni facenti parte della area omogenea milanese con la quale si richiamavano i Sindaci "al loro dovere di far rispettare con adeguati controlli il divieto di circolazione per i mezzi inquinamenti e il corretto utilizzo degli impianti di riscaldamento".
Lunedì,a Milano, mentre in Consiglio Comunale Legambiente consegnava lenzuola annerite dallo smog,alcune centraline urbane registravano 171 microgrammi per metro cubo di Pm10, ovvero tre volte tanto la soglia di attenzione di 50 microgrammi.
Di fondo pare che a mancare sia una cultura politica, un convincimento, che ecopass, divieti,
targhe alterne possano effettivamente contribuire ad abbassare le emissioni e con esse a migliorare qualità dell'aria e la salute dei cittadini.
Ma dall'America ci giunge un segnale davvero importante: ricercatori della Brigham Young University e della Harvard School of Public Health (Usa), hanno pubblicato sul “New England Journal of Medicine”una ricerca secondo la quale in 51 metropoli americane dove già da qualche decennio sono stati adottati provvedimenti contro l’inquinamento, l’aspettativa di vita fra il 1980 e il 2000. si è incrementata di 2,7 anni rispetto a 20 anni prima.
E questo “guadagno”, pari al 15% circa, è legato alla diminuzione dell’inquinamento ed alle conseguenti minori cause di malattie polmonari e cardiovascolari.
La indagine americana si è concentrata in particolare sul pm 2.5 ed I ricercatori hanno evidenziato che, per ogni diminuzione di 10 microgrammi per metro cubo di aria di Pm 2,5, le persone hanno guadagnato sette mesi di vita.
In Europa le metodologie statistiche usate nella indagine non sono ancora prassi, ma varrebbe la pena di conoscerle e proporle ai nostri tecnici e politici: è forse venuto il momento di sostituire i moniti legati a “quanti morti in più “ produce l’inquinamento con “quanti vivi in più” producono le buone politiche, anche questa è una battaglia per la vita a cui tutti dovrebbero essere sensibili.
Sergio Saladini