gennaio 2009
IL MONDO DEGLI INSETTI
I Ditteri
All’ordine dei Ditteri appartengono mosche e zanzare; la loro caratteristica principale è quella di possedere solo un paio di ali, da cui il nome del gruppo dal greco di che significa “due” e pterò che significa “ala”. In realtà il secondo paio d’ali è presente, ma nel corso dell’evoluzione si è modificato riducendosi a due piccoli bilancieri a forma di clava. Sono presenti anche alcune specie attere che di solito sono legate ad abitudini parassitarie, come per esempio quelle del genere Lucilia, le calliforine verdi che rosicchiano la carne delle pecore.
Le parti boccali dei Ditteri sono nella maggior parte delle specie adattate a succhiare, ma spesso anche a pungere.
Molti Ditteri possono essere confusi con api, vespe e bombi; questo è un chiaro esempio di mimetismo, questi ditteri infatti cercano di assomigliare il più possibile a specie di imenotteri sgradevoli o addirittura velenosi e quindi poco appetibili dai predatori, di conseguenza aumentano le loro possibilità di sopravvivenza.
I Ditteri costituiscono un ordine particolarmente vasto, costituito da circa 90.000 specie; le forme sono delle più svariate, dalle mosche domestiche ai tafani, dalle tipule alle zanzare, fino ad arrivare ai piccoli moscerini.
L’alimentazione è estremamente varia: questi insetti, soprattutto allo stadio larvale, possono nutrirsi di organismi in decomposizione e vengono in questo caso definite coprofaghe, risultando molto utili dal punto di vista ecologico per l’eliminazione dei rifiuti; altre si nutrono di nettare e sono utili per l’impollinazione delle piante; alcune invece, come la mosca delle carote (Psila rosae) e la tipula, sono particolarmente dannose per le colture durante lo stadio larvale.
Molte specie sono infine ematofaghe, si nutrono cioè di sangue, come ad esempio le zanzare; in genere è solo la femmina che ha questo tipo di alimentazione, mentre il maschio si nutre di nettare e altri liquidi vegetali. La pericolosità di questi insetti non è tanto dovuta alla quantità di sangue che prelevano, bensì al fatto che possono trasmettere pericolose malattie, anche all’uomo. La zanzara e la mosca tse-tse possono trasmettere numerose malattie , tra le quali la malaria, la febbre gialla e la mallattia del sonno. Anche la mosca domestica (Musca domestica), pur non essendo ematofaga, può risultare comunque dannosa perché si nutre di materiali in decomposizione e di sostanze zuccherine, e volando ovunque può contaminare il cibo dell’uomo, veicolando pericolose malattie.
Il capo di un Dittero è piuttosto grande e i due occhi composti ne occupano quasi tutta la superficie, specialmente nel maschio dove questi organi sono solitamente di dimensioni maggiori. In genere sono presenti tre ocelli.
Le antenne sono particolarmente lunghe e sottili nelle specie più primitive, come le tipule e le zanzare, che infatti appartengono al sottordine dei Nematocera che vuol appunto dire “con antenne filiformi”; nei Ditteri più evoluti, compresi nei sottordini dei Brachycera e dei Cyclorrhapha, le antenne sono molto più piccole. La struttura delle antenne risulta particolarmente importante nella classificazione dei Ditteri.
Gli apparati boccali, come mascelle e mandibole, sono presenti solo nelle specie ematofaghe, come zanzare e tafani, nelle quali hanno anche subito profonde modificazioni diventando organi lunghi e particolarmente affilati.
Sul capo e sul torace di alcuni ditteri sono presenti delle setole, la cui disposizione risulta particolarmente importante per la loro classificazione.
Per riprodursi, la maggior parte delle specie depone le uova, che hanno forma di sigaro e che in condizioni favorevoli possono svilupparsi molto velocemente, producendo delle larve pallide e apodi. La maggior parte delle larve si nutre di sostanze in decomposizione, alcune sono fitofaghe, si nutrono cioè di sostanze vegetali.
Il ciclo di sviluppo di questi insetti è estremamente variabile e strettamente dipendente dalle condizioni ambientali e dalla disponibilità di cibo; può essere molto corto, anche meno di una settimana. La mosca domestica, in condizioni favorevoli, può produrre più di una generazione nel giro di un anno, altre specie invece hanno bisogno di un anno intero per poterne sviluppare solo una.
Mosche
La mosca domestica (Musca domestica) è la mosca più comune ed è quella che si trova abitualmente nelle abitazioni; l’altra mosca domestica appartiene alla specie Fannia canicularis, meno comune rispetto alla prima e dalla quale differisce per alcune venature delle ali.
La mosca ha seguito l’uomo in ogni suo spostamento intorno al mondo e questo l’ha resa una delle specie animali più diffuse al mondo; malgrado non punga e si nutra solo di sostanze organiche, la sua diffusione la rende uno degli insetti più nocivi, come vettore di microbi. L’apparato boccale è di tipo lambente ed è costituito da una specie di proboscide retrattile; quando la mosca si posa, estrae la proboscide e l’appoggia sulla superficie del cibo. A questo punto la saliva scende attraverso dei canalicoli e i suoi enzimi iniziano a digerire il cibo; successivamente vengono aspirate le sostanze liquide che mano a mano vengono digerite. Durante questa operazione, la mosca rigurgita anche parti del pasto precedente ed è in questo momento che può trasmettere microbi patogeni negli alimenti di cui l’uomo poi si nutre. In aggiunta, mentre si nutre, la mosca spesso defeca.
La mosca depone le uova sulle sostanze in decomposizione, in particolare nelle discariche e nei cumuli di letame; in periodi particolarmente caldi lo sviluppo può essere molto veloce e completarsi anche in sole due settimane.
Un’altra mosca molto comune che assomiglia a quella domestica è la mosca del carbonchio (Stomoxys calcitrans) che possiede un apparato boccale pungente. Le sue vittime preferite sono il bestiame e i cavalli in particolare, ma non è raro che attacchi anche l’uomo. In questa specie la proboscide è più rigida e non retrattile e permette alla mosca di penetrare la pelle delle sue vittime, succhiandone il sangue. Sia il maschio che la femmina sono ematofagi; le larve crescono tra gli escrementi delle stalle. Il carbonchio è una grave malattia infettiva che colpisce il bestiame, ma che può colpire anche l’uomo.
Zanzare
Le zanzare sono insetti esili, con zampe lunghe e con un apparato boccale pungente e succhiatore particolarmente adattato a queste funzioni; possono essere vettori di malattie pericolose come la malaria, la febbre gialla e l’elefantiasi.
I maschi si possono riconoscere dalle femmine per le loro antenne piumose, particolarmente delicate e sensibili alle vibrazioni che le femmine producono in volo per attirarli all’accoppiamento; essi non hanno mandibole modificate per succhiare il sangue e si nutrono principalmente di nettare e liquidi vegetali.
Solo le femmine sono ematofaghe e il loro apparato è modificato per essere particolarmente efficiente nel bucare e nell’estrarre il sangue dalle vittime; le loro mandibole e mascelle sono a forma di stiletto e costituiscono l’organo pungente. All’interno si trova un canale alimentare attraverso il quale viene aspirato il sangue; la saliva della zanzara, iniettata nel corpo della vittima prima che il sangue venga risucchiato, è un anticoagulante e, una volta ritratto il pungiglione, provoca il ben noto e fastidioso prurito e gonfiore.
La maggior parte delle femmine ha bisogno di una certa dose di sangue prima di poter deporre le uova, ma le femmine di alcune specie si accontentano anche di nettare e succhi vegetali.
Esistono una quarantina di specie diffuse in Europa, la più diffusa delle quali è la zanzara comune (Culex pipiens); di questa specie ne esistono due sottospecie la C.p.pipiens, che attacca di preferenza gli uccelli e la C.p.molestus, che attacca l’uomo. La specie più grande presente in Europa è la Culiseta annulata che si riconosce facilmente per le bande bianche e nere presenti sull’addome; la sua puntura è particolarmente dolorosa e può provocare forti infiammazioni, ma non è vettore di malattie.
Gli stadi larvali delle zanzare si svolgono in acqua e la sola fase adulta è alata e aerea; la femmina depone le uova sulla superficie dell’acqua formando, in alcune specie, una sorta di zattere con tutte le uova riunite insieme. Le larve sono in genere molto pelose, presentano un capo ben sviluppato con occhi composti e si muovono a scatti; la respirazione sott’acqua avviene grazie a dei cornetti respiratori posti dietro al capo che raggiungono la superficie dell’acqua.
La larva impupata galleggia vicino al pelo della superficie; quando l’adulto è pronto ad uscire il bozzolo si apre nella parte superiore permettendo alla zanzara di fuoriuscire direttamente in ambiente aereo.
La zanzara ha ispirato sempre simbologie negative, in particolare è simbolo della molestia a causa della sua fastidiosa abitudine di insistere a posarsi finché non riesce a raggiungere il suo scopo; si usa dire di una persona molesta che “è molesta, seccante e noiosa come una zanzara”.
Uno dei pochi ad avere rappresentato la zanzara nel mondo classico è stato Artemidoro che così ne parla: “Le zanzare, i cosiddetti tafani e le altre bestie del genere indicano a chi li sogna che sta frequentando una compagnia di uomini malvagi quali gli arrecano danno e per di più lo diffamano. Avvertono inoltre gli osti e i vinattieri che il loro vino si muterà in aceto, poiché godono dell’aceto”.
La zanzara vettore di malattie
L’Anopheles maculipennis è la zanzara che può trasmettere la malaria; in Europa occidentale ne vivono quattro sottospecie differenti. Il parassita della malaria, il plasmodio, ha bisogno di trascorrere un certo periodo all’interno della zanzara, per poter raggiungere un certo stadio di sviluppo; a questo punto si trasferisce nelle ghiandole salivari delle zanzare da dove viene poi inoculato nel sangue dell’ospite umano. In Italia questa malattia era molto comune in passato, ma grazie alle massicce disinfestazioni e bonifiche compiute nel secolo scorso, essa è stata in pratica totalmente debellata; è ancora presente invece nelle regioni tropicali.
Le specie del genere Aedes trasmettono invece la dengue, una gravissima influenza, e la febbre gialla, della quale è vettore la specie Aedes aegypti; la Culex trasmette encefaliti umane e del bestiame, ma anche le filarie, vermi microscopici che una volta penetrati nel sangue umano o di altri animali provocano gravi distrurbi, quali ad esempio l’elefantiasi (un ingrossamento smisurato di parti corporee come gli arti inferiori, provocato dall’occlusione delle vie linfatiche).
In anni recenti è comparsa in Europa una specie asiatica particolarmente aggressiva, l’Aedes albopictus, chiamata comunemente zanzara tigre, per la sua livrea a righe bianche e nere, capace di trasmettere oltre alla dengue anche le filarie. Si è diffusa in occidente, fino a raggiungere il Madagascar, qualche regione dell’Africa, il Brasile e anche le coste albanesi e italiane; nelle zone temperate però non è portatrice di malattie gravi.
Testi tratti parzialmente dalla collana “Atlante degli animali” del Corriere della Sera, anno 2006
Gianluca Ferretti