edizione numero
284
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - LUGLIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
novembre 2008
IL MONDO DEGLI INSETTI
Gli Odonati
Appartengono a questo gruppo le libellule e le damigelle, le prime appartengono al sottordine degli Anisoptera che significa “ali diverse”, mentre le seconde a quello degli Zygoptera che significa “ali simili”. Entrambe le forme di odonati trascorrono la prima parte della loro vita in acque calme o a debole scorrimento, sottoforma di larve attere, senza ali. Dopo aver subito una metamorfosi parziale, in cui la forma del corpo non cambia in maniera vistosa tranne che per la comparsa delle ali, l’insetto diventa adulto. Le ali sono particolarmente grandi e membranose e le venulazioni presenti sono utilizzate per la classificazione delle varie specie. Le libellule hanno le ali anteriori differenti rispetto alle posteriori, in posizione di riposo le mantengono aperte e trasversali rispetto al corpo; alcune libellule possono avere un’apertura alare di quasi 20 centimetri e possono raggiungere velocità anche molto sostenute: è stato valutato che le libellule del genere Austrophlebia, possano raggiungere una velocità prossima ai 100 km/h.
Le damigelle, al contrario, possiedono ali uguali tra loro e in posizione di riposo le mantengono verticali rispetto al corpo.
Le ali possono essere mosse in maniera indipendente, le une dalle altre, consentendo agli odonati una incredibile destrezza di movimento in volo, permettendo loro planate prodigiose e persino di volare all’indietro. Le zampe hanno perso la loro funzione primitiva e non vengono sostanzialmente più usate per camminare, bensì solo per afferrare una preda o per attaccarsi ad un qualsiasi supporto.
Il capo porta due occhi composti molto grandi, tanto che in alcune specie sembra che il capo sia costituito solo da occhi; le tante faccette che compongono l’occhio, dette ommatidi, e il capo che può ruotare completamente, permettono a questi insetti una visione panoramica particolarmente efficiente. Sono presenti anche due paia di corte antenne che funzionano da organi tattili e olfattori. Gli odonati sono carnivori e hanno quindi un apparato boccale di tipo masticatore; odonata vuole infatti dire “provvisto di denti”.
Gli odonati sono estremamente variopinti e le loro colorazioni vengono molto spesso sfruttate per il riconoscimento della specie; presentano anche sfumature metalliche e spesso i due sessi hanno colorazioni differenti. L’habitat di questi insetti è caratterizzato principalmente dall’acqua, in particolare poco mossa, come quella delle pozze d’acqua. Stagni, paludi ma anche fiumi a lento scorrimento sono quindi i loro ambienti ideali. L’accoppiamento avviene in maniera caratteristica, con il maschio che afferra per la nuca la femmina per mezzo delle sue appendici situate sul decimo segmento addominale; successivamente la femmina ripiega in avanti il suo corpo finche non raggiunge gli organi sessuali del maschio e quindi avviene l’accoppiamento. Questa posizione viene di solito effettuata con gli insetti posati su un ramo o su una foglia, ma non è raro che venga eseguita anche in volo; anche dopo che l’accoppiamento è terminato è possibile vedere la coppia che continua a volare insieme con il maschio che tiene la femmina per la nuca. In alcune specie la deposizione delle uova avviene per mezzo di un ovopositore: attraverso questa struttura vengono collocate nei tessuti delle piante acquatiche immergendosi con l’addome; altre specie invece depongono le uova sorvolando la superficie dell’acqua e immergendo ritmicamente la punta dell’addome.
Il volo aggraziato delle libellule ha ispirato sempre un simbolismo positivo; ne è esempio il modo di dire “sei una libellula” per indicare una ballerina o una persona che si muove in modo particolarmente aggraziato.
L’origine del suo nome è sempre stata piuttosto controversa; alcuni sostengono che derivi dal latino libellus, diminutivo di liber che significa “libro”, in riferimento alla sua abitudine di tenere le ali combacianti come le pagine di un libro oppure poiché quando sono distese assomigliano ad un libro aperto. Altri invece sostengono che il suo nome derivi dal latino libella, in questo caso diminutivo di libra che significa “bilancia”, in relazione al movimento delle ali durante il riposo e il volo che ricorderebbe il movimento di un bilanciere.
In Giappone è molto rappresentata nell’arte e nella poesia; essa è anche simbolo di questo paese che viene chiamato Akitsu – Shima, vale a dire “Isola della Libellula”.
In Cina le sue colorazioni vistose hanno ispirato il significato dell’irresponsabilità e dell’inaffidabilità; presso gli indios sudamericani invece quello del cambiamento e dell’illusione.
Gli inglesi si ispirano più alle loro abitudini alimentari di carnivore assassine e le chiamano dragonfly, mosche-drago, e vengono anche soprannominate “aghi del diavolo”; Charles Darwin le chiamava “Tiranne del mondo degli insetti”.
Testi tratti parzialmente dalla collana “Atlante degli animali” del Corriere della Sera, anno 2006
Gianluca Ferretti