ECOLOGIA ED ENERGIA
ottobre 2008
Importanti innovazioni nello sfruttamento dell'energia solare.
Insieme ai suoi collaboratori del MIT (Massachusetts Institute of Technology), il professor Baldo, è
riuscito a realizzare una speciale "vernice trasparente“ in materiale organico che applicata sulle
superfici dei vetri è in grado di catalizzare la luce e "intrappolarla" al loro interno spingendola poi
verso l'esterno, ovvero verso i bordi della finestra dove sono sistemate cellule fotovoltaiche che la
trasformano in energia: ogni finestra di casa potrebbe così diventare una fonte di elettricità.

L'efficienza delle cellule fotovoltaiche ne risulta a migliorata del 20%, un incremento che in futuro
potrebbe arrivare al 50%. Al momento dall’energia ricevuta viene convertita in elettricità una quota
compresa tra il 10 e il 15% mentre il costo di un Kwh prodotto con il fotovoltaico è di circa 15-20
centesimi di euro, contro i 5 circa del carbone.

Le prime prove eseguite al MIT su pannelli già operativi, sovrapponendogli semplicemente una
lastra di vetro trattato con questa vernice hanno mostrato la possibilità di raddoppiare l'attuale
efficienza dei panelli al costo di un dollaro per ogni watt di potenza installato.
Fra tre anni si pensa che il prodotto possa essere messo sul mercato, non prima però di aver risolto
un ultimo problema: "Ora funzionano con efficienza solo per circa tre mesi, ma è un problema che
stiamo risolvendo", promette il professor Baldo.

Sempre al Mit è stato progettato un nuovo tipo di catalizzatore che permette di immagazzinare
l’energia prodotta dai pannelli solari. Sino ad oggi in fatti l’efficiente produzione di energia è
garantita in presenza di un significativo irraggiamento, ora invece copiando dalla natura ci sono le
condizioni per garantire con continuità la produzione di energia.
La scoperta si è ispirata alla fotosintesi, in cui l'acqua viene scissa in idrogeno e ossigeno.
Analogamente il un nuovo catalizzatore, consente che l'elettricità prodotta venga utilizzata, per
scindere l'acqua in idrogeno e ossigeno gassosi.
Questi vengono immagazzinati e utilizzati per alimentare delle celle a combustibile.
«Questo è quello che cercavamo di fare da anni, spiega Daniel Nocera, che ha coordinato lo studio,
l'energia solare è sempre stata limitata dal fatto che si interrompeva in assenza di sole. Adesso
possiamo considerarla praticamente illimitata».
Anche in questo caso molti sono ancora i problemi tecnici da risolvere e la commercializzazione è
prevista non prima di dieci anni.
Sergio Saladini

 
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