EDITORIALE
ottobre 2008
Il sole dell'avvenire
Ogni settembre cerchiamo di riprendere il filo di un discorso che ormai da anni andiamo proponendo ovvero cosa fare per vivere, rispettando, ma usando delle tante risorse che la natura ci offre.
Purtroppo ci ha ferito la notizia dello scioglimento di grandi parti del la calotta artica e della conseguente odissea di tanti animali, orsi bianchi soprattutto ,che dovranno cambiare il loro modo di vivere, ma che per ora sembra siano annegati nuotando alla ricerca di nuove croste ghiacciate e di cibo.
Questo sembra solo avere riaperto il problema dei diritti di passaggio e di trivellazione di queste nuove aree con la candidata repubblicana alla vice presidenza americana in prima fila.
Negli ambienti scientifici sembra invece che prendano quota progetti e proposte finalizzate alla produzione di energia pulita e di conseguenza alla produzione di minori emissioni e di rallentamento dei fenomeni di riscaldamento del pianeta.
Ciò sia per quanto riguarda l’utilizzo di energia solare, come riportiamo in alcuni specifici articoli che ci informano della scoperta di nuove tecnologie per il migliore sfruttamento della energia solare in sede locale sia, su scala vasta, con le tante proposte riguardanti il Sahara.
Ma davvero interessante il dibattito attivato in merito al progetto delle cosiddette “ navi spruzza nuvole”.
Uno scienziato britannico , il dr Stephen Salter, vuole spedire negli oceani centinaia di navi robotizzate capaci di creare giorno e notte delle scie d'acqua nebulizzata per riflettano meglio il calore del sole - ciò dovrebbe fermare il riscaldamento dell'atmosfera a costi davvero modesti.
Si tratta di vascelli azionati da una tecnologia a motore rotante e robotizzati che durante il tragitto negli oceani spruzzano, con continuità,minuscole goccioline d'acqua di mare nelle nuvole sovrastanti per 365 giorni all'anno, 24 ore su 24.

Le goccioline spruzzate da questa flotta senza equipaggio agirebbero da nuclei di condensazione e dovrebbero far diventare le nubi sopra gli oceani le più chiare possibili e riflettere più radiazioni del sole nello spazio:in questo modo si contrasterebbe il riscaldamento causato dalle emissioni.
Cinquanta navi all'anno basterebbero, secondo i calcoli di Salter, per preservare lo status quo. La bellezza di questo sistema è che si può applicare localmente, ad esempio per raffreddare l'Artico ( chi sa se gli orsi riusciranno a resistere sino ad allora!) e gli effetti possono essere regolati secondo le necessità.

Un po’ più concreto l’esempio che ci viene da Rock Port la prima cittadina degli Stati Uniti, che sarà alimentata completamente da energia eolica.
Rock Port è situata, tra Missouri e Mississippi, conta 1.300 abitanti circa, e tutta l'energia che utilizzerà sarà ricavata dal vento.
Nei campi poco distanti dal centro del paese sono state erette quattro turbine eoliche da 1,25 mega watt l'una, che forniranno energia per 16 giga wattora all'anno a fronte di un fabbisogno di 13 giga watt.
I 3 giga watt in avanzo verranno venduti ad un'azienda pubblica con i conseguenti ulteriori ricavi.

Tutto questo mentre da noi stampa e tv magnificavano le virtù taumaturgiche del Cavaliere che ha pulito le strade di Napoli, apparendo ben otto volte alla folla! (si veda però sul sito di Micromega che la verità è un po’ diversa dalla propaganda).
Noi irriducibili ottimisti vediamo comunque il bicchiere mezzo pieno, pieno di soluzioni tecniche che favoriscono l’utilizzo dell’energia solare, di pale eoliche che anche in Italia vanno prendendo piede e persino le navi spruzza nuvole ci convincono più della immondizia napoletana nascosta sotto il tappeto: penso che ne vedremo delle belle!
Buona ripresa a tutti.
Sergio Saladini

 
stampa articolo
Politica dei Cookie       -       Design & Animation: Filippo Vezzali - HTML & DB programming: Alain Franzoni