NATURA
maggio 2008
Le api non tornano agli alveari.
Negli USA oltre la metà delle api che popolavano trenta Stati non sono ritornate agli alveari con gravi ripercussioni sull’ambiente mentre si riduce drammaticamente la produzione di miele.

Lo stesso in Argentina, in Uruguay, in Inghilterra, in Scozia, in Spagna, in Portogallo, in Polonia, in Grecia e nella vicina Svizzera.

Lo stesso fenomeno sta crescendo in maniera esponenziale anche nel nostro Paese, interessando soprattutto la zona della Pianura Padana e la Sicilia, in particolare nella zona di Zafferana Etnea (CT) e di Sortino (SR): complessivamente si stima che nel nostro paese sono a rischio un milione di alveari per un totale di 50 miliardi di api.

Tali colture hanno un valore stimato in 2,5 miliardi di Euro l'anno e sono gestiti dai 7.500 apicoltori professionisti che totalizzano un fatturato stimato in circa 25 milioni di euro.

Le api rappresentano una risorsa fondamentale, oltre alla produzione di miele sono indispensabili per la impollinazione di piante agricole quali mele, pere, mandorle, agrumi, pesche, kiwi, castagne, ciliegie, albicocche, susine, meloni, cocomeri, pomodori, zucchine, soia, girasole, colza , ma anche per le colture foraggere (trifoglio, erba medica,ecc) e per la grande maggioranza delle colture orticole da seme come l’aglio, la carota, i cavoli e la cipolla.

In tutti gli Stati interessati sono state insediate commissioni tecnico-scientifiche alla ricerca della cause di un simile devastante fenomeno, ma le conclusioni non sono univoche: in Svizzera si da la colpa ad un acaro di origine asiatica, in America latina si pensa al cambiamento climatico ed alle culture transgeniche, in Spagna e Gran Bretagna ad alcuni pesticidi usati nelle coltivazioni di mais, di girasole e della barbabietola, in America alla inusuale siccità ed alle onde elettromagnetiche emesse da cellulari oltre all’azione di alcuni pesticidi che provocherebbero turbe neurologiche alle api alterando il loro senso dell’orientamento.

Non si può non ricordare quanto affermava Albert Einstein, “se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”.

Speriamo che almeno in questo il gran vecchio si sbagli, soprattutto speriamo che studi e ricerche risalgano presto alle cause e le api possano ritrovare la strada di casa e noi con loro.
Gioba Marzin

 
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