NATURA
maggio 2008
IL MONDO DEGLI INSETTI
Gli Isotteri
All’ordine degli Isotteri appartengono le termiti, insetti terrestri che possono essere alati o atteri e che vivono in società strutturate secondo una divisione di caste.
Il nome Isottero deriva dalle due parole greche isos che significa “uguale” e pteròn che significa “ala”, in riferimento al fatto che le termiti hanno le due coppie di ali, quando presenti, molto simili.
Il nome comune invece deriva dal latino tarmes che significa “insetto che rode”, per la sua nota capacità di forare il legno.
Le società delle termiti sono formate da individui di diversa struttura e taglia fisica, oltre che comportamentale, in relazione alla casta di appartenenza e ai suoi compiti.
All’apice della struttura esistono due individui sessuati, maschio e femmina fertili, che possono vivere molto a lungo, in alcune specie anche fino a cinquant’anni. Si accoppiano molto frequentemente e la femmina aumenta le sue dimensioni perché il suo addome si riempie sempre più di uova; in certe specie può raggiungere anche una lunghezza di 10 centimetri. Le regine appartenenti al genere Macrotermes possono arrivare a produrre fino a 34.000 uova al giorno, per un totale di 12.000.000 uova in un anno.
Questa coppia è anche quella che ha fondato la colonia, quando, una volta sciamati dal nido di origine, questi due individui alati si sono incontrati durante il volo nuziale; in seguito, una volta scesi a terra, hanno cominciato a scavare nel terreno e una volta perse le ali si sono accoppiati. La prima casta di operaie ha avuto il compito di costruire il nido.
La casta degli operai è costituita da individui sterili, sia maschi che femmine, atteri e talvolta privi di occhi. Gli operai sono addetti a tutti i lavori utili alla vita della comunità, dalla costruzione del nido, alla ricerca del cibo, fino alla cura della prole.
Infine c’è la casta dei soldati, anch’essi individui sterili, sia maschi che femmine, che possiedono un capo particolarmente sviluppato e spesso dotato di possenti mandibole. La loro funzione è quella di difesa del termitaio.
La metamorfosi nelle termiti è incompleta e la durata dello sviluppo varia in funzione della casta; la vita di un soldato e di un operaio si aggira probabilmente intorno ai quatto anni.

I soldati nasuti
Esiste anche un altro tipo di soldato che possiede piccole mandibole e un capo appuntito, prolungato in avanti e verso il basso in una lunga protuberanza conica. Alla sua estremità sbocca il dotto di una particolare ghiandola, detta frontale, che è notevolmente sviluppata in questi individui; questa ghiandola produce un liquido vischioso che i soldati sono in grado di spruzzare dalla punta del naso ad una certa distanza in direzione dell’invasore che in genere è un’altra formica. Il nemico viene così completamente avvolto dal liquido colloso che ne blocca i movimenti, rendendolo del tutto innocuo. I soldati nasuti sono in genere di minori dimensioni rispetto a quelli dotati di grandi mandibole, ma di solito sono più numerosi all’interno della colonia. In comune con gli altri soldati hanno il fatto di non sapersi nutrire in maniera autonoma e sono le operaie che li devono in pratica imboccare, attraverso il rigurgito di sostanze liquide.

L’alimentazione
Le termiti si cibano principalmente di cellulosa proveniente dal legno o da altre parti vegetali. Esistono però alcune specie che si cibano di un po’ di tutto, come per esempio gli individui della specie Mastotermes darwiniensis, diffusa in Australia, che si cibano di zucchero, cuoio, lana, e molti altri materiali.
In Australia un specie di termite è in grado di scavare vere e proprie gallerie dentro i cavi di piombo sotterranei interrompendo le comunicazioni telefoniche.
La cellulosa è difficilmente digeribile, così le termiti hanno risolto il problema facendosi aiutare da alcuni Protozoi simbionti, di solito appartenenti al gruppo dei Flagellati Ipemastigini, contenuti all’interno dell’intestino; essi aiutano a degradare e a digerire il materiale ligneo ingerito dall’ospite, e fornirgli poi i prodotti della digestione. I Protozoi vengono introdotti durante i primi stadi giovanili attraverso i liquidi passati dagli altri individui della società.

I termitai
Le comunità di termiti costruiscono i propri nidi, i termitai, sottoterra oppure all’esterno. Quelli esterni possono raggiungere dimensioni veramente considerevoli. Una tale struttura può contenere fino a dieci tonnellate di fango e raggiungere un’altezza anche di otto metri. Dentro a un termitaio di questa grandezza possono vivere milioni di individui; un tale affollamento può facilmente causare un riscaldamento eccessivo e carenza di ossigeno, per questo motivo la ventilazione all’interno del termitaio è di massima importanza. Vicino ai margini del termitaio gli operai costruiscono enormi condotti dalle pareti lisce, che non vengono abitati, ma che hanno la sola funzione di ventilazione. Infatti quando il sole ne riscalda le pareti, l’aria in essi contenuta diviene più calda rispetto a quella al centro del nido; essa dunque sale, aspirando così l’aria povera di ossigeno dalle gallerie centrali e dalle parti più profonde del termitaio e creando così un moto circolatorio che permette di rinnovare l’aria e di arricchirla di ossigeno. Quando la temperatura esterna diventa troppo calda le operaie si recano in profondità nel terreno, raggiungendo la falda acquifera e trasportando nel termitaio l’acqua con la quale inumidiscono le pareti; attraverso l’evaporazione dell’acqua riescono così ad ottenere un abbassamento della temperatura.
In Australia una specie di termiti costruisce grandi termitai a forma di lama, molto sottili, tutti orientati con l’asse maggiore in direzione nord-sud. Tale costruzione permette di esporre al terribile sole di mezzogiorno la minima area possibile, mentre raccoglie il massimo del calore dei raggi più deboli delle prime ore della mattine e delle ultime della sera.
In Africa occidentale e in altre aree dove piove di frequente, le termiti costruiscono dei termitai a forma di fungo, con dei tetti a terrazza che hanno il compito di riparare dalla pioggia.

I nemici delle termiti
Alcuni mammiferi, come per esempio l’oritteropo (Orycteropus afer), diffuso in Africa meridionale, hanno fatto delle termiti la componente principale della loro dieta. L’oritteropo è munito di robuste zampe con all’estremità delle potenti unghie che gli permettono di abbattere la parete esterna di un termitaio; una volta penetrato inserisce la sua lunga lingua facendo man bassa di operaie e restando insensibile ai tentativi di difesa dei soldati. Allo stesso modo si comportano alcuni formichieri e i pangolini, curiosi mammiferi dal corpo interamente coperto di squame.
Altri pericoli sono in agguato nel momento della sciamatura, quando cioè i giovani individui alati, sia maschi che femmine, abbandonano il termitaio per andare a compiere il volo nuziale e diventare potenziali fondatori di nuove comunità; in queste occasioni molti individui cadono preda di numerosi uccelli insettivori, come il succiacapre, oppure verso il crepuscolo diventano preda di numerose specie di pipistrelli. Quando scendono al suolo, invece, li aspettano diverse specie di rettili e anfibi, come il rospo africano della specie Bufo regularis.
Ma i veri nemici delle termiti sono altri insetti sociali: le terribili formiche legionarie o scacciatrici, appartenenti alla sottofamiglia Dorylinae oppure le formiche stridulanti appartenenti alla sottofamiglia Ponerinae. Come precedentemente spiegato, queste formiche conducono vita nomade e si spostano in comunità famigliari composte a volte anche da un milione e mezzo di individui, alla velocità di circa venti metri all’ora, distruggendo ogni cosa e animale al loro passaggio. Un termitaio assalito da queste formiche ha poche probabilità di resistere, anche se però è raro che un’invasione di queste formiche possa portare all’estinzione di una intera colonia.

Testi tratti parzialmente dalla collana “Atlante degli animali” del Corriere della Sera, anno 2006
Gianluca Ferretti

 
stampa articolo
Politica dei Cookie       -       Design & Animation: Filippo Vezzali - HTML & DB programming: Alain Franzoni