NATURA
novembre 2007
Rare farfalle notturne e tante ricatture di uccelli migratori
Le ricerche scientifiche confermano l’importanza del patrimonio ambientale dell’Oasi WWF della Diga di Alanno, una delle aree umide abruzzesi più importanti per la tutela della biodiversità.
I risultati di due ricerche scientifiche su farfalle notturne ed uccelli confermano l’importanza dell’Oasi WWF della Diga di Alanno in provincia di Pescara per la tutela della biodiversità.
Sono 52 le specie di farfalle notturne censite nell’area protetta dai ricercatori impegnati in uno studio sulla biodiversità del territorio dell’oasi. Tra queste spiccano la Mythimna zeae e la Hypena lividalis due rare specie di nottuidi, una famiglia di farfalle notturne. Per la prima specie si tratta della seconda segnalazione per l’Abruzzo. La sua presenza si deve certamente all’ampia estensione nell’oasi di canneto a Cannuccia di Palude, pianta nutrice della specie. La seconda è una rara specie subtropicale il cui bruco si nutre della pianta Parietaria officinalis.
Per quanto riguarda gli uccelli, l’Oasi si conferma come punto strategico di transito per l’avifauna. I risultati complessivi dei primi 10 mesi d’inanellamento scientifico del 2007 hanno portato alla cattura di ben 647 individui appartenenti a 31 specie. Tra queste spicca la seconda cattura di Pettazzurro avvenuta in Abruzzo e, soprattutto, le quattro ricatture di individui già inanellati in altre aree e poi ricatturati nell’oasi dopo viaggi di centinaia di chilometri.
Le ricatture più interessanti riguardano il Forapaglie castagnolo, passeriforme migratore tipico delle aree umide. Nell’oasi sono stati ricatturati ben due individui provenienti dall’Ungheria, come testimonia la scritta impressa sull’anello. Altre due ricatture riguardano una piccola specie legata ai canneti, il Pendolino, con due individui entrambi provenienti dalle aree umide romagnole.
Dichiara il Dr. Franco Recchia, biologo dell’Amministrazione Provinciale di Pescara “Questi dati sono fondamentali per migliorare le nostre conoscenze sulla biodiversità delle aree umide abruzzesi e, soprattutto, per ottenere informazioni sulla migrazione dell’avifauna. Le ricatture ci dicono che la nostra regione è interessata nel periodo autunnale da una migrazione di animali provenienti dai paesi dell’Europa orientale che poi utilizzano la nostra regione per svernare. A questi si aggiungono altri migratori che seguono la costa adriatica. Quella della Diga di Alanno è tra le aree umide più importanti d’Abruzzo e la Stazione di Inanellamento a sforzo costante, dove operano una decina di volontari ed inanellatori, ci permette di attuare quel monitoraggio delle specie di uccelli fondamentale sia per la loro conservazione sia per avere dati sui loro movimenti. Queste informazioni di base sono utilissime anche in caso di allerta sanitaria come, ad esempio, nel caso di eventuali segnalazioni di aviaria. Inoltre da questi dati possiamo fare dei confronti illuminanti tra aree di campionamento per comprendere i fenomeni naturali. La vicina stazione di inanellamento dell’Oasi WWF delle Sorgenti del Pescara, posta a pochi chilometri da Alanno ma a maggiore distanza dal mare e al di là delle prime montagne dell’Appennino, è risultata essere importante per la nidificazione ma non per la migrazione. L’Amministrazione Provinciale intende quindi continuare a sostenere la ricerca in quest’oasi attraverso la collaborazione con il WWF che sta dando ottimi risultati anche in termini di sorveglianza dell’area, con ben due sequestri avvenuti a seguito delle segnalazioni dell’associazione”.
wwf Pescara

 
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