NATURA
settembre 2007
GLI UCCELLI ACQUATICI DEL PARCO AGRICOLO SUD MILANO
di Marco Baiettoa cura di Luciana Bottoni e Fabrizio Scelsi
Nel corso delle nostre “peregrinazioni ornitologiche” letterarie, altrettanto importanti di quelle sul campo, ci è capitato sottomano un pregevole opuscolo edito dal Parco Agricolo Sud Milano, in collaborazione con la Provincia di Milano che ne è l’Ente gestore, dal titolo “Gli uccelli acquatici del Parco Agricolo Sud Milano”, che tratta in maniera descrittiva delle differenti specie di avifauna prettamente acquatica o comunque legata ad ambienti acquatici che frequentano il territorio del Milanese compreso nel Parco Sud. Il parco si estende per circa 46.300 ha da ovest/sud-ovest a est/sud-est del capoluogo, tuttavia le aree prese in esame per lo studio delle popolazioni di uccelli sono state esclusivamente quelle coltivate a riso e le zone umide puntiformi come le cave. Occorre infatti sapere che il Parco Sud è classificato quale “parco regionale di cintura metropolitana” e che la sua peculiarità è dovuta proprio alla forte presenza dell’agricoltura e della zootecnia, che hanno plasmato nei secoli il territorio rurale conferendogli caratteri inconfondibili e per certi versi affascinanti. Tuttavia, il susseguirsi di campi di mais, riso, soia e prati stabili è sovente spezzato da pioppeti, boschi residuali, filari alberati, siepi, teste di fontanile e soprattutto da un fittissimo reticolo di fiumi, rogge, canali, fossi che forniscono la materia prima indispensabile per la coltivazione del riso. Le risaie stesse fungono da zone umide di rilievo, benché artificiali, particolarmente nella tarda primavera – per la coincidenza del loro allagamento con la migrazione pre-riproduttiva degli uccelli acquatici – e nell’estate, allorché (se non troppo intensamente diserbate) abbondano di anfibi, pesci e insetti che sono pastura di molti volatili. Anche nell’autunno-inverno, dopo il taglio del riso, nel caso di stagioni piovose, le stoppie allagate sono sito di foraggiamento per Anatidi e qualche Limicolo. Altrettanto rilevanti sono le ex-cave per estrazione di inerti, molto abbondanti nell’intorno della città di Milano considerata l’elevata richiesta, in passato, di materiali da costruzione come sabbie e ghiaie. L’onnipresenza della falda freatica, a profondità diverse rispetto al piano campagna, ha fatto sì che tutte queste cave si riempissero d’acqua, divenendo nel corso degli anni dei siti attrattivi per gli uccelli acquatici, alcuni dei quali sono stati oggetto di interventi di recupero e ripristino ambientale. Nell’indagine illustrata dalla pubblicazione, quelle che si sono rivelate di maggiore importanza per l’avifauna sono il Lago del Boscaccio, la Cava di San Novo, il Lago di Basiglio, l’Idroscalo, il Parco delle Cave, la Cava di Cascina Tecchione, la Cascina Decima di Lacchiarella e l’Oasi di Pasturago. I dati sulle presenze primaverili di avifauna risalgono a due censimenti ad hoc, effettuati nel 2003 e nel 2004, ricavati grazie a un metodo d’indagine basato su quello utilizzato da Elphick e Oring nel 1998 in California, per studiare l’utilizzo delle risaie da parte degli uccelli svernanti. Sono stati perciò ricavati dei transetti, tenendo conto della distribuzione delle risaie nel parco e della rete stradale percorribile, lungo i quali il personale addetto al censimento si muoveva in auto a velocità ridotta, una volta a settimana, controllando le risaie su entrambi i lati della strada e annotando il numero di soggetti osservati sia a terra che in volo. Veniva inoltre presa nota delle caratteristiche del paesaggio circostante le risaie frequentate da uccelli, come filari alberati o canali. Sulle schede di rilevamento venivano quindi annotati gli esemplari appartenenti alle Famiglie degli Anatidi, Ardeidi, Rallidi, Limicoli, Laridi e il Falco di palude (Circus aeruginosus). Le osservazioni sulla nidificazione sono state compiute negli anni dal 2000 al 2002 e quelle sullo svernamento dal 1999 al 2004: per alcuni di questi anni, vi è stata quindi un’interessante coincidenza dell’indagine su tre periodi fondamentali nella vita degli uccelli come la migrazione primaverile, la riproduzione e lo svernamento. Gli spunti emersi, tutti raccolti e ben catalogati nell’opuscolo, corredato con dovizia di fotografie a colori, grafici e tabelle, hanno fornito una serie di utili indicazioni ai ricercatori. Innanzitutto, le specie acquatiche più comuni tutto l’anno sul territorio del Parco Sud (pur con differenti indici di abbondanza a seconda delle stagioni) sono il Germano reale (Anas platyrhynchos), la Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus), la Folaga (Fulica atra), l’Airone cinerino (Ardea cinerea), la Garzetta (Egretta garzetta), la Nitticora (Nycticorax nycticorax), il Gabbiano comune (Larus ridibundus), il Cormorano (Phalacrocorax carbo sinensis), lo Svasso maggiore (Podiceps cristatus) e il Martin pescatore (Alcedo atthis). Altre specie sono presenti solo in autunno/inverno, come l’Alzavola (Anas crecca), il Fischione (Anas penelope) e il Moriglione (Aythya ferina). Altre ancora, al contrario, sono presenti unicamente in primavera, quali il Combattente (Philomachus pugnax), la Pantana (Tringa nebularia), la Pettegola (Tringa totanus), tutti e tre Limicoli (uccelli familiarmente definiti “trampolieri”). Ve ne sono infine alcune, come la Pavoncella (Vanellus vanellus) e il Beccaccino (Gallinago gallinago), che si osservano nel Parco Sud in primavera e in autunno, durante la doppia migrazione, nonché in fase di svernamento. Molte di queste specie sono gregarie oppure hanno costumi gregari per esempio in inverno, per cui sono facilmente osservabili e censibili (gli Anatidi e la Folaga ne sono la più classica esemplificazione), però ve ne sono non poche che, invece, hanno costumi di vita elusivi che le rendono scarsamente avvistabili: basti citare il Beccaccino, gli stessi Martin pescatore e Gallinella d’acqua, il Tarabusino (Ixobrychus minutus). Durante i rilevamenti, sono state inoltre osservate specie aufughe o alloctone, come il Cigno reale (Cygnus olor), l’Oca egiziana (Alopochen aegyptiacus), l’Oca del Canada (Branta canadensis), l’Oca facciabianca (Branta leucopsis), l’Anatra mandarina (Aix galericulata) e l’Anatra sposa (Aix sponsa), fortunatamente con ridotto o ridottissimo numero di individui, la cui presenza deriva da immissioni presso laghetti di pesca sportiva o da fuga dalla cattività e per le quali, se si dimostrerà un trend in crescita, sarà opportuno prevedere metodi di contenimento. La mole di dati raccolti e le considerazioni che ne scaturiscono, potranno perciò risultare non solo di estremo interesse per gli appassionati di avifauna, ma soprattutto di concreta utilità per i gestori del territorio, siano essi Pubbliche Amministrazioni o persone private, indicando l’ubicazione e la direzione degli eventuali interventi di miglioramento ambientale a scopo faunistico con relativo incremento della biodiversità tipica delle zone umide. Numerose le organizzazioni che hanno partecipato alla raccolta dei dati: Stazione Italiana per la Ricerca Ornitologica, WWF Riserva Naturale di Vanzago, LIPU, Gruppo Ornitologico Lombardo, Centro per la Forestazione Urbana Italia Nostra, Platypus. Per richiedere la pubblicazione, rivolgersi al Parco Agricolo Sud Milano, Via P. Eugenio 53, 20155 Milano – tel. 02/7740.3268, fax 02/7740.3272, e-mail: parcosud@provincia.milano.it
Massimo Marracci

 
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