NATURA
luglio 2007
Dall'inventario nazionale delle foreste una risposta per lo sviluppo sostenibile del paese
Presentati dal Corpo forestale dello Stato i risultati
dell’Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi di Carbonio:
un’Italia più verde che contribuisce in modo significativo a tagliare
la bolletta energetica nazionale

I dati sull’estensione e la vitalità delle foreste del Paese
sono stati presentati a Roma nel corso del convegno
“Il sistema nazionale delle statistiche forestali: situazione attuale e prospettive” promosso in collaborazione con l’Istat

Roma, 29 maggio 2007 – Nei prossimi cinque anni la bolletta energetica dell’Italia sarà meno salata per merito dei boschi. Un risparmio previsto, compreso tra 750.000.000 e un miliardo di euro.
Tra il 2008 e il 2012, periodo di attuazione del Protocollo di Kyoto, l’Italia, che ha eletto la “gestione forestale” tra le attività che possono concorrere al contenimento dei gas a effetto serra, potrà detrarre, circa 10.2 milioni di tonnellate di anidride carbonica dal bilancio nazionale delle emissioni. Si tratta di una deduzione molto alta, che corrisponde all’11% delle emissioni che il Paese si è impegnato a tagliare per contenere i rischi legati ai cambiamenti climatici.
La notizia positiva è stata comunicata dagli esperti della Forestale nel corso del convegno “Il sistema nazionale delle statistiche forestali: situazione attuale e prospettive – L’Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi di Carbonio”, promosso a Roma dal Corpo forestale dello Stato e dall’Istituto Nazionale di Statistica.
All’incontro, preceduto dai saluti di Stefano Boco, Sottosegretario di Stato delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Paolo Cento, Sottosegretario di Stato del Ministero Economia e Finanza, e di Luigi Biggeri Presidente dell’Istat; hanno partecipato, tra gli altri: Cesare Patrone, Capo del Corpo forestale dello Stato; Corrado Clini, Direttore Generale Direzione Ricerca e sviluppo del Ministero dell’Ambiente, del Territorio e della Tutela del Mare; Giuseppe Antonio Certomà Direttore Centrale dell’Istat.
Sul tavolo, la proposta di revisione delle definizioni, metodologie e processi di produzione statistica degli inventari forestali promossi in ambito locale, in un’ottica di integrazione e armonizzazione delle informazioni attualmente disponibili.
Le informazioni statistiche sul patrimonio boschivo sono uno strumento cruciale per le policy finalizzate alla conservazione e alla valorizzazione degli ecosistemi forestali e per la pianificazione sostenibile del territorio.
Crescenti esigenze conoscitive su un tema così importante provengono non solo dagli amministratori pubblici locali e nazionali ma anche da organizzazioni internazionali, per effetto dei più importanti accordi stipulati al fine di tutelare l’ambiente.
Tale realtà impone al Sistema statistico nazionale uno sforzo consistente nel ridisegno delle statistiche forestali attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti produttori di informazioni statistiche del settore.

Nel corso del convegno sono stati presentati i risultati dell’“Inventario Nazionale delle Foreste e dei serbatoi di Carbonio” (IFNI2005), il progetto realizzato dal Corpo forestale dello Stato con la consulenza scientifica del CRA – ISAFA (Istituto Sperimentale per l’Assestamento Forestale e l’Alpicoltura di Trento), che ha permesso di quantificare l’estensione e la funzionalità degli ecosistemi forestali nazionali, in accordo con gli impegni assunti dall’Italia a livello internazionale con il protocollo siglato nel 1997 a Kyoto nell’ambito della Convenzione Internazionale sui Cambiamenti Climatici.
Si tratta di un inventario nuovo da tutti i punti di vista. Sono nuovi gli obiettivi che deve raggiungere, i parametri che prende in considerazione, lo schema di campionamento e l’allineamento ai più alti standard internazionali. Nuova è anche la definizione di bosco adottata: quella della FAO per il Forest Resources Assessment (FRA2000).
In passato gli inventari non rilevavano lo stato fitosanitario del bosco, la sua importanza naturalistica, l’aspetto di ambiente di protezione e di sviluppo della fauna selvatica, la funzione turistico ricreativa e la funzione di assorbimento e immagazzinamento del carbonio atmosferico. Oggi questi elementi costituiscono aspetti importanti del nuovo disegno inventariale. Il risultato dell’IFNC 2005 va ben aldilà di una fotografia delle risorse forestali del Paese, è più simile a un film, in cui scorrono in parallelo le immagini di tutte le componenti dinamiche del bosco, osservate anche attraverso le rispettive interazioni.
Il progetto diviso in tre fasi ognuna delle quali ha richiesto circa un anno e mezzo per essere completata, ha visto l’impiego di oltre 300 tra fotointerpreti e rilevatori della Forestale. Questi ultimi, hanno compiuto oltre 30.000 rilievi speditivi, anche nelle località più remote e più difficili da raggiungere d’Italia.
Un dato particolarmente atteso, a cui l’Inventario da risposta, è la quantità di carbonio fissata nelle foreste italiane. Secondo le prime stime i boschi del Paese, con una massa arborea complessiva valutata in 972.037.000 tonnellate, trattengono 486.018.500 tonnellate di carbonio pari a circa 1.782.068.000 tonnellate di anidride carbonica.
Un valore dinamico destinato a variare nel tempo, che dovrà essere aggiornato tra cinque anni quando saranno nuovamente ridiscussi gli stock di emissioni di gas attribuiti all’Italia.
• Le regioni più verdi d’Italia – Le regioni che contribuiscono maggiormente alla formazione di questo tesoro, sono la Toscana (massa arborea 108.734.000 t.; carbonio 54.367.000 t), il Piemonte (massa arborea 94.386.000 t.; carbonio 47.193.000 t.) e la Lombardia (massa arborea 66.790.000; 47.193.000 carbonio 47.193.000 t.).
In Alto Adige i valori più alti di carbonio per ettaro (69). Seguono il Trentino (68) e la Valle d’Aosta (65).

• SINTESI DEI DATI DELL’INVENTARIO NAZIONALE DELLE FORESTE
E DEI SERBATOI DI CARBONIO” (IFNI2005),
Più di un terzo della Penisola è ricoperta di verde: 10.467.522 ettari, pari al 34,7 della superficie nazionale. Tra i distretti territoriali, l’Alto Adige, il Trentino, il Friuli Venezia Giulia, la Liguria, la Toscana, l’Umbria, l’Abruzzo, la Calabria e la Sardegna risultano avere un coefficiente di boscosità sensibilmente superiore a quello nazionale. Il Bosco, con una estensione stimata pari a 8.759.200 ha, copre il 29.1% dell’intero territorio nazionale e i distretti più densamente boscati sono la Liguria e il Trentino che, con un grado di copertura percentuale rispettivamente di 62.6 e 60.5%, costituiscono gli unici ambiti amministrativi in cui il bosco copre più della metà del territorio.
Le Regioni meno ricche di boschi risultano essere la Puglia (7.5%) e la Sicilia (10.0%). Riguardo alla composizione in categorie inventariali del Bosco, oltre il 98% è rappresentato da Boschi alti. Gli Impianti ammontano a 122.252 ha, corrispondenti allo 0.4% della superficie territoriale nazionale, mentre la superficie delle Aree temporaneamente prive di soprassuolo è stata stimata pari a 53.981 ha e rappresenta lo 0.2 % del territorio italiano.
Le Altre terre boscate, la cui estensione risulta di 1.708.333 ha (16.3% della superficie dell’intero Paese), sono costituite per il 58.0% dagli Arbusteti, cui concorre considerevolmente la categoria forestale della Macchia e arbusteti mediterranei.
• La proprietà:
Complessivamente il 63.5% della superficie forestale (Bosco e Altre terre boscate) risulta di proprietà privata, il 32.4% è di proprietà pubblica, mentre quasi il 4% della superficie non è stata classificata per tale carattere.
A livello di singoli distretti, le percentuali più elevate di superficie forestale di proprietà privata si riscontrano in Liguria (82.3%), in Emilia Romagna (82.0%)e in Toscana (80.0%). In Trentino si evidenzia invece l’aliquota più alta di superficie forestale di proprietà pubblica (72.2%).
• I vincoli:
Il vincolo idrogeologico interessa gran parte della superficie forestale totale del Paese (l’80,9%), e riguarda soprattutto la macrocategoria del Bosco, dove è presente sull’87.1% della superficie, mentre per le Altre terre boscate interessa soltanto il 49.2% della superficie. A livello di distretti territoriali, la percentuale di superficie di Bosco vincolata si mantiene sempre superiore all’80%, con valori molto alti, oltre il 95%, in corrispondenza di alcuni distretti del Nord e Centro Italia (Trentino, Alto Adige, Veneto, Umbria, Toscana). Fa eccezione la Sardegna, dove soltanto il 51% della superficie del Bosco è sottoposta a vincolo idrogeologico.
Il vincolo naturalistico riguarda il 27.5% della superficie forestale nazionale, pari a 2.876.451 ha, e il 28.5% della macrocategoria Bosco, corrispondente a 2.495.409 ha. A livello di distretti territoriali, si nota che la percentuale di aree boschive tutelate da vincoli naturalistici è più elevata in alcune Regioni del Centro e Sud Italia, superando il 50% della superficie del Bosco in Abruzzo, Campania, Puglia e Sicilia. La Campania svolge un ruolo importante anche se si considera il contributo di ciascun distretto nel determinare il totale nazionale di superficie del Bosco soggetta a tali vincoli, poiché la superficie di Bosco tutelata in questa regione rappresenta il 9.5% di quella complessiva nazionale. Considerevoli sono anche i contributi dati dalla Toscana (9.2%) e dall’Abruzzo (8.3%).
• L’origine dei boschi
La maggior parte del Bosco in Italia ha avuto origine attraverso processi seminaturali (69.2%), ossia in seguito ad attività selvicolturali. I boschi di origine naturale, che includono anche i soprassuoli originatisi con il concorrere di attività antropiche indirette, sono meno di un sesto della superficie complessiva del Bosco (15.4%).
I boschi di origine artificiale costituiscono la frazione meno rappresentata (6.3%), mentre per il 9.1% della macrocategoria Bosco non si dispone di informazioni circa l’origine.
La maggiore percentuale di boschi con origine naturale si evidenzia in Sicilia (36.6%), in Abruzzo (32.3%), in Valle d’Aosta (32.0%) e in Puglia (31.9%).
Per i boschi di origine seminaturale la loro proporzione a livello nazionale (69%) è superata in un gruppo consistente di regioni, fra le quali il Molise (90.3%), l’Umbria (87.1%) e l’Alto Adige (84.6%), mentre altre regioni, e in particolare la Sicilia (27.4%), presentano valori molto più bassi. Infine, riguardo ai boschi di origine artificiale, questi sono notevolmente più rappresentati in alcune regioni, quali la Sicilia (28.4%), la Calabria (15.9%), la Puglia (12.8%) e la Sardegna (12.8%).
• Lo stato sanitario
La maggior parte dei boschi italiani (68.3%) non presenta danni o patologie evidenti: quelli interessati assommano complessivamente a 1.977.221 ha (22.6%). L’aliquota di boschi per i quali non si hanno invece informazioni sullo stato di salute è inferiore al 10%.
Tra le patologie e i danni più comuni si annoverano gli attacchi di parassiti, che interessano il 9% dei boschi, seguiti dai danni provocati da eventi meteorici o climatici intensi (5.6%) e da pascolo o selvaggina (3.2%).
L’incidenza delle diverse cause all’interno dei singoli distretti è molto variabile; tra i valori massimi si riportano quelli della Puglia, regione nella quale il 33.7% dei boschi risulta danneggiato da pascolo, della Liguria, con un’alta incidenza dei boschi danneggiati da parassiti (25.7%), del Piemonte, dove sono diffusi i danni da eventi meteorici (13%), e infine le percentuali di soprassuoli con danni da incendio per la Sicilia (9%), la Calabria (6.9%) e la Puglia (5.6%).
• I fenomeni di dissesto
Su base nazionale, nella macrocategoria Bosco, la gran parte dei soprassuoli (76.9%) non è risultata interessata da tali fenomeni.
Il più diffuso tra quelli considerati è risultato la “caduta o rotolamento di pietre” (6%), seguito dai fenomeni alluvionali (4.3%), dalle frane e smottamenti (3.3%) e infine dalle slavine e valanghe (0.5%). A livello regionale alcuni fenomeni possono talora assumere proporzioni più significative; ad esempio in Emilia Romagna le frane e gli smottamenti interessano il 13.7% della superficie, in Umbria l’erosione idrica e i fenomeni alluvionali l’ 8.7%, mentre in Valle d’Aosta la caduta e il rotolamento di pietre riguardano il 14.9% dei boschi.
Corpo Forestale dell Stato - ISTAT

 
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