EDITORIALE
giugno 2007
La Campania, la Politica e i rifiuti.
Che la situazione fosse grave lo si era capito già leggendo il decreto legge del 11 maggio laddove ” per straordinaria necessità ed urgenza” si interveniva di autorità , tenuto conto “ della imminente paralisi della gestione del servizio di smaltimento”.

L’individuazione dei siti ove attivare le discariche, per la prima volta, ( a mia memoria) veniva definita per legge “ a fronte della impossibilità di provvedervi in via amministrativa” in quattro province diverse.

In due casi, Serre e Terzigno, si parlava di siti provvisori legati rispettivamente: alla individuazione di uno definitivo, individuato dal Presidente della provincia di Salerno e nel secondo caso alla messa in esercizio del nuovo termovalorizzatore di Acerra.

Sempre nel D.L. è previsto che il commissario delegato dovrà assicurare la ricomposizione morfologica del sito utilizzato e l' adozione di tutte le misure di mitigazione necessarie “ivi compresa la bonifica e messa in sicurezza” di tutti i rifiuti smaltiti in modo incontrollato e lasciati nelle strade , mediante la predisposizione di un apposito piano da adottarsi “di intesa” con il Presidente della Regione.

Per fare tutto ciò il Commissario delegato è autorizzato, ove occorra, ad affidamenti diretti e potrà altresì utilizzare, previa requisizione, gli impianti, le cave abbandonate, le discariche che presentano volumetrie disponibili ivi comprese quelle sottoposte a provvedimenti di sequestro da parte della autorità giudiziaria.

I Presidenti delle relative province sono nominati sub-commissari.

Nessun onere aggiuntivo dovrà derivare a carico dello Stato.

Per cinque anni poi i Comuni campani dovranno applicare nuove tariffe di entità tale da ” garantire complessivamente la copertura integrale dei costi di gestione del servizio di smaltimento dei rifiuti”.

Questo è quello che è stato deciso e in un sol botto si è commissariato il lungo periodo di commissariamento, arrivato mestamente al capolinea senza risultati di rilievo, ci si è sostituiti ai poteri locali incapaci ed impossibilitati a decidere, si sono autorizzate modalità amministrative di emergenza superando leggi amministrative vigenti e si sono superati persino provvedimenti del tribunale.

Negli occhi le (giuste ) proteste di chi si opponeva ad un sito come quello di Serre collocato in piena oasi wwf ed ora risituato a Macchia Soprana.

Quelle (sbagliate) e per niente spontanee, di chi brucia rifiuti nelle strade e cassonetti ed ancora quelle (sbagliate) del popolo dei NIMBY che manifestano ed invocano la raccolta differenziata come unica risposta che magicamente risolverebbe il problema dello smaltimento senza costruire alcun tipo di impianto: discarica, impianto di trattamenti, riciclaggio, produzione di compost o termovalorizzatore che sia.

Sull’argomento ci torneremo ancora anche perchè resterà un dato di cronaca per lungo tempo, per ora penso si debba dire che l’intervento del Governo è stato sacrosanto, vista “la politica senza coraggio” (come la ha definita un giornalista del Mattino di Napoli) da parte degli amministratori locali e che dovrebbe consentire di uscire da una stretta che pareva senza fine.

Ma il governo non potrà commissariare tutti e tutto in eterno, poi sarà l’ora di una classe dirigente locale nuova, coraggiosa che utilizzi tecnologie ed innovazioni, promuova civismo e senso di solidarietà ed sostenga le decisioni con fermezza quando la qualità e la sicurezza sanitaria siano assicurate.

Chiediamo troppo?

Alla prossima.
Sergio Saladini

 
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