NATURA
giugno 2007
Filogenesi e classificazione del Lupo
Da un punto di vista filogenetico è probabile che gli antenati del lupo appartenessero al gruppo dei Creodonti, un gruppo di mammiferi carnivori sviluppatosi durante il Cretaceo superiore ed estinti nel Miocene (da 26 a 5,2 milioni d'anni fa); tale gruppo si diffuse in tutto il mondo tranne che in America meridionale ed in Australia.
I Creodonti presentavano una morfologia simile a quella degli attuali carnivori, ma possedevano teste più grosse e cervelli più piccoli in relazione alla grandezza del corpo. Questi primitivi carnivori si svilupparono e prosperarono verso la fine dell'Eocene e durante i successivi periodi dell'Oligocene e Miocene (da 38 a 5,2 milioni d'anni fa), adattandosi ai mutamenti climatici, vegetazionali ed alla disponibilità di prede. Tra il Miocene ed il Pliocene le estese praterie eurasiatiche rappresentarono l'habitat favorevole per la differenziazione e la diffusione degli ungulati e quindi di nuove modalità di sopravvivenza legate alla caccia da parte dei primi mammiferi carnivori. Durante l'Oligocene (34 milioni d'anni fa) si originarono delle linee evolutive che nella maggioranza dei casi s'estinsero, tuttavia riuscì ad adattarsi e ad affermarsi il ramo che condusse ai Canidi moderni. Risale al Pleistocene (2 milioni d'anni fa ) una delle prime creature con sembianze simili al lupo: era il Canis dirus. Lungo 1,5 metri circa e pesante 50 kg, il Canis dirus, più grande rispetto al lupo attuale, aveva una testa più grande, zampe più robuste, denti più massicci.
Da un punto di vista sistematico, i recenti studi tassonomici, suddividono la specie lupo in 13 sottospecie viventi e distribuite su tutto il pianeta e da 2 sottospecie estinte in tempi recenti. Per la suddivisione nelle varie sottospecie vengono presi in considerazione le diversità fenotipiche, quali le diverse colorazioni del mantello, le variazioni di peso e di dimensioni, le differenze di particolari anatomici, la distribuzione e i movimenti migratori che caratterizzano le varie colonie di lupo. Tale variabilità ha reso complessa e controversa la sistematica del lupo, suddividendolo in diverse sottospecie non sempre riconosciute come tali da tutti gli studiosi; attualmente le sottospecie più note sono:

Lupo europeo (Canis lupus lupus), è la sottospecie più diffusa in Europa e in Asia, presente dalla Scandinavia all’Himalaya.
Lupo italiano (Canis lupus italicus), presente nella penisola italiana e in piena protezione legale dal 1992, anno in cui è stato dichiarato“specie particolarmente protetta”.
Lupo della tundra d'Eurasia (Canis lupus albus), presente in Russia del Nord e Siberia, di colore chiaro.
Lupo dei boschi o Lupo del Canada (Canis lupus lycaon), presente in Canada e Stati Uniti, fu la prima sottospecie ad essere identificata in Nord America.
Lupo del Nebraska (Canis lupus nubilus), presente nelle Montagne Rocciose, in Canada e Alaska, cacciato legalmente in parte del territorio canadese.
Lupo del Messico (Canis lupus baileyi), presente in Messico e in parte del Texas e dell’Arizona, è stato reintrodotto in Arizona a partire dal 1998, attualmente la popolazione allo stato selvaggio è di 35 – 50 individui.
Lupo bianco (Canis lupus arctos), presente in Groenlandia e in Canada, dal tipico manto bianco o crema, è la sottospecie più grande.

Altre sottospecie di lupo sono:
Canis lupus arabs, con popolazione in declino, presente in Arabia Saudita, Yemen e Oman.
Canis lupus cubanensis, con popolazione in declino, presente tra il Mar Caspio e il Mar Nero.
Canis lupus lupaster, piccola sottospecie dell’Africa settentrionale.
Canis lupus hattai, estinto dal 1889 nell’isola giapponese di Hokkaido.
Canis lupus hodophilax, estinto dal 1905 nelle isole giapponesi di Honshu, Shikoku e Kyushu.
Canis lupus pallipes, presente in Medio Oriente, Afghanistan, Pakistan e India.
Canis lupus occidentalis, presente in Alaska e Canada, è stata la sottospecie oggetto del programma di reintroduzione iniziato nel 1995 nel parco Nazionale di Yellowstone.
Canis lupus communis, presente in Russia Centrale, in declino ma cacciato legalmente.

Recentemente il lupo nostrano (Canis lupus italicus Altobello, 1921) è stato da alcuni studiosi ridimensionato a livello tassonomico poiché indagini morfometriche e genetiche hanno evidenziato una divergenza troppo ridotta dalle altre popolazioni eurasiatiche per giustificare una divisione a livello sottospecifico.
Va infine ricordato come da un punto di vista filogenetico il cane domestico (Canis lupus familiaris) e tutte le razze diffuse nel mondo derivino dal lupo e siano con esso strettamente collegate, tanto da classificare il cane domestico come una sottospecie del lupo stesso. L’origine della domesticazione del migliore amico dell’uomo potrebbe essere fatta risalire ad almeno 12.000 anni fa e potrebbe essere messa in relazione al fatto che i contatti tra lupo e uomo preistorico fossero frequenti, in quanto cacciatori delle stesse prede. Le più accreditate teorie suggeriscono inoltre che i lupi seguissero a breve distanza gli umani ed i loro accampamenti sfruttando, come risorsa alimentare, i loro rifiuti. L’uomo intuì che gli straordinari sensi del lupo potevano essere sfruttati sia per la caccia che per avvisare gli assembramenti umani in caso di pericolo e così iniziò a catturare e ad addomesticare dei cuccioli di lupo. Con l’evolversi della civiltà, i compiti dei cani si diversificarono e specializzarono; come risultato vennero selezionate varie razze rispondenti alle differenti necessità. A conferma di tutto questo si può sottolineare come i cani siano ancora geneticamente dei lupi, con cui condividono tutto il patrimonio genetico e sono in grado di ibridarsi con loro, dando origine a prole fertile.


Articoli tratti da “Atlante degli animali” del Corriere della Sera, anno 2006
Gianluca Ferretti

 
stampa articolo
Politica dei Cookie       -       Design & Animation: Filippo Vezzali - HTML & DB programming: Alain Franzoni