marzo 2007
“ANIMALI CHE CURANO”
Sembra strano che in un momento in cui la medicina ha raggiunto livelli tecnologici impensabili e in cui celebra i suoi trionfi (definizione completa del genoma umano , trapianto di quasi tutti gli organi )si cerchi aiuto al mondo animale per il nostro benessere.
Sembra un paradosso o un ritorno a pratiche empiriche senza fondamento scientifico.
Vi è poi una diffusa tendenza a medicalizzare l’intera vita umana e a considerare terapeutica ogni cosa o prodotto rivolto a un soggetto portatore di patologia, soprattutto di bambini con disabilità . Si parla quindi di ludoterapia ( se il bimbo gioca), ippoterapia (se va a cavallo), clownterapia, idroterapia, onoterapia, arteterapia, sporterapia, teatroterapia e così via.
La parola terapia viene usata anche in attività, che nulla hanno a che fare con la salute come comprarsi un reggiseno ( smiling therapy della Lovable) o fare shopping da Fiorucci (love therapy)
L’uomo vive per curarsi e fare terapia. Non è più in grado di vivere secondo il suo istinto ,perché orami la tecnica e le macchine hanno preso il sopravvento .Non fa più quello che lo fa sentire bene ,ma quello che altri gli dicono faccia bene. Non è più attento ai messaggi del corpo e della natura ,che ormai è sconosciuta e dominata.
Allora vale la pena andare a riscoprire le nostre radici e il rapporto con la natura e gli animali , che ne sono parte integrante .Scopriremo che fin dai tempi del mito gli animali sono collegati alla salute dell’uomo. Apollo , dio del sole e della salute, attraversava il cielo su un carro trainato da quattro cavalli bianchi e dopo il buio della notte e l’angoscia della malattia portava la luce del sole e la forza della salute
Esculapio sedeva in trono circondato dai suoi animali guaritori ,il serpente il cane, il gallo l’oca.
La medicina era considerata un’arte,perchè arte è scegliere il giusto farmaco , la giusta dose (“ sola dosis facit venenum” dice Galeno) per quella data persona.
La medicina , insieme alle altre arti liberali, era stata donata all’umanità dal centauro Chirone,essere mitologico metà uomo e metà cavallo ,a significare che la razionalità si deve sposare al sentimento.
Gli animali erano considerati un tramite tra l’umano e il divino ,tra il mondo razionale e il mondo delle emozioni e dell’irrazionale.
Quasi tutte le religioni li considerano sacri .nella Genesi si legge che sono creati direttamente da Dio e prima dell’uomo ,in Egitto in India nell’America precolombiana sono divinizzati e onorati come esseri soprannaturali.
Anche il mondo dell’arte riconosce la loro sacralità. Dice U. Saba nella poesia alla moglie” Così nella pecchia
ti ritrovo e in tutte
le femmine di tutti
i sereni animali
che avvicinano a Dio”
Quindi gli animali avvicinano a Dio e a tutto ciò che l’occhio non può vedere e la razionalità non può spiegare, ma di cui l’uomo ha bisogno, cioè il mondo delle emozioni e dei sentimenti.
Dice la volpe al Piccolo Principe “ non si vede bene che col cuore l’essenziale è invisibile agli occhi”
Gli animali perdono la loro importanza e la loro sacralità con il razionalismo di Cartesio, che distingue “res cogitans” e “res extensa”.Gli animali vengono attribuiti a quest’ultima e assimilati a pure macchine, utili a fornire cibo, vestiario ed energia, ma niente di più. Dalla scienza vengono studiati e smontati in laboratorio come strutture e funzioni meccaniche.
Non miglior sorte capita all’uomo, che risulta un assemblaggio di organi,di cui si occupano gli specialisti senza spesso tener conto della complessità dell’insieme. Si perde l’idea che “bisogna curare non il male della persona, ma la persona con il suo male”( Adriano Ferrari)
E’ solo negli anni 70 con il padre dell’etologia K.Lorenz, che l’animale riacquista la sua dignità di “animale persona, di animale culturale, cioè inventore e portatore di una cultura intesa, come trasmissione di informazioni e di comportamenti e non solo di reazioni istintuali” (Giovanni Ballarini).
Animali capaci non solo di destare emozioni e sentimenti ,ma anche di provarne, proprio come gli esseri umani, con cui possono entrare empaticamente in relazione.
Ed è proprio negli anni 70 che viene teorizzato su basi scientifiche l’uso degli animali in terapia da Boris Levinson, un neuropsichiatria infantile , che aveva notato una relazione possibile tra un suo paziente autistico ( quindi chiuso alla relazione interpersonale) e il suo cane.
Verranno poi i lavori di Erika Friedman, Katcher e Bock, Anderson e altri che mettono in rilievo una benefica influenza anche solo della presenza di un animale sui sintomi principali dello stress, cioè l’animale induce una normalizzazione del ritmo cardiaco, della pressione arteriosa ,della frequenza respiratoria , della tensione muscolare e non ultimo del livello plasmatico del colesterolo.
Come si può spiegare tutto questo ?
Le recenti ricerche neurofisiologiche ci hanno permesso di mettere a fuoco importanti funzioni del nostro sistema nervoso. Un tempo si riteneva che la corteccia cerebrale fosse la parte più importante e nobile del cervello umano, tanto più che una parte di essa, la neocorteccia, non è presente negli altri esseri viventi. Oggi vengono molto valorizzate le strutture sottocorticali come l’amigdala e il sistema libico ,che sono strettamente collegate al sistema neuroormonale (ipofisi e ghiandole endocrine da essa dipendenti). Tali strutture sono deputate al controllo dell’emotività e sono collegate tra loro e con le altre strutture encefaliche da una rete fittissima di collegamenti , che permettono risposte modulate e sempre diverse a seconda della situazione. Esse sono presenti in tutti i mammiferi e anche in rettili ed uccelli, che quindi sono capaci emozioni e sentimenti simili agli umani e non solo di reazioni riflesse e di comportamenti automatici.
Le stesse strutture sono anche deputate alla reazione di stress, la cui individuazione e descrizione valse il premio Nobel al dott Seyle.
Oggi la parola stress ha una connotazione negativa e ad esso vengono attribuite molte delle patologie più diffuse. In realtà lo stress è una reazione fisiologica e benefica di attivazione di sistemi per fronteggiare un’emergenza .Finito lo stimolo ,tutti i sistemi ritornano in quiete,ma il cronicizzarsi dello stress induce danni permanenti ai vari organi e apparati.
La società moderna ,lontana dai quieti ritmi della natura e dalla serenità degli animali , produce stress cronico in grande quantità. Per questo si cerca un ritorno ad un tipo di vita più idoneo anche attraverso il rapporto con gli animali.
Da qui nasce la Pet Therapy. Ma il termine , anche se molto in voga, può generare confusione. Meglio parlare di :
Attività Assistite con gli animali (AAA) , quando si svolgono attività genericamente rivolte a migliorare la qualità della vita dei soggetti coinvolti ;
Attività Educative con l’ausilio di animali (AAE), quando l’animale viene usato in attività con finalità educative;
Terapie Assistite con gli animali ( AAT), quando l’animale, definito coterapeuta, è parte integrante di un progetto terapeutico .In questo caso la terapia si deve porre degli obiettivi ben precisi e deve produrre modificazioni nello stato del paziente. Ma siccome vale il detto latino “post hoc,non propter hoc”, le modificazioni devono essere stabili ,oggettive , misurabili:
• stabili in quanto il soggetto deve essere in grado di conservarle anche quando cessa l’intervento terapeutico che le ha prodotte,
• oggettive, in quanto devono essere riconoscibili agli occhi di tutti,
• misurabili , in quanto i cambiamenti ottenuti devono essere valutati attraverso strumenti sensibili in grado di rilevarli.
La terapia è un atto medico di competenza del personale sanitario . Nel caso vi sia un animale coterapeuta è necessaria una equipe multidisciplinare, che comprenda oltre al medico specialista, al terapista, al conduttore dell’animale, un medico veterinario con competenza non solo nella clinica ,ma anche negli aspetti comportamentali dell’animale, così importanti ai fini terapeutici e di sicurezza del trattamento.
Con questi criteri la terapia con animali potrà essere condotta con modalità scientifiche e avere dignità e riconoscimento .
Maria Pia Onofri.