NATURA
gennaio 2007
Un natale verde non è un buon natale (testo)
Dal nostro inviato Giovanni Canistrà
"Il nostro calendario segna 23 dicembre. Ma la natura attorno a noi sembra di fine autunno. Anche negli anni passati abbiamo vissuto periodi di Natale senza neve, ma non il fenomeno di nuovi record di caldo tutti giorni. Il nostro Natale verde è perciò un pessimo segno. E’ evidente che si tratti di un cambiamento climatico drammatico che è in atto, in Norvegia come nel resto del mondo.
Qui a Oslo, bisogna tornare indietro di 100 anni per trovare lo stesso caldo a dicembre. Numerosi paesi europei non hanno vissuto un autunno così caldo dal 1700. Ci sono sempre stati cambiamenti climatici, ma oggi tutti i leader politici ambientalisti sono d’accordo sul fatto che i cambiamenti attuali sono causati dall’uomo. La gente che mette in dubbio questa affermazione chiude gli occhi avanti agli avvertimentI contenuti nei tanti rapporti di ricerca della FN e da altre autorità di ricerca competenti negli ultimi anni.
Perfino gli americani - i peggiori della classe in materia di ambiente nell’occidente - hanno cominciato a capire cosa sta succedendo. L’accademia della scienza degli Stati Uniti conclude dicendo che è scientificamente provato che i cambiamenti climatici sono il risultato dell’attività insensata dell’uomo. Mentre l’amministrazione Bush ha ignorato la realtà dei fatti, tante città e stati americani hanno agito in modo indipendente fissando degli obiettivi concreti per la salvaguardia dell’ambiente. Il precedente vicepresidente Al Gore è diventato un importante militante ambientalista sul piano globale.
Qui a casa nostra, la maggior parte è consapevole del fatto che il mondo si trova su una strada pericolosa dal punto di vista politico-ambientale. Tra i nostro partiti, solo nel partito di estrema destra “Fremskritttpartiet” domina la stupidità in campo ambientale. Il nostro governo, fra breve, presenterà un rapporto climatico contentente proposte concrete per come limitare l’inquinamento di CO2 e altri gas climatici. Noi ci aspettiamo un rapporto chiaro con obbiettivi ambiziosi rispetto alla riduzione dell’inquinamento.
E’ nel nostro potere fermare i cambiamenti climatici causati dall’uomo. Questo Natale ci fa tenere a mente in modo potente che è molto urgente mettersi in moto."
Articolo tratto dal quotidiano Dagsavisen (www.dagsavisen.no) del 23dicembre 2006, traduzione di Aud Marie BjerK

Alla traduzione aggiungo alcune foto dei dintorni del Comune di Lunner (70km a Nord di Oslo) che illustrano meglio di ogni altra parola la situazione. Qui (più che da noi) si aspettano conseguenze pesanti anche nell’immediato futuro.
La notte di Natale è crollato un tunnel (ultimato nel 2000) lungo la statale che da Oslo porta all’aeroporto di Torp (l’abbiamo attraversato due giorni prima). La roccia soprastante era impregnata di acqua che normalmente in questo periodo è gelata e più consistente.
I numerosi laghetti che normalmente per tutto l’inverno restano gelati, con uno spesso strato di ghiaccio, su cui si pattina e si pesca (facendo un buco con la trivella), quest’anno possono rivelarsi pericolosi. Il giorno 26, durante un allenamento, Ivar Formu (famoso scifondista norvegese) è affogato in un laghetto per la rottura del ghiaccio. E’ una vittima illustre, ma non l’unica.
E’ un paio di giorni che piove, le temperature si mantengono mediamente alte e non nevica. Perlomeno l’aria è buona, e si respira volentieri (...), niente a che vedere con quello che oramai ci siamo rassegnati a respirare a Milano.

Ma ogni mondo è paese, mentre c’è chi si preoccupa delle conseguenze dell’inquinamento sul clima, Statoil e Hydro società pubblica e privata norvegesi, si fondono per costituire un colosso dell’energia (gas e petrolio). D’altra parte la Norvegia è ricca di petrolio e gas. A differenza di noi che invece siamo ricchi di sole e creatività ma non siamo capaci a sfruttarli.

 
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