EDITORIALE
gennaio 2007
Buon 2007.
Di solito il nuovo anno si presenta chiedendoci progetti e buoni propositi per il futuro, non a caso viene rappresentato come un bimbo, quindi giovane, pieno di vita e voglia di fare, mentre l’anno vecchio è un signore curvo, stanco e canuto che porta in genere un pesante fardello pieno di tutte le cose fatte, belle o brutte che siano state.

Ai miei occhi il 2007 è sì un piccolo, giovane bambino, ma il suo fardello è pesante e pare faccia fatica a trascinarselo appresso, colmo come è di sofferenze e problemi irrisolti.

Nel mondo sono state di più le nuove guerre che sono scoppiate che i vecchi conflitti risolti o per lo meno in via di soluzione: odio ed egoismo trionfano e le tante conflittualità locali sembrano cercare uno sbocco estendendosi di scala, congiungendosi e cercando un improbabile collante nella religione.

Gli interessi forti, legati per lo più al possesso delle fonti di energia, non battono nuove strade e continuano a dettare la agenda dei conflitti mondiali contendendosi il possesso delle residue quantità di petrolio, di gas o del nucleare.

L’ambiente continua a patire e si modifica proponendoci scenari mutati che sconvolgono equilibri climatici consolidati in centinaia di anni, sotto l’incalzare di emissioni fuori controllo, rafforzate dalla non assunzione di responsabilità da parte delle nazioni ultime arrivate nel mercato globale.

E in Italia?

Da parte del governo, in continuo logorio alla ricerca della soluzione di un sistema di equazioni multivariabili e di tanti interessi spesso tra loro contrastanti, si registra la affermazione di valori individuali e collettivi ambientalmente corretti contenuta nel programma di governo e che hanno trovato nella finanziaria qualche primo interessante risultato.

Di positivo cogliamo il consolidarsi di un sistema produttivo di piccole medie imprese innovative e creative che sembra finalmente pronto a cogliere opportunità legate alla produzione di energia solare, alla migliore coibentazione delle case, alla diffusione di elettrodomestici meno energivori, ottima anche la scelta di consentire e normare la diffusione di sistemi di collegamento senza fili e senza cavo (wireless) che dovrebbero consentire un più facile accesso alla rete internet ed alle diverse forme di comunicazione, non solo nelle grandi città, ma anche nei luoghi più marginali del nostro paese.

Nelle città, ci dice la recente indagine sugli ecosistemi urbani redatta da Legambiente e riferita al 2005, si registra “un deficit di modernità… da parte di chi queste città governa” soprattutto per quanto riguardala mobilità e la raccolta differenziata dei rifiuti: l’emergenza smog prosegue, la mobilità privata resta prevalente su quella pubblica, la raccolta differenziata, soprattutto nelle città del centro-sud, arranca su valori lontani da quelli europei.

E allora quali gli impegni per il nuovo anno?

Continui l’impegno internazionale per il rispetto degli obiettivi di Kioto, prenda sempre maggiore consapevolezza, il Governo, che miglioramento dell’ambiente, dell’economia e della società sono obiettivi indivisibili.

Si pensi “alla lotta contro l’illegalità, l’abusivismo, le ecomafie, alla necessità di tutelare la biodiversità e il territorio, di affrontare il dissesto idrogeologico, la morsa dell’inquinamento e la congestione che attanaglia le nostre città” (dal doc. Realacci-Ronchi-Scalia del nov. 2006).

Nelle grandi città, per lo più governate dal centrosinistra, la delusione è forte, il modello prevalente ( secondo la classificazione di Camagni) è quello della precarietà e solo in alcuni casi quello della mitigazione: ci piacerebbe che nelle imminenti elezioni che riguarderanno molte città italiane la proposta dei candidati e delle coalizioni di centrosinistra fosse radicalmente incentrata sulla qualità della residenza, della mobilità, del produrre e del consumare energia, senza rincorre il centro destra e le corporazioni di interessi conservativi dello status quo che rappresenta e difende.

Auguri a tutti di buon anno.
Sergio Saladini

 
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