edizione numero
284
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - LUGLIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
agosto 2006
RACCOLTA E IMPIEGHI DEI RESIDUI ORGANICI DELLA CITTA’ DI MILANO NELLA SECONDA META’ DEL XIX SECOLO (6°)
L’attività delle imprese
Dopo aver brevemente descritto i motivi per cui i depositi contenenti la materia fecale raccolta in città erano dislocati a nord del centro abitato, rispondendo ad una precisa richiesta degli agricoltori operanti in quella zona è opportuno spiegare come intervenivano le imprese.
Già nel XVIII secolo veniva concessa un’apposita licenza dall’Autorità della città ma è dal XIX secolo che questa attività di raccolta si trasforma da artigianale a industriale: singoli venivano assorbiti o si trasformavano in società e, dato che le richieste di vuotamento si facevano sempre più pressanti, vi era anche un ampio margine per l’inserimento di nuove forze imprenditoriali.
Il vecchio sistema della vuotatura effettuato con i truogoli e le secchie doveva essere abbandonato in favore di altri più sicuri ed efficaci, dato che vi erano pericoli per gli addetti a questo compito, dovuti alle sgradevoli esalazioni della materia in fermentazione.
Il lavoro era comunque molto difficoltoso e le operazioni di vuotamento venivano effettuate solo in determinati periodi. (Dal Regolamento Comunale del 1862, art. 48: La estrazione ed il trasporto non potranno aver luogo che di giorno, ma non dopo mezzo giorno nei giorni festivi, né durante l’intera ultima settimana di carnevale, salvi i casi eccezionali pei quali sarà chiesta l’autorizzazione).
La scabrosa attività era svolta dapprima da persone che non erano legate alle Imprese da alcun contratto di dipendenza, ma si incaricavano del lavoro prestando la loro persona ed i loro attrezzi che in un primo momento erano rappresentati dal solo carro e dagli animali da traino. Queste persone si mettevano a disposizione dell’Impresa e venivano retribuiti forfettariamente a giornata, in base alle richieste ricevute.
Nei primi momenti dell’evoluzione di questa industria era comune avvalersi di questa particolare figura lavorativa che prendeva il nome di “volante”.
Successivamente sorse la necessità di usare, come veniva prescritto dal Regolamento, il metodo di vuotamento denominato “Chapusot”.
Questo metodo, chiamato così dal nome del suo ideatore, consisteva nell’uso di pompe collegate alle botti dove si preparava il vuoto: il metodo richiedeva dunque una attrezzatura abbastanza sofisticata e la necessità di contare su del personale specializzato, personale che veniva assunto con un contratto di dipendenza.
L’introduzione di nuove tecniche di vuotamento determinò così la scomparsa della figura del “volante”.
Inoltre bisogna ricordare i diversi rapporti che intercorrevano tra le Società di spurgo ed i proprietari di case.
Talune Imprese per il vuotamento dovevano pagare i proprietari delle case per eseguire questa operazione, altre operavano gratuitamente ed infine altre intervenivano applicando una tariffa.
La fase della vendita del prodotto fecale subì nel corso del tempo diverse modificazioni che è possibile riassumere in due punti fondamentali:
1) l’agricoltore concedeva dietro un congruo compenso, alla Impresa che era sprovvista di un deposito, la possibilità di scaricare il materiale sul suo terreno;
2) questo rapporto si modificò quando l’Impresa costruì i depositi. Non avendo più bisogno di scaricare il prodotto sui campi scambiava le feci prima con altri beni (per esempio il contenuto di una carro contro circa 10 galline) e poi successivamente con il denaro.
La modificazione del rapporto commerciale di questo prodotto tra l’Impresa di spurgo e l’agricoltore può essere spiegato con la maggiore richiesta di questo particolare bene.
Questo conferma che l’escremento umano era valutato come un vero e proprio bene economico, tanto è vero che l’impresa, cosciente di ciò e dopo aver compreso che la sua attività oltre al vuotamento dei pozzi si poteva allargare nella vendita del prodotto estratto, acquista un terreno dove costruisce un deposito in quelle zone dove la richiesta di questa merce è maggiore.
Federico Di Lucchio