giugno 2006
TUTELA DELLE AREE NATURALISTICHE DI INTERESSE COMUNITARIO.
IL WWF LANCIA UN APPELLO: LA REGIONE LE DIFENDA DALL’ASSALTO DI CACCIATORI E CEMENTIFICATORI
I Siti di Interesse Comunitario (SIC) e le Zone di Protezione Speciale (ZPS) per gli uccelli, con una storica decisione confermata da TAR Lazio e Consiglio Di Stato, sono aree protette. In Abruzzo tutelati, tra gli altri, 20.000 ettari dei Simbruini-Ernici e 9.000 ettari della Valle Subequana, oltre a decine di siti che complessivamente coprono diverse decine di migliaia di ettari.
I Siti di Interesse Comunitario e le Zone di Protezione Speciale per gli uccelli sono oggi aree protette e per questo sono sottoposte ai vincoli derivanti dalla Legge Quadro sulle Aree Protette 394/91.
Per l’ambiente italiano e abruzzese una notizia che è difficile non ritenere storica sulla quale è sceso uno strano, gravissimo e preoccupante silenzio, perché forse alcuni temono le reazioni di chi vorrebbe continuare a realizzare attività impattanti sull’ambiente in queste aree. Interessi di parte, come quelli di cacciatori e cementificatori, che nulla hanno a che vedere con l’interesse collettivo di mantenere inalterata la biodiversità italiana.
Dichiara Dante Caserta, Presidente del WWF Abruzzo “Quello che parrebbe logico a tutti coloro che hanno effettivamente a cuore le sorti dell’ambiente, e, cioè, che le aree di maggiore interesse scientifico per la conservazione della biodiversità italiana e regionale debbano avere vincoli di tutela, è visto con preoccupazione. In realtà questa decisione dovrebbe essere festeggiata e difesa in un Paese, come l’Italia, dove la tutela dell’ambiente è spesso considerato come un fattore negativo e non occasione di crescita sociale e civile. Nella patria dei condoni e della caccia deregolamentata, delle 80 procedure d’infrazione dell’Unione Europea sull’inapplicazione delle normative sull’ambiente, degli ecomostri e delle alluvioni, ci aspettiamo da parte dell’Assessorato all’Ambiente della Regione e del nuovo ministro dell’Ambiente una strenua difesa di queste nuove aree protette. Sappiamo che le Regioni devono incontrarsi domani al Ministero dell’Ambiente per capire come gestire questa situazione. Una precedente decisione, che praticamente toglieva ogni vincolo per queste aree, è già stata bocciata una volta. Ora hanno l’occasione per cambiare strada e dimostrare che le tante dichiarazioni a favore dell’ambiente si trasformino in atti reali, dando forme di tutela stringenti e scientificamente fondate a queste aree di elevatissimo valore ambientale”
Il WWF ha chiesto all’Assessorato Regionale alle Aree Protette di esprimere una posizione favorevole ad un’attenta tutela di SIC e ZPS. Per specie di elevatissimo valore conservazionistico, quali ad esempio, l’Orso bruno, il Lupo, la Coturnice, l’Aquila reale è difficile sostenere l’assenza di impatto da attività quali la caccia, anche solo per il disturbo che arreca in periodi estremamente sensibili come l’autunno e l’inverno. Bisogna invece discutere sulla concreta applicazione dei vincoli ora vigenti su queste zone, al fine di garantire la sopravvivenza di specie animali e vegetali rarissime.
Info: Dante Caserta, Presidente Regionale, 335.8155085
LA STORIA DELLA TUTELA DEI SITI DI INTERESSE COMUNITARIO
Il Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea, con l’obiettivo di promuovere la tutela e la conservazione della diversità biologica, ha istituito con la Direttiva 92/43/CEE “Habitat” un sistema di aree denominato Rete Natura 2000. Queste zone, designati come Siti di Interesse Comunitario (S.I.C.), che al termine dell’iter istitutivo diverranno Zone Speciali di Conservazione (Z.S.C.), e Zone di Protezione Speciale (Z.P.S.), sono individuate in funzione della presenza e rappresentatività sul territorio di habitat e specie animali e vegetali indicati negli Allegati I e II della Direttiva “Habitat” e di specie di cui all’allegato I della Direttiva 79/409/CEE “Uccelli” e delle altre specie migratrici che tornano regolarmente in Italia.Con D.P.R. 8 settembre 1997, n. 357 e successivo D.P.R. 12 marzo 2003, n. 120, l’Italia ha recepito la Direttiva 92/43/CEE regolamentandone l’attuazione da parte dello Stato, delle Regioni e Province Autonome. Le regioni italiane hanno proceduto alla individuazione ed alla perimetrazione delle aree S.I.C. e Z.P.S., trasmettendone l’elenco al Ministero dell'Ambiente il quale lo ha inviato, a sua volta, all’Unione europea. Il Comitato delle aree naturali protette, ha deliberato, in data 2 dicembre 1996, l’equiparazione delle aree S.I.C. e Z.P.S. alle altre aree protette previste ai sensi della legge quadro 394/91. L’allora Ministro dell’Ambiente, Altero Matteoli, ha emanato un decreto ministeriale in data 25 marzo 2005 con il quale ha annullato la deliberazione del Comitato per le aree naturali protette del 2 dicembre 1996. Su ricorso dell’associazione ambientalista Verdi Ambiente e Società, il TAR del Lazio, con ordinanza n. 6856 del 24 novembre 2005, ha sospeso l'efficacia del Decreto Matteoli, ripristinando di fatto la validità della precedente deliberazione del 2 dicembre 1996. Contro l’ordinanza di sospensiva emanata dal TAR Lazio, è stato presentato ricorso al Consiglio di Stato il quale, ha confermato l’ordinanza del TAR con proprio pronunciamento del 14 febbraio 2006. Dal momento che la legge 394/91 prevede il divieto assoluto di esercitare, tra l’altro, ogni forma di caccia all’interno delle aree naturali protette ed essendo state le aree S.I.C. e Z.P.S., come poc’anzi ricordato, equiparate alle aree protette ai sensi della 394/91, risulta ovvia l’applicazione in tutte queste aree della vincolistica prevista dalla legge quadro 394/91.
WWF