edizione numero
284
rivista on-line mensile
anno venticinquesimo - LUGLIO 2026
registrata presso il Tribunale di Milano
n.330 del 22/05/2007
giugno 2006
RACCOLTA E IMPIEGHI DEI RESIDUI ORGANICI DELLA CITTA’ DI MILANO NELLA SECONDA META’ DEL XIX SECOLO (4°)
I primi operatori ecologici
Come anticipato negli interventi precedenti, le Autorità milanesi di allora , incapaci di organizzare un servizio pubblico di raccolta di questo materiale, lasciarono a dei privati, a dei piccoli imprenditori questo compito. Uomini che videro in questa attività la possibilità di un guadagno con un lavoro molto umile ed anche pericoloso.
Un lavoro non molto considerato ma di fondamentale importanza per la stessa sopravvivenza della città. Era questa un’attività oscura e non certo gradevole e che non permetteva facili guadagni.
Si aveva infatti a che fare con un prodotto molto particolare, anche disgustoso, diciamo la verità!
Ma vi era anche un mercato che interessava chi lavorava la terra.
Milano con la sua espansione si trovò in una vera e propria emergenza rifiuti.
Nel volgere di pochi decenni sorsero alcune imprese che erano principalmente a conduzione familiare e successivamente, con l’aumento della domanda e del giro di affari, si formarono le prime società.
Con l’ingresso di Milano al nuovo Regno d’Italia e con le mutate esigenze di carattere sanitario dovute alla crescita demografica della città, l’Amministrazione Municipale ritenne di emanare il 20 luglio 1862 un Regolamento ad “hoc” disciplinando dettagliatamente, nei minimi particolari l’argomento abrogando le norme esistenti.
Venne istituito il nuovo Ufficio Tecnico sanitario e queste imprese vennero assoggettate ad un severo controllo.
Non è stato possibile reperire tutta la documentazione del predetto Ufficio e perciò stilare un elenco dettagliato delle società.
Ciononostante è stato possibile predisporre una lista di alcune imprese che operavano nell’area metropolitana milanese nel secolo scorso attingendo a diversi documenti ritrovati.
I nomi rispondono a Gamba, Kramer e Petracchi, Donati e C., Società Anonima per lo spurgo inodoro dei pozzi neri, Tagliamacchi e Pasta, Jonghi, Bianchi, Galli, Radice, Lecchi, Mutua Associazione Proprietari di case, Biraghi, Sangalli, Sangalli e Radice.
E’ opportuno segnalare che tra le imprese e società qui elencate talune sono state assorbite da altre e che nel proseguo del tempo molte hanno cessato l’attività per diversi motivi.
Le uniche sopravvissute ed ancora oggi operanti delle imprese suddette sono la Braghi e la Sangalli, che hanno ovviamente diversificato ed allargato la propria attività.
Per quanto riguarda la consistenza di ciascuna azienda poco è stato possibile rintracciare.
Si può presumere, da alcune fonti, che le imprese Galli, Radice e Lecchi erano molto piccole e che altre vennero rilevate come la Jonghi dalla Bianchi e C. , la Donati e C. dalla Pasta e C. che si trasformò poi in Società Anonima.
Requisiti indispensabili per svolgere l’attività, come prescriveva il regolamento Comunale del 1862, erano quelli di possedere l’attrezzatura necessaria e di possedere un deposito per recarvi la materia estratta. L’attrezzatura consisteva in carri ove vi erano collocate le botti della capacità di circa 1 metro cubo e di strumenti dotati di pompe per la formazione del vuoto atmosferico. Tutto questo era dovuto al preciso obiettivo di eliminare le esalazioni provenienti dal pozzo.
La ditta Bianchi disponeva di 72 botti metalliche, di 2 macchine a vapore e le relative pompe per la formazione del vuoto atmosferico, e sia la Società Anonima che la Mutua Associazione dovevano avere circa lo stesso parco attrezzi se non addirittura superiore.
Per quanto concerne i depositi dove veniva collocata la materia fecale dopo l’operazione del svuotamento, questi non dovevano essere costruiti ad una distanza non inferiore ai 100 metri dalle mura della città, come prescriveva sempre il Regolamento comunale, ed era chiaramente proibito spandere o depositare le materie fecali all’interno dell’agglomerato urbano.
Anche in questo caso è possibile stilare un elenco delle località cittadine dove erano ubicati questi immobili. Immobili collocati in posizioni strategiche per la successiva operazione di vendita.
Federico Di Lucchio