NATURA
maggio 2006
BIODIVERSITA’, PIU’ TUTELA PER SPECIE E HABITAT GRAZIE ALLA “CONVENZIONE DEGLI APPENNINI” FIRMATA DA WWF E LIPU
Assicurare la tutela della biodiversità delle montagne del Mediterraneo
Salvaguardare le specie animali e vegetali minacciate tutelando lo straordinario patrimonio naturalistico costituito dagli Appennini. E’ stata sottoscritta oggi a L’Aquila dai presidenti del WWF Fulco Pratesi e della LIPU Giuliano Tallone la magna carta dell’Italia per le montagne del Mediterraneo, ovvero la “Convenzione degli Appennini”. L’intento del protocollo, che coinvolge 15 regioni, è quello di assicurare un importante grado di tutela della biodiversità per tutta l’area appenninica e della Sicilia, identificando le aree più importanti e le specie di vertebrati più a rischio, fra i quali compaiono l’orso bruno marsicano, la lepre appenninica, il capriolo italico e numerose altre specie di mammiferi e uccelli minacciate.

“Con il nostro contributo - ha dichiarato Fulco Pratesi, Presidente del WWF Italia - vogliamo rafforzare quella parte propositiva e operativa della Convenzione finalizzata alla conservazione della biodiversità delle aree appenniniche contribuendo così a raggiungere quegli obiettivi che l’Italia si è posta sottoscrivendo il Countdown 2010 in difesa della diversità biologica’’.

Secondo Giuliano Tallone e Maria Luisa Urban, Presidente e Consigliere nazionale della LIPU, “gli Appennini rappresentano un comprensorio di straordinaria importanza naturalistica e l’unica vera chance di sopravvivenza per molte specie animali e vegetali minacciate. La Convenzione degli Appennini ha dunque tra i suoi obiettivi prioritari la conservazione a lungo termine di questo patrimonio inestimabile in vera armonia con il benessere e la qualità della vita delle comunità locali”.

L’adesione delle due associazioni alla Convenzione degli Appennini è stata sostenuta e commentata positivamente dalla Federparchi, cui aderiscono anche WWF e Lipu. Per il Presidente di Federparchi Matteo Fusilli, presente all’atto della firma, “la partecipazione di queste due associazioni ambientaliste storiche è un elemento di novità significativo. Auspichiamo in futuro l’adesione di altri soggetti di interesse nazionale”.

La Convenzione degli Appennini può dunque rappresentare un’importante opportunità per porre la biodiversità al centro del “sistema Appennino” nell’ambito di una rispettosa valorizzazione economica del territorio.
Il ruolo del WWF e della LIPU nella Convenzione degli Appennini sarà dunque quello di rafforzare questa impostazione garantendo, anche tramite un utilizzo dei finanziamenti comunitari in linea con gli obblighi delle direttive ambientali, i principi di conservazione che l’Italia ha sottoscritto e che il WWF e LIPU-BIRDLIFE applicano da tempo a livello internazionale in accordo con le comunità locali.

Nell’aderire alla Convenzione dell’Appennino il WWF e la LIPU:

- - apporteranno il contributo scientifico funzionale all’identificazione alle aree prioritarie per la conservazione della biodiversità nel sistema montuoso appenninico e della Sicilia. Grazie allo sviluppo della Conservazione Ecoregionale, il WWF Italia e la LIPU insieme a partner come il Corpo Forestale dello Stato, Federparchi, UPI, Società Italiana Ecologia del Paesaggio, Coordinamento Agende 21 Locali Italiane ed altri hanno già identificato 20 aree strategiche per la biodiversità, dall’Appennino Ligure all’Aspromonte e in Sicilia.
- - apporteranno il contributo per l’identificazione delle specie e habitat focali per la conservazione della biodiversità appenninica. In particolare, sono state esaminate la distribuzione di 60 specie di vertebrati minacciati, tra cui l’orso bruno marsicano, la lepre appenninica, capriolo italico, la trota macrostigma, molte specie di pipistrelli e le SPEC (Species of European Concern) ovvero le specie di uccelli minacciate secondo i criteri di Birdlife International.
- - apporteranno il contributo per affrontare i fattori di minaccia alla biodiversità più impattanti come la frammentazione degli habitat, la trasformazione del territorio per l’abbandono delle pratiche tradizionali e lo spopolamento della montagna e la realizzazione di grandi opere ad alto impatto sulla biodiversità e sul paesaggio (come ad esempio il Quadrilatero Umbria – Marche e relativo PAV – Piano di Area Vasta).
- - apporteranno il contributo per garantire uno stato adeguato di protezione e gestione delle aree IBA individuate dalla LIPU e dei siti di Rete Natura 2000 presenti nell’Appennino e far sì che tali aree contribuiscano all’istituzione di reti di aree protette integrate in paesaggi più ampi, applicando un approccio ecosistemico.
- - apporteranno l’esperienza consolidata a livello internazionale per avviare processi partecipati volti a tutelare la biodiversità e individuare misure di convivenza possibile tra natura e uomo.


L’Aquila, 14 aprile 2006

Ufficio stampa WWF – Tel. 06.84497213
WWF- LIPU

 
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